[AIB] AIB Notizie 8/99
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Le biblioteche nella programmazione per i fondi strutturali 2000-2006

di Rossella Caffo

Non è da molto tempo che, nel delineare le politiche di coesione, l'Unione Europea va rivolgendo maggiore attenzione ai problemi della cultura, attenzione che ha le sue radici nell'articolo 128 del Trattato di Maastricht e che va evidenziando le potenzialità del settore cultura ai fini dello sviluppo territoriale, del miglioramento della vita nei centri urbani e della creazione di nuovi bacini di occupazione. Anche il governo nazionale ha contribuito in maniera decisiva a riconoscere il settore dei beni culturali ammissibile al cofinanziamento dei fondi strutturali. Determinante infatti è stato l'impegno del Ministero per i beni e le attività culturali nel proporre, di concerto con la Commissione europea, un asse di intervento specifico nell'ambito della programmazione per i fondi strutturali 2000-2006 sulle risorse culturali e storiche, viste non solo come beni, ma anche come servizi culturali nel campo dell'educazione e della ricerca. L'attività nazionale e regionale di programmazione dei fondi strutturali 2000-2006 fa riferimento ai contenuti della Delibera CIPE 22 dicembre 1998 che riprende il lavoro avviato nel Seminario di Catania del 2-4 dicembre 1998, e fissa un quadro organizzativo preciso per ciascuna delle fasi attuative individuate. La suddetta delibera CIPE prevedeva l'attivazione di 17 tavoli nazionali di settore, tra i quali il tavolo Beni culturali. é stato dunque attivato nel gennaio 1999 il tavolo nazionale di settore affidato al Ministero per i beni e le attività culturali in qualità di amministrazione pilota. I lavori del tavolo si sono conclusi con la presentazione al Ministero del tesoro bilancio e programmazione economica, amministrazione coordinatrice a livello nazionale della attività di programmazione per i fondi strutturali, entro la data prevista (15 marzo), del Rapporto interinale di settore. Gli obiettivi che il documento di programmazione del Ministero indica quali prioritari sono:Ð consolidare, estendere e qualificare le azioni di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico, storico-artistico, paesaggistico, archivistico e bibliografico delle aree depresse quale strumento di sviluppo qualificato ed equilibrato;Ð migliorare la qualità dell'offerta culturale attraverso la creazione e il potenziamento di ÒretiÓ e di sistemi integrati di beni, servizi e strutture culturali sul territorio in grado di moltiplicare, qualificare e diversificare l'offerta e la fruizione;Ð dotare le aree depresse di strutture e sistemi per la gestione avanzata degli interventi di restauro e valorizzazione del patrimonio legati alle linee di sviluppo del territorio;Ð sviluppare attività di formazione per la riqualificazione delle risorse umane e la creazione di competenze, specializzazioni legate, direttamente o indirettamente, alle politiche di tutela, valorizzazione, gestione e fruizione del patrimonio culturale;Ð ridurre, attraverso la rete delle biblioteche, il divario informativo e di strumenti per l'educazione e la ricerca a sostegno dello sviluppo economico, culturale e sociale con particolare riguardo alle aree del Mezzogiorno.Per quanto riguarda le biblioteche il documento propone le seguenti aree di intervento:Ð restauro e rifunzionalizzazione di complessi architettonici già sedi di biblioteche o da adibire a questa funzione e di centri polifunzionali;Ð organizzazione di servizi, con particolare riferimento a quelli multimediali in rete integrati sul territorio tra archivi, biblioteche e musei;Ð potenziamento del Servizio bibliotecario nazionale, che costituisce la struttura portante del sistema informativo nazionale per l'educazione, la ricerca e l'informazione del cittadino;Ð realizzazione del Piano d'azione Mediateca 2000, che prevede tra l'altro il potenziamento delle biblioteche attraverso la creazione di servizi innovativi e multimediali, l'adeguamento delle infrastrutture tecnologiche, il collegamento con le reti civiche;Ð inventariazione e catalogazione, messa a punto di standard, per la conoscenza e la diffusione del patrimonio;Ð