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Dizionario bio-bibliografico dei bibliotecari italiani del XX secolo

[Ritratto]

Dalla Pozza, Antonio Marco

(Novoledo VI 27 agosto 1900 Vicenza 16 settembre 1967)

Laureato in lettere all'Università di Padova nel 1925, con una tesi sulla cultura vicentina in età umanistica, conseguì l'anno successivo anche il diploma di biblioteconomia, archivistica e paleografia alla Scuola storico-filologica delle Venezie. Fu poi per breve tempo professore di lettere all'Istituto tecnico di Este.
Nel settembre 1926, per concorso, fu assunto come vicedirettore alla Biblioteca Bertoliana di Vicenza, che aveva conosciuto e frequentato da studente preparando la tesi di laurea, per la quale aveva ricevuto preziosi consigli dall'allora direttore monsignor Bortolan e dal vicedirettore Sebastiano Rumor.
Dal novembre 1929, sempre per concorso, ne fu nominato direttore-conservatore, succedendo a Rumor.
Dopo la seconda guerra mondiale si adoperò per promuovere tra l'Amministrazione comunale e l'Amministrazione provinciale di Vicenza un'intesa che conferisse maggiore potenzialità economica e autonomia alla Biblioteca, intesa che sfociò, nel 1948, nella costituzione di un Consorzio tra Comune e Provincia per la gestione della Bertoliana, secondo i principi della legge n. 393 del 1941, che fu riconosciuto con un decreto presidenziale nel 1957.
Nel lungo periodo in cui la Bertoliana lo ebbe al suo servizio, essa vide un notevole sviluppo, nella ricchezza del patrimonio, nell'ammodernamento dei locali e delle attrezzature, nell'adeguamento dei cataloghi e dei servizi alle tecniche moderne, nell'incremento dell'uso pubblico. Diede il via, con la costituzione della Biblioteca pubblica del Villaggio del Sole nel 1965, a quel complesso di biblioteche succursali che negli anni seguenti si venne impiantando in tutte le sette circoscrizioni in cui è suddivisa la città. Sulla Biblioteca, che diresse fino alla morte, curò il volume Per una biblioteca viva: la Bertoliana negli anni 1949-1959 (Vicenza 1960).

Inoltre fu dal 1933 organizzatore del Museo del Risorgimento nella villa Guiccioli in Monte Berico, che diresse dal 1938, e conservatore dell'Archivio storico comunale, che pure diresse dal 1937 fino al 1957, anche dopo la sua trasformazione, nel 1943, in Sezione di Archivio di Stato. Nel 1943 fu incaricato anche della direzione del Museo civico, si occupò della messa in salvo del patrimonio dai rischi bellici e poi della sua ripresa, riaprendolo nel 1948.
In campo nazionale collaborò attivamente alla promozione nel sistema bibliotecario italiano, conseguendo notevoli riconoscimenti quali la nomina a membro del Consiglio superiore delle accademie e delle biblioteche, dal 1966, e del Consiglio direttivo dell'Ente nazionale per le biblioteche popolari e scolastiche, dal 1967; fu anche ispettore bibliografico onorario, dal 1934, e nel 1965 fu insignito della medaglia d'oro per i benemeriti della cultura.
Delegato della Biblioteca a tutti i congressi dell'Associazione italiana biblioteche dal 1932 in poi, nel dopoguerra fu ininterrottamente vicepresidente della Sezione del Veneto occidentale dal 1949 al 1964, presidente dal gennaio 1964 al maggio 1967 e ancora consigliere fino alla morte. Membro del Consiglio direttivo dell'Associazione dal 1961 al 1964, fu vicepresidente dal 1964 al 1967. Fu inoltre membro della Commissione dell'AIB che elaborò i primi standard italiani per le biblioteche pubbliche (La biblioteca pubblica in Italia: compiti istituzionali e principi generali di ordinamento e di funzionamento, Roma 1965).
Appassionato studioso del Palladio e cultore delle memorie e dei monumenti cittadini, molto si adoperò per la valorizzazione e la sistemazione urbanistica, specie della piazza dei Signori, secondo l'originale progetto palladiano. Fin dal 1928 fu cancelliere dell'Accademia Olimpica, dal 1940 membro effettivo, e in seguito ricoprì, fino alla morte, la carica di vicepresidente, occupandosi in particolar modo dell'allestimento degli spettacoli classici del Teatro Olimpico e fondando e curando il suo periodico «Odeo Olimpico».
Fu anche socio della Deputazione di storia patria per le Venezie (corrispondente dal 1944, effettivo dal 1962).
Un fondo di sue carte e di documenti da lui raccolti è stato donato dagli eredi alla Biblioteca Bertoliana.

Giorgio De Gregori

Neri Pozza. Compì preziose scoperte sull'opera del grande architetto: Dalla Pozza studioso del Palladio. «Il gazzettino», 19 settembre 1967.

Giovanni Bellini. Antonio Dalla Pozza. «La parola e il libro», 50 (1967), n. 10, p. 635-637.

Mario Carrara. Antonio Dalla Pozza. «Bollettino d'informazioni AIB», 7 (1967), n. 3/4/5, p. 94-97 (con l'elenco degli scritti).

Giovanni Mantese. Antonio Dalla Pozza. (Necrologie). «Archivio veneto», serie 5ª, 81 (1967), n. 116, p. 168-171.

Ettore Apollonj. Tre amici scomparsi [Emilio Re, Antonio Dalla Pozza, Arturo Lancellotti]. «Almanacco dei bibliotecari italiani», 1968, p. 82-85.

Antonio M. Dalla Pozza. «Odeo Olimpico», 6 (1966-1967), p. 5-37, con un ritratto. Pubblicato nel 1968. Contiene: Mariano Rumor, Commemorazione dell'accademico prof. Antonio Marco Dalla Pozza, p. 7-8; Guglielmo Cappelletti, L'uomo di cultura e il bibliotecario, p. 9-26; Licisco Magagnato, Antonio M. Dalla Pozza studioso del Palladio, p. 27-37).

Giorgio De Gregori - Simonetta Buttò. Per una storia dei bibliotecari italiani del XX secolo: dizionario bio-bibliografico 1900-1990. Roma: Associazione italiana biblioteche, 1999, p. 64-66 (voce di Giorgio De Gregori).

Enzo Bottasso. Dizionario dei bibliotecari e bibliografi italiani dal XVI al XX secolo, a cura di Roberto Alciati. [Montevarchi]: Accademia valdarnese del Poggio, 2009, p. 153-154.



Copyright AIB 2000-05-01, ultimo aggiornamento 2021-03-19, a cura di Simonetta Buttò e Alberto Petrucciani
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