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Biblioteche archivi e musei nel Quinto Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico della Commissione europea

di Rossella Caffo

Il 27 aprile, presso la sala dello Stenditoio del complesso del S. Michele in Roma, si è svolta una giornata informativa, durante la quale sono state illustrate le varie opportunità che il Quinto programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico della CE offre ai beni culturali: in particolare le azioni chiave "Contenuti e strumenti multimediali" e "La città del futuro e il patrimonio culturale". L'occasione dell'evento è stata la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 19 e del 20 marzo dei primi due calls for proposals relativi.
L'azione chiave "Contenuti e strumenti multimediali", che fa parte di uno dei programmi tematici del Programma quadro, e cioè del Programma "Tecnologie della Società dell'informazione", interessa archivi biblioteche e musei e punta a sviluppare servizi di accesso integrato a collezioni e materiali posseduti dai tre tipi di istituzioni. L'invito è rivolto alla presentazione di progetti che, attraverso l'applicazione al patrimonio culturale delle tecnologie della Società dell'informazione, promuovano la conoscenza del patrimonio e ne facilitino l'accesso e la fruizione. L'obiettivo di tale area di azione è quello di estendere il contributo delle biblioteche, dei musei e degli archivi all'economia culturale emergente, prendendo in considerazione aspetti economici, scientifici e di sviluppo tecnologico.
L'altra azione chiave illustrata, "La città del futuro e il patrimonio culturale", che fa parte di un altro programma tematico, "Energia, ambiente e sviluppo sostenibile", mira allo sviluppo dell'ambiente urbano dei cittadini, ricorrendo a strategie globali e innovative per il miglioramento della qualità della vita, con particolare riferimento alla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e allo sfruttamento sostenibile del suo potenziale socio-economico per l'occupazione e il turismo.
Il termine per la presentazione delle proposte è fissato al 16 giugno 1999.
La giornata è stata organizzata in collaborazione dai tre uffici centrali del Ministero per i beni e le attività culturali che rappresentano archivi, biblioteche, musei, tramite l'Osservatorio dei programmi internazionali per le biblioteche dell'Ufficio centrale per i beni librari le istituzioni culturali e l'editoria. L'OPIB, che finora ha rappresentato le biblioteche presso la Commissione europea in relazione ai precedenti programmi di ricerca e sviluppo tecnologico, ha oggi allargato il proprio campo d'azione organizzando un'azione che riguarda anche archivi e musei. Per capire questa evoluzione bisogna fare una premessa importante.
Come è noto il settore delle biblioteche non è nuovo alla partecipazione ai programmi di ricerca e sviluppo tecnologico della CE. In particolare esse hanno beneficiato di uno specifico programma all'interno prima del Terzo e poi del Quarto programma quadro. Il Programma Biblioteche aveva l'obiettivo di sviluppare la ricerca scientifica per creare in Europa servizi bibliotecari innovativi per la diffusione delle informazioni e l'accesso al sapere, mediante l'applicazione delle tecnologie informatiche e telematiche. La Commissione europea ha infatti riconosciuto le biblioteche come elementi importanti per la creazione della Società dell'informazione in Europa, in particolare per le loro tipiche funzioni di:
– garantire e facilitare l'accesso all'informazione a tutti i cittadini;
– contribuire a diffondere l'uso delle fonti di informazione elettronica (reti, Internet) e dei prodotti dell'editoria elettronica e multimediale.
Le biblioteche europee e italiane hanno partecipato attivamente ai programmi realizzando circa 100 progetti (di cui 36 a partecipazione italiana), che riguardano temi di grande attualità quali: le collezioni digitali, i servizi bibliotecari di rete, il document delivery elettronico, l'accesso unificato a risorse eterogenee, il copyright in ambiente digitale, le interconnessioni tra reti di biblioteche, la produzione, la gestione e la conservazione di materiali multimediali, l'applicazione di standard di descrizione e di comunicazione come lo Z39.50, il prestito bibliotecario elettronico, la formazione a distanza.
Con il Quinto programma quadro, approvato nel dicembre 1998, si verifica un cambio di prospettiva che corrisponde, da una parte alla nuova importanza che i beni culturali nel loro insieme assumono nell'ambito delle politiche comunitarie non solo per gli aspetti culturali, ma anche socio-economici, dall'altra a un diverso approccio organizzativo del Programma stesso, che non prevede più singoli programmi specifici, ma poche grandi linee di azione. Così il Quinto programma quadro non contiene un programma specifico per le biblioteche, ma una serie di programmi sviluppati su grandi temi, uno dei quali è la creazione della Società dell'informazione, cui corrisponde il Programma "Tecnologie della Società dell'informazione", a cui sono chiamati a collaborare, insieme alle biblioteche, i musei e gli archivi.
Cogliendo quindi questa importante opportunità che stimola la collaborazione tra archivi, biblioteche e musei, e ottemperando a una precisa sollecitazione della Commissione europea DG XIII/E2, presso l'Osservatorio si è costituito un gruppo di lavoro a cui partecipano rappresentanti di biblioteche, musei, archivi, per coordinare le azioni e favorire la cooperazione tra le diverse istituzioni della memoria e tra queste e le piccole e medie imprese. Il gruppo di lavoro opera da circa un anno e ha elaborato un documento presentato alla Commissione europea durante un seminario organizzato dalla Commissione ad Amsterdam nell'agosto scorso, nel quale sono tracciate alcune linee programmatiche ed è individuata una serie di aree di ricerca da sviluppare nell'ambito dei progetti per il Quinto programma quadro. Il documento è pubblicato nel libro dell'OPIB disponibile per chiunque lo richieda. Il libro illustra l'attività svolta dalle biblioteche europee in questi anni e offre notizie complete su tutti i progetti realizzati o in corso di realizzazione dell'intero Programma Biblioteche.
Attraverso la partecipazione ai progetti le biblioteche hanno raggiunto importanti risultati, come ad esempio quello di aver creato un patrimonio di esperienze professionali, di aver sviluppato un'attività di ricerca direttamente collegata agli sviluppi applicativi e di servizio, di aver contribuito alla creazione di un mercato di prodotti e servizi per le biblioteche, di avere insomma dato vita a "uno spazio bibliotecario europeo". Questo bagaglio di esperienze sarà prezioso per costruire nuove ipotesi progettuali attraverso la collaborazione con gli archivi e i musei. Per facilitare la diffusione e la valorizzazione dei risultati dei progetti del Programma Biblioteche l'OPIB in collaborazione con l'AIB ha organizzato nell'ambito del Congresso nazionale dell'Associazione un workshop dal titolo "Biblioteche digitali e servizi elettronici", che illustrerà alcuni progetti che riguardano l'area di interesse sintetizzata dal titolo.
Dai temi trattati nei progetti realizzati o in corso di realizzazione e dagli obiettivi della linea di azione su "Contenuti e strumenti multimediali", molto interesse si accentra sulla "biblioteca digitale" e sui servizi elettronici.
Se infatti l'obiettivo è quello di facilitare l'accesso al patrimonio culturale in forma digitale e creare servizi integrati, la "biblioteca digitale " diventa un campo prioritario di ricerca per i progetti futuri.
La biblioteca digitale consiste in una collezione di documenti in formato digitale (parole, immagini ferme o in movimento, suoni e qualsiasi combinazione di questi) o di rappresentazioni digitali di oggetti reali (siano essi a stampa, audio-video, opere d'arte, documenti d'archivio), che vengono messi a disposizione, a richiesta nell'ambito di un servizio organizzato, a utenti di qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi momento. La biblioteca digitale si basa sulla connettività, sulla disponibilità organizzata in rete dell'informazione e sulla integrazione con altre collezioni, è una realtà virtuale che produce servizi reali. Riunisce inoltre virtualmente collezioni eterogenee dislocate in aree diverse e/o possedute da diverse istituzioni.
La realizzazione della biblioteca digitale presuppone la necessità di affrontare una serie di aspetti a cui corrispondono altrettante aree di ricerca.
L'accesso integrato implica una pianificazione concettuale di alto livello che permetta all'utente di ottenere tutti i documenti pertinenti a un determinato soggetto, indipendentemente dal loro supporto, da chi lo possiede e dalla loro localizzazione geografica.
L'accesso integrato presuppone l'interoperabilità dei sistemi, cioè la possibilità dei sistemi di colloquiare, o attraverso meccanismi di raccordo ex-post, o mediante il disegno di architetture omogenee e comunicanti, come nei sistemi distribuiti.
L'interoperabilità nell'area di azione comune e attraverso differenti collezioni distribuite in vari tipi di istituzioni richiede la definizione di standard di base comuni. Un'altra area da prendere in considerazione e che è già stata oggetto dei precedenti progetti, è quella degli standard in varie aree: standard di descrizione e di catalogazione dei differenti tipi di materiali, così come standard di accesso e di interconnessione di dati digitali, standard per la trasmissione di dati, siano essi suoni, testi o immagini.
L'applicazione degli standard è infatti lo strumento fondamentale sia per evitare duplicazioni e sovrapposizioni di azioni sia per assicurare l'integrazione funzionale fra le varie fonti informative in rete, accrescendone la qualità complessiva e arricchendo il risultato della ricerca.
In Italia si sta attualmente procedendo ad analizzare la prospettiva di adottare standard comuni per la catalogazione e l'accesso pubblico a vari tipi di collezioni in due differenti settori: quello delle fotografie e quello delle stampe.
L'organizzazione di servizi multimediali integrati in rete dovrà come è ben noto ai bibliotecari, affrontare il problema del copyright e delle licenze. La cooperazione potrà essere utile per trovare un giusto equilibrio anche in questo campo per proteggere i diritti di proprietà intellettuale dei produttori di informazione, senza impedire indebitamente la libera circolazione dell'informazione.
Queste rappresentano a nostro avviso le principali aree di ricerca su cui indirizzare le proposte di progetti, tenendo conto anche di ciò che è già stato fatto o è in corso di realizzazione nei progetti comunitari e nazionali.
Per ulteriori informazioni si può contattare l'OPIB: tel. 064742920-064741279; fax 064742872; e-mail opib@librari.beniculturali.it.
Le notizie sui calls con tutti i documenti necessari per presentare le proposte (il testo del bando, il workprogramme, la guida per i proponenti, il manuale sui criteri di valutazione) si possono trovare sui siti: http://www.echo.lu/digicult; http://www.cordis.lu/ist; http://www.cordis.lu/eesd.


CAFFO, Rossella. Biblioteche archivi e musei nel Quinto Programma quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico della Commissione europea . «AIB Notizie», 11 (1999), n. 5, p. 10-11.

Copyright AIB, ultimo aggiornamento 1999-05-25 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n11/99-05caffo.htm

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