[AIB] AIB Notizie 7/99
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The digital library: challenges and solutions for the new millenium

di Ilaria Brancatisano

Digital libraries: le sentiamo nominare sempre più spesso da qualche tempo, nell'ambiente bibliotecario accanto o in sostituzione di espressioni come electronic libraries, virtual libraries, o la più nostrana espressione "biblioteche senza pareti", ma anche al di fuori del nostro ambiente sembrano gettonatissime.
Qualcosa ci dice che hanno a che fare con il futuro, forse in alcune realtà all'avanguardia sono già il presente, ma esattamente che cosa siano, quali i confini e le conseguenze non lo sappiamo ancora.
A un livello minimo digital library rinvia a due idee, insieme di dati digitali da una parte e dall'altra contenitore di informazioni digitali raccolte e organizzate per le esigenze e gli interessi di una comunità di utenti.
Il ricco programma del Convegno tenuto a Bologna lo scorso 18 e 19 giugno, The digital library: challenges and solutions for the new millenium, di organizzazione italo-britannica (Commissione nazionale Università ricerca e Sezione Emilia Romagna dell'AIB, GIDIF-RBM e Soprintendenza per i beni librari dell'Emilia Romagna; British Library e British Council) riflette questa poliedricità di significati; sei sessioni, per un totale di 19 interventi, relatori appartenenti al mondo delle biblioteche e del trattamento dell'informazione, editori, esperti del diritto, ma anche rappresentanti di istituzioni pubbliche come il Department of Health del Regno Unito. Un piatto ricco nel quale però non è stato ritagliato (forse volutamente) un momento di riflessione, un chiarimento su quali siano i confini per biblioteche e bibliotecari, quali gli ambiti propri ai diversi e nuovi attori che interpretano questa era del digitale.
Now that we have digital collections, why do we need libraries? [Così il titolo dell'intevento di Christine L. Borgman all'Annual Meeting dell'ASIS nel 97. In: Asis '97: proceedings of the 60th ASIS annual meeting. Medford (New Jersey): Information today, 1997, p. 26]: a questo interrogativo sotterraneo hanno in qualche modo risposto Graham Cornish (intervenuto nella sessione dedicata al copyright) e Riccardo Ridi (in quella sugli standard), sottolineando in modo convergente la tenuta, anche nell'era digitale, di una dimensione etica della biblioteca e di chi vi opera. Cornish (esperto dell'IFLA per il copyright e, ci è stato annunciato, prossimo presidente della Library Association) ci ha intrattenuto con una simpatica storiella, quella della biblioteca come supermercato (identiche le funzioni di raccolta, immagazzinamento, conservazione, catalogazione, e messa a disposizione del materiale per un pubblico di clienti) per poi individuare ciò che la differenzia (la deve differenziare) da quel modello, il suo raccogliere e procurare accesso anche a materiale informativo che non produce necessariamente profitto e il suo guardare anche a clienti con scarsa o nulla capacità di acquisto (questa la sua mission più peculiare), concludendo dunque che «information is not pasta»; Riccardo Ridi nel parlare dei metadata in ambito di rete, avvertendo della possibilità che questi vengano adottati come strumenti per veicolare, ad esempio a puri fini commerciali, informazioni non collegate al contenuto dei documenti cui si riferiscono, ha introdotto il concetto di terzietà dell'indicizzatore, terzo tra l'autore e il fruitore dei documenti, un intermediario – il paragone è con il giudice – che garantisce un'indicizzazione equa, eticamente corretta. Affidare completamente l'indicizzazione delle risorse disponibili in Internet agli autori comporta dunque dei rischi: non è tanto o non solo la qualità dell'indicizzazione a essere in pericolo (è una tecnica e come tale si può apprendere) ma è l'affidabilità stessa delle informazioni sui data veicolate dai metadata a essere in pericolo.
