[AIB] AIB Notizie 5/99
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Proposta di direttiva del parlamento europeo e del Consiglio sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella Società dell'informazione

del Comitato Consumatori Altro consumo

Già nello scorso mese di settembre la nostra organizzazione aveva cercato di attirare l'attenzione del Governo italiano su un provvedimento in discussione a livello comunitario, ossia la proposta di direttiva in materia di Diritto d'autore nella Società dell'informazione.
In quell'occasione si evidenziava la necessità di impedire che l'esigenza di perseguire la pirateria commerciale non si traducesse in una generale limitazione del diritto d'accesso dei consumatori all'informazione. Oggi, questa esigenza si rivela ancora più pressante in conseguenza degli ultimi sviluppi verificatisi nello svolgimento dell'iter legislativo del testo in questione.
Infatti, nel corso della sessione plenaria del 3 febbraio scorso, il Parlamento europeo, su iniziativa dell'On. Barzanti, ha proposto degli emendamenti al testo della direttiva che, se approvati, impedirebbero, di fatto, ai consumatori di avere accesso e di riprodurre per uso privato le informazioni dell'universo digitale.
Gli emendamenti del PE all'art. 5 della proposta di direttiva prevedono che la riproduzione digitale, ad uso privato e scopo non commerciale, possa avvenire solo a condizione che:
1) il titolare del diritto d'autore riceva un'equa remunerazione;
2) non ci siano dei dispositivi tecnici a protezione del diritto d'autore.
Ciò significa mettere fuori legge i consumatori, gli utenti delle biblioteche, le persone disabili o comunque con problemi di apprendimento che avranno necessità di fare copie digitali del materiale protetto dal diritto d'autore per fini non commerciali.
Il Comitato Consumatori Altroconsumo, insieme al BEUC, intende opporsi fermamente agli emendamenti previsti alla luce delle conseguenze negative che essi avrebbero sui consumatori europei.
È infatti evidente che, in primo luogo, con essi (emend. 36 all'art. 5.2) non ci si limiterebbe a colpire la pirateria commerciale, ma si introdurrebbero dei divieti ingiustificati allo svolgimento di atti privati posti in essere da singoli cittadini nelle proprie case (ad esempio, duplicare il proprio CD, regolarmente acquistato, in una cassetta da ascoltare nella propria automobile). In questo modo, si finirebbe per sanzionare azioni che non hanno alcuna rilevanza da un punto di vista commerciale, ma riguardano soltanto la sfera dei diritti e delle libertà individuali fondamentali.
In secondo luogo, vorremmo sottolineare l'inaccettabilità della proposta (emend. 37, art. 5, punto 3) che intende introdurre impedimenti di natura tecnica per ostacolare la riproduzione dell'opera. Ciò comporterebbe che, anche nei casi in cui l'utente abbia il diritto di farsi una copia privata, di fronte ad un blocco di tipo tecnico, questo diritto verrebbe nella sostanza annullato. In altre parole, quindi, negli Stati membri in cui alle persone cieche è permesso tradurre delle opere in Braille, l'introduzione di un simile blocco tecnico impedirebbe, in concreto, di esercitare un proprio diritto riconosciuto dalla legge, con la conseguenza paradossale per cui, qualunque tentativo di "aggirare" il blocco tecnico, sarebbe da considerare un atto illecito!
Inaccettabile è poi prevedere nei casi in cui non ci siano delle misure tecnologiche che impediscano di per sé la riproduzione, che gli Stati membri, nel disporre le limitazioni al diritto esclusivo di riproduzione degli autori predispongano un'equa remunerazione per la riproduzione digitale fatta ad uso privato e comunque non commerciale (emend. 37 e 34). Inaccettabile è il fatto che non si escluda la remunerazione dei titolari del diritto d'autore nel caso in cui esistano delle misure tecnologiche che impediscono al consumatore la riproduzione.
Prevedere una remunerazione per gli autori in aggiunta ai dispositivi tecnici che bloccano la riproduzione equivarrebbe ad una doppia "tassazione" del consumatore e assicurerebbe una posizione dominante all'industria del provider oltre che agli autori, a discapito della diffusione dell'informazione e della cultura stesse. Se la tutela della proprietà intellettuale fornisce agli autori lo strumento per agire contro l'interesse pubblico, non è giusticata.
Infine, ci opponiamo al carattere facoltativo e non obbligatorio della lista di eccezioni al diritto di esclusiva previsto all'art. 5 della proposta di direttiva. Si tratta di una previsione che getterebbe le basi per una situazione – inaccettabile nell'ambito del Mercato Interno – in cui il consenso a realizzare delle copie private sarebbe legittimo in alcuni paesi, ma costituirebbe pirateria commerciale in altri. L'unica eccezione obbligatoria al diritto di esclusiva dell'autore attualmente prevista dalla proposta di direttiva è la riproduzione e scopi tecnologici (vedi in proposito punti 3.7.2.4 e 3.7.2.5 del parere del Comitato economico e sociale 98/C 407/06).
Intendiamo ribadire che il Comitato Consumatori Altroconsumo si schiera fermamente contro la pirateria commerciale e riconosce il diritto degli autori ad essere adeguatamente ricompensati per le proprie opere. Tuttavia, ritiene indispensabile trovare un giusto punto di equilibrio tra gli interessi economici del detentore del diritto d'autore ed il diritto d'accesso del consumatore alla riproduzione, a fini privati e senza scopo di lucro, delle opere protette.
In considerazione di quanto sopra affermato, chiediamo la sua collaborazione per fare sì che gli emendamenti proposti dal Parlamento europeo vengano respinti, nella consapevolezza che ciò contrasterebbe con l'accesso dei consumatori all'informazione e non nuocerebbe affatto alla lotta contro la pirateria commerciale.

Avv. Paolo Martinello
Presidente CCA

[Questa lettera è stata inviata a Umberto Zamboni di Salerano (Ufficio del delegato italiano per gli Accordi per la proprietà intellettuale del Ministero degli affari esteri), Raffaele Foglia, Vittorio Aragonesi e per conoscenza a Francesco Lombrassa (Ufficio del Mercato interno, Dipartimento per il coordinamento delle politiche dell'UE) il 22 aprile 1999.]


Abbiamo ricevuto. «AIB Notizie», 11 (1999), n. 5, p. 15.

Copyright AIB, ultimo aggiornamento 1999-05-25 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n11/99-05ricev.htm

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