recupero retrospettivo dei cataloghi delle biblioteche, con particolare riferimento ai fondi meridionalistici ed ai fondi musicali, e digitalizzazione delle raccolte di particolare valore sia ai fini della conservazione che della diffusione e fruibilità attraverso le reti.Sulla base dei contenuti del documento di programmazione il Ministero ha avviato incontri di concertazione con tutte le Regioni interessate, in particolare con quelle che rientrano nell'obiettivo 1 (Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sardegna, Sicilia).Le fasi successive della programmazione sono definite dalla delibera CIPE del 14 maggio 1999, che fissava per il 31 luglio la data di presentazione all'Unione Europea del Programma di sviluppo del Mezzogiorno (PSM) con i relativi Programmi operativi nazionali (PON) e regionali (POR). L'obiettivo generale della nuova politica nazionale per il Mezzogiorno, che la delibera CIPE individua ai fini della programmazione 2000-2006, è quello di creare nuova e qualificata occupazione. Il Programma di sviluppo del Mezzogiorno è organizzato in un sistema di obiettivi specifici e di assi prioritari. Il Ministero ha lavorato, sulla scorta delle linee generali fissate dal Rapporto interinale e con l'ausilio dell'Assistenza tecnica alla programmazione attivata da parte del Ministero del tesoro, all'elaborazione dell'Asse risorse culturali. Il tema delle risorse culturali è stato quindi individuato tra gli assi di prioritaria valenza nazionale (Asse II). Il quadro finanziario pertanto dovrà recepire il forte rilievo assunto dalla valorizzazione di tali risorse. La citata delibera CIPE infatti indica come criterio orientativo nel riparto delle risorse fra gli assi, di assegnare all'Asse I, risorse naturali, e all'Asse II, risorse culturali, nel complesso una quota pari al 30% dei fondi. Se si considera che la quota di fondi strutturali assegnata all'Italia è stata di 40 mila miliardi ai quali vanno aggiunti altrettanti fondi di cofinanziamento nazionale, si può avere un quadro approssimativo di quali potranno essere le risorse che nei prossimi sette anni saranno disponibili per la valorizzazione delle risorse culturali in Italia, di cui le biblioteche costituiscono una parte significativa.é ora in corso la fase della concertazione con le Regioni perché nei Piani operativi regionali vengano recepiti i contenuti delle linee guida per l'Asse risorse culturali, elaborate dal Ministero. Gli incontri bilaterali tra Regioni e Ministero, che si sono svolti in un clima di fattiva collaborazione, hanno evidenziato un sostanziale accordo sulle linee proposte per il settore delle biblioteche. Nei prossimi mesi, dopo l'approvazione del Piano nazionale da parte della Commissione europea, verrà attivato, sempre di concerto tra Stato e Regioni, un complemento di programmazione, fase nella quale si preciseranno con maggior dettaglio linee di intervento e progetti.Questo ambito di programmazione rappresenta un'occasione di primaria importanza per poter finalmente realizzare nel Mezzogiorno d'Italia investimenti di notevole portata per la creazione di moderne infrastrutture che garantiscano l'accesso all'informazione e alla conoscenza a tutti i cittadini. L'obiettivo principale è il potenziamento della rete delle biblioteche e la loro conversione in moderne biblioteche multimediali, in grado di erogare servizi sia tradizionali che innovativi di accesso all'informazione e di supporto all'educazione e alla ricerca, contribuendo inoltre alla creazione di nuova e qualificata occupazione.In questa fase l'azione del Ministero acquista un valore strategico nel sostenere e promuovere specifiche misure sui beni culturali, e sulle biblioteche in particolare, nelle singole programmazioni regionali, sperimentando nella pratica il metodo della concertazione istituzionale su specifici assi di intervento.

Rossella Caffo


CAFFO, Rossella. Le biblioteche nella programmazione per i fondi strutturali 2000-2006. «AIB Notizie», 11 (1999), n. 8, p. 18.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 1999-10-18 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n11/99-08caffo.htm

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