La prima sessione del Convegno è stata dedicata al copyright. Marco Marandola non prevede un intervento del legislatore italiano che sostituisca il quadro delineato dalla ormai vecchia legge del 1941 e ha indicato pertanto alle biblioteche tre soluzioni per affrontare le problematiche aperte dai nuovi scenari tecnologici: l'elaborazione di linee guida o di un contratto-tipo nazionale (ma perché non piuttosto più contratti per le principali tipologie di biblioteca presenti in Italia?), o l'istituzione di consorzi; Charles Oppenheim ha portato la positiva esperienza svolta dal Joint information systems Committee – un ente governativo britannico che promuove la diffusione delle tecnologie dell'informazione e gestisce la distribuzione delle risorse elettroniche negli istituti di istruzione superiore del paese – per la costruzione di un clima di fiducia tra editori e rappresentanti del mondo accademico (bibliotecari universitari e docenti).
La diffusione delle tecnologie telematiche e digitali ha certamente sconvolto la tradizionale catena di trasmissione dell'informazione scientifica: il panorama è in movimento e ancora in fase di assestamento i nuovi percorsi di trasferimento delle informazioni con il coinvolgimento di nuovi attori.
Un tema che ha attraversato più sessioni, sollevato anche da alcuni interventi del pubblico, è stato quello del nuovo ruolo che le università possono svolgere nell'ambito dell'editoria elettronica: è all'interno delle istituzioni universitarie che esistono le condizioni per creare i progressi scientifici, ma, lamentano i protagonisti di quel mondo, sono le università a dover poi pagare per accedere a quelle stesse informazioni nate al loro interno perché messe in circolazione attraverso i canali dell'editoria commerciale.
Un'argomentazione questa che ha però indotto John Cox dell'International Publishing Consultancy a sostenere il ruolo irrinunciabile assolto dall'editoria "pura" nell'assicurare un sistema di controllo della qualità dell'informazione scientifica.
Interessante a questo proposito, a parziale smentita che oggi i meccanismi di certificazione della qualità possono bypassare i canali editoriali commerciali per trovarne di nuovi, l'intervento di Simonetta Pasqualis su JHEP, un e-journal nato direttamente in rete, prodotto nell'ambito della comunità dei fisici e al suo interno interamente gestito (anche relativamente all'indicizzazione degli articoli), con la certificazione del valore scientifico affidata a un meccanismo di peer review.
Alla differenziazione sopra accennata tra digitale come collezione di testi e digitale come istituzione con precise finalità si sottrae programmaticamente una iniziativa (ancora in fase sperimentale) promossa dall'Università di Pisa, la Biblioteca telematica italiana <http://cibit.humnet.unipi.it>, raccolta digitale di testi italiani rappresentativi nei campi della letteratura, la storia, la filologia: "biblioteca" per i criteri di accrescimento della collezione fissati attorno a un progetto culturale preciso, per il trattamento documentario (catalogazione, indicizzazione dei testi attraverso l'uso di un tesauro, rispetto degli standard internazionali per la descrizione dei dati bibliografici e la descrizione delle risorse di rete) e la pluralità dei servizi che saranno offerti.
Il digitale anche come possibilità per le biblioteche di realizzare servizi di accesso elettronico ai documenti: da qui un'intera sessione dedicata al document delivery, con le esperienze della British Library e del Sistema bibliotecario di ateneo dell'Università di Firenze, e un intervento, quello di Antonio Scolari, sullo standard ISO 10160. Sempre sugli standard nella sessione omonima gli interventi di Andrew Braid e Giovanni Bergamin, quest'ultimo con una panoramica sugli standard per la conservazione e il deposito legale delle pubblicazioni online.
Gli atti del Convegno saranno pubblicati dall'IFLA (si parla di gennaio 2000); tutti gli absbracts (sia in inglese sia in italiano) sono già disponibili su AIB-WEB a partire da http://www.aib.it/aib/commiss/cnur/semin03.htm; sempre su AIB-WEB, a brevissimo termine, verranno pubblicati alcuni interventi dei relatori italiani.


BRANCATISANO, Ilaria. The digital library: challenges and solutions for the new millenium. «AIB Notizie», 11 (1999), n. 7, p. 12-13.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 1999-07-29 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n11/99-07digit.htm

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