[AIB] AIB Notizie 10/99
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L'AIB si rivolge agli Enti locali, all'ANCI, all'UPI, all'ARAN e ai Sindacati

Gli enti locali hanno un nuovo ordinamento professionale: dove sono le categorie e i profili professionali del personale di ente locale nelle biblioteche?

Riferimenti normativi
– Legge n. 142/90 e successive modificazioni (l. n. 127/97, l. n. 191/98, l. n. 265/99)
– Decreto legislativo n. 29/93 e successive modificazioni (l. n. 59/97 e D. lvo n. 80/98)

Accordi sindacali
– Intesa sulla nuova Classificazione del personale (31 marzo 1999)
– Nuovo Contratto di lavoro nazionale per il quadriennio 1998-2001 (1o aprile 1999)

La biblioteca è un servizio pubblico locale
La biblioteca, pressoché presente ormai in gran parte dei Comuni italiani, rappresenta un fondamentale e indispensabile servizio a cui i cittadini fanno riferimento per l'accesso all'informazione, alla documentazione, alla lettura.
La società attuale si attende da questo servizio una sempre maggiore capacità di risposta alle esigenze di conoscenza e informazione.
Il servizio bibliotecario dell'ente locale è un "servizio pubblico locale" e come tale deve entrare a pieno diritto nella riorganizzazione degli uffici e dei servizi. Gli enti locali, nell'approvare l'apposito Regolamento previsto dalla legge e dagli accordi contrattuali in vigore, devono riconoscere anche ai servizi bibliotecari idonea collocazione e specificità nell'organigramma riorganizzativo «di uffici e servizi, in base a criteri di autonomia, funzionalità ed economicità di gestione, e secondo principi di professionalità e responsabilità» (art. 6 della l. 127/97).
Chi lavora nei "servizi bibliotecari", con riferimento alla categoria di appartenenza nonché ai profili e alle mansioni ivi definiti, deve rispondere professionalmente sui risultati della gestione di questo servizio.

Verso un nuovo ordinamento professionale
Gli accordi contrattuali attualmente in vigore certamente contengono interessanti innovazioni, che aprono ampie prospettive sia per le professionalità degli operatori che per una maggiore efficienza degli enti locali nella loro azione di servizio ai cittadini.
L'Associazione italiana biblioteche, mentre esprime apprezzamento per tali accordi, non può però tacere il rammarico nel verificare che, ancora una volta, la figura professionale del bibliotecario, ai vari livelli e categorie, non risulta mai essere in alcun modo menzionata.
Quella del "bibliotecario" è una figura professionale ormai operante, da oltre vent'anni, in tutti i comuni italiani, con la presenza negli organici di circa 8.000 operatori, che svolgono attività di elevata professionalità e specializzazione nei confronti di tutti i cittadini.
A tale proposito si ricorda che l'Associazione italiana biblioteche, seguendo le indicazioni espresse dal disegno di legge sulla riforma delle professioni, ha istituito nel 1998 l'Albo professionale italiano dei bibliotecari.
Si sottolinea infine come i servizi per il diritto alla conoscenza e all'informazione siano in forte crescita ed evoluzione e nel riguardo dei quali importanti istituzioni internazionali, come l'ONU, l'Unesco e l'Unione Europea, hanno espresso forti indicazioni di presenza e rafforzamento.

CHE COSA SI CHIEDE

che tutti gli enti locali, Comuni e Province, nonché le Regioni, negli atti riorganizzatori delle proprie strutture e nella fase di applicazione del nuovo Contratto di lavoro, diano corpo ai seguenti interventi:

1. Previsione, nei Regolamenti degli uffici e dei servizi, di specifica area o ufficio riferita ai servizi bibliotecari, con riconoscimento formale dell'assistente di biblioteca e del bibliotecario, come figure professionali "specifiche e specialistiche".
2. Elaborazione di declaratorie riferite ai servizi bibliotecari, per l'individuazione dei requisiti professionali necessari allo svolgimento delle diverse mansioni pertinenti a ciascuna delle quattro categorie previste nella nuova Classificazione del personale.
3. Definizione, concordata tra Sindacato e ARAN e in consultazione con l'AIB, di specifici profili professionali riferiti agli operatori attivi nell'ambito delle biblioteche.
4. Individuazione delle "posizioni organizzative" per le figure professionali di bibliotecari direttori di biblioteche di dimensioni medio-grandi; nonché riconoscimento della "posizione organizzativa" anche per i bibliotecari responsabili della gestione di servizi in forma associata tra più enti locali, in presenza di convenzioni e/o accordi tra Comuni.
5. Ricorso da parte degli enti locali, al fine di una corretta valutazione e misurazione dei servizi erogati dalle proprie biblioteche, agli strumenti, agli indicatori e agli standard già predisposti dall'Associazione italiana biblioteche.
6. Definizione, a livello annuale, del Piano di formazione e aggiornamento del personale delle biblioteche, al fine di garantire l'acquisizione e il mantenimento della specifica professionalità.

a cura dell'Osservatorio Lavoro dell'AIB


ROSA, FAusto. L'AIB si rivolge agli Enti locali, all'ANCI, all'UPI, all'ARAN e ai Sindacati. «AIB Notizie», 11 (1999), n. 10, p. 16.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 1999-12-17 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n11/99-10osserv.htm

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