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Itinerari "periodici"

a cura di Elisabetta Poltronieri

In un saggio dal titolo nettamente denotativo, Information science, apparso sul numero celebrativo del cinquantesimo anno di pubblicazione del «Journal of the American Society for Information Science», 50 (1999) n. 12, p. 1051-1063, l'autore, Tefko Saracevic, si sofferma sull'origine e l'evoluzione della scienza dell'informazione. L'analisi è densa di richiami ai capisaldi della letteratura sull'argomento e si snoda con equilibrio lungo due direttrici complementari, che investono da un lato la riflessione teorica (ricerca) e dall'altro l'elaborazione pratica (professione) legate a questo settore disciplinare.
La sezione iniziale del saggio è dedicata all'inquadramento della materia della quale sono riassunte le caratteristiche generali: la natura interdisciplinare, l'aggancio permanente all'evoluzione tecnologica e la stretta dimensione sociale della scienza dell'informazione. Segue la segnalazione dei lavori che hanno segnato la storia di quest'area di studi e l'individuazione dei suoi aspetti portanti, di quei punti di forza che ne hanno fondato la valenza scientifica. Questi ultimi si identificano, in ordine diacronico dal passato al presente, con i concetti di information retrieval (IR) (in riferimento ai processi logici di accesso all'informazione), relevance (in connessione alla valutazione delle esigenze informative) e interaction (in relazione alle procedure di feedback instaurate con l'utente).
Esaurito questo primo approccio sintetico alla comprensione di un vasto dominio disciplinare, l'autore si sofferma sui fattori che hanno determinato la nascita e lo sviluppo della scienza dell'informazione, soprattutto nelle sue implicazioni sociali. Nel secondo dopoguerra emergono i tratti di una disciplina invocata a elaborare efficaci sistemi di accesso a una massa esplosiva di informazione quale si era smisuratamente prodotta nel settore tecnico e scientifico già a partire dall'inizio del secolo. La soluzione non poteva che scaturire dal ricorso alle tecnologie informatiche e ai primi risultati delle applicazioni nel campo dell'intelligenza artificiale. Considerata l'importanza strategica dell'informazione per l'avanzata del progresso scientifico, l'autorità di stato americana non tardò a intervenire attivamente, agli inizi degli anni Cinquanta, con il finanziamento di progetti a favore della ricerca nel campo dell'informazione scientifica (National Science Foundation Act del 1950). é di questo clima di sostegno politico ed economico che beneficeranno, tra gli altri, gli studi avviati da Cranfield sulla valutazione dei sistemi di recupero dell'informazione condotti in più riprese nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta.
Se già il binomio conoscenza scientifica/servizi informativi aveva consacrato il ruolo di impulso sociale legato alle conquiste della scienza dell'informazione, la centralità di questo ruolo balza in evidenza con l'inaugurarsi della società dell'informazione, l'odierna realtà pervasa da flussi crescenti di conoscenza, dalla proliferazione di sistemi di trattamento e di accesso ai dati e dalla competitività del mercato. Il consolidarsi di questo contesto fervido di iniziative, progetti e investimenti nella creazione e nella fruibilità di nuove risorse informative indirizza fatalmente la riflessione sulla nozione di informazione. La prospettiva consigliata da Saracevic è quella di indagare il concetto nelle sue molteplici e variabili manifestazioni, da quella che definisce l'informazione in termini di messaggi che supportano una decisione, elaborati sulla base di una stima delle probabilità di un evento di verificarsi, a quella che chiama in causa processi di tipo cognitivo tra un messaggio e il suo fruitore, fino al più estensivo concetto di informazione che racchiude il contesto di utilizzazione, vale a dire la problematica di riferimento.
Nel descrivere l'ambito di indagine della scienza dell'informazione, l'autore introduce una partizione della disciplina in due sub-aree: quella di base, riservata all'analisi strutturale dell'informazione espressa dalla letteratura (knowledge objects) di una data disciplina nonché allo studio delle diverse teorie dell'informazione e quella applicativa, concentrata sulle tecniche di recupero dell'informazione, e sul rapporto utente/sistema informativo. I due indirizzi non hanno ancora trovato una via di integrazione e continuano a svilupparsi autonomamente alimentando una distinta produzione editoriale, anche se l'interesse prevalente è orientato sul versante pratico dell'information retrieval (termine coniato nel 1951 da Calvin Moeers) sul quale, più marcatamente rispetto alla ricerca teorica, si esercita l'impegno professionale.
Nel vasto ambito delle procedure di IR – il più rilevante in quanto oggetto di continua sperimentazione approdata a soluzioni sempre più evolute – si è innestata una tradizione di studi articolata su due diversi filoni. Inizialmente, negli anni Cinquanta, la ricerca si è canalizzata verso la progettazione di sistemi di IR (systems-centered approach) e sul perfezionamento delle procedure basate sugli algoritmi, mentre, a partire dalla fine degli anni Settanta, si è concretizzato l'interesse per un modello interattivo di comunicazione utente/sistema (user- o human-centered approach) che tiene conto delle esperienze d'uso dei sistemi stessi al fine di approdare a risultati più all'avanguardia. Il dato di fatto è che i due indirizzi continuano a mantenersi distanti, con un'esigua percentuale di studi che affronta la fusione delle due tematiche, anche se gli spunti di integrazione per un progresso effettivo della scienza dell'informazione nel suo complesso sembrano non mancare e raccolgono i maggiori consensi dal fronte dell'approccio interattivo.
Intanto, l'industria dell'information retrieval guadagna negli anni Ottanta crescente successo commerciale con una larga offerta di prodotti sul mercato dell'informazione, fino allo sviluppo di strumenti innovativi (motori di ricerca, agenti intelligenti, crawlers, ecc.) e al primo ingresso