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Libri e PC: un felice incontro a favore dei ciechi

di Pietro Piscitelli

La lettura è un'esigenza di tutti noi. Grazie a essa ciascuno, secondo le proprie capacità, può istruirsi e formarsi una cultura e così emanciparsi socialmente e inserirsi nel mondo del lavoro. Leggere poi significa anche intrattenimento, rilassamento e svago, soddisfazione delle più diverse curiosità e nutrimento della fantasia e dell'immaginazione. Se la lettura ha un ruolo così fondamentale nella vita di ciascuno di noi, si può facilmente comprendere quanto sia indispensabile l'opera di chi consente di avvicinarla a quelle persone che, in quanto prive della vista, se ne troverebbero escluse.
Tutto cominciò più di 170 anni fa, quando Louis Braille, giovanissimo cieco, allievo dell'Istituto per i giovani ciechi di Parigi, inventò il sistema di lettura e scruttura a punti in rilievo per ciechi che ancora oggi porta il suo nome. Dopo un avvio difficile, a causa soprattutto dell'ostracismo opposto dagli insegnanti vedenti di alcuni istituti, che ritenevano il nuovo alfabeto emarginante, perchŽ troppo diverso da quello dei vedenti, il Braille si diffuse in tutto il mondo, divenendo la scrittura usata dai ciechi di tutti i paesi, per lo studio e per la comunicazione reciproca. Sorsero stamperie e biblioteche, adibite alla produzione, alla conservazione e alla distribuzione dei libri in carattere Braille, utilizzabili dai ciechi per lo studio, l'aggiornamento culturale e professionale o per qualche ora di semplice svago.
Le esigenze di lettura e di formazione culturale dei ciechi nel nostro paese sono soddisfatte in larga parte dalla Biblioteca italiana per ciechi "Regina Margherita". Essa fu fondata a Genova nel 1928; fu poi trasferita a Milano e, durante il secondo conflitto mondiale, a Monza, presso la Villa Reale, ove è rimasta fino al 1995. In tale anno fu ricollocata in una nuova sede, sempre a Monza, più spaziosa e quindi più adatta a ospitare il sempre crescente numero di volumi che entravano a far parte del suo patrimonio.
Fino a tempi recenti, la biblioteca ha dovuto fare i conti con notevoli ristrettezze finanziarie, che ne hanno seriamente limitato l'attività e l'hanno più volte portata sul punto di dover abdicare ai propri scopi. A partire dall 1993, l'Ente ha potuto finalmente contare su finanziamenti regolari, grazie alla l. 52/94, la quale impegna lo Stato a stanziare fondi in favore della biblioteca per l'espletamento delle proprie attività in favore dei non vedenti.
Oggi la biblioteca mette a disposizione dei suoi utenti i seguenti servizi:
– servizio prestito opere in Braille in Italia e all'estero;
– invio libri in omaggio o in vendita, tra quelli compresi nelle Catalogo generale delle opere a prestito;
– trascrizione di testi scolastici per le scuole di ogni ordine e grado, nei formati più idonei;
– pubblicazione di periodici Braille, distribuiti gratuitamente a coloro che ne fanno richiesta;
– trascrizione personalizzata di opere di studio, o comunque utili per l'aggiornamento culturale e professionale.
Inoltre da circa due anni, la biblioteca ha avviato il Servizio nazionale del libro informatico, consistente nella distribuzione gratuita, a coloro che ne facciano richiesta, di opere non su supporto cartaceo, ma memorizzate su floppy disk, leggibile dal cieco tramite un normale PC, che però deve essere equipaggiato di ausili che gli consentano di accedere al contenuto dello schermo (periferiche da collegare al PC: alcune consentono al cieco di "leggere" i messaggi in uscita tramite una finestra di lettura Braille, costituita da puntini che vengono man mano a comporre i caratteri relativi alle successive porzioni dello schermo; altre invece gli permettono di ascoltare quanto proviene dal computer, tramite una voce sintetica).
La biblioteca ha inteso quindi venire incontro alle esigenze di quanti, fra i non vedenti, desiderano avvalersi di queste possibilità di accesso all'informazione, invece che di quelle tradizionali.
Certo, il libro Braille non verrà soppiantato da quello informatico, almeno in tempi brevi, in quanto i ciechi che conoscono bene questo sistema di scrittura trovano, generalmente, la lettura su carta più naturale e confortevole rispetto a quella a computer. Inoltre, terminali Braille e sintetizzatori di voce hanno costi elevati, solo parzialmente rimborsati dal Servizio sanitario nazionale.
Tuttavia, nonostante tali limiti, questo servizio ha riscosso notevole successo presso i non vedenti: nel 1998 i circa 3000 utenti della biblioteca hanno formulato 3682 richieste di prestito, grazie a un catalogo che può contare su 2783 titoli. Ciò dimostra che i ciechi non possono e non vogliono restare esclusi da queste tecnologie, coscienti che la loro buona conoscenza e il loro uso disinvolto assumeranno un ruolo sempre più importante nello svolgimento di gran parte delle professioni odierne e future.
Si vuole, quindi, richiamare l'attenzione di chi, impegnato nella diffusione dell'istruzione a tutti i livelli, possa realmente tenere conto di queste nuove opportunità di crescita culturale e professionale per i non vedenti; un progresso che rimane, comunque, una strada in salita, per chi vive in una società sempre più "dell'immagine".


PISCITELLI Pietro. Libri e PC: un felice incontro a favore dei ciechi. «AIB Notizie», 11 (1999), n. 5, p. 12-13.

Copyright AIB, ultimo aggiornamento 1999-05-25 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n11/99-05piscit.htm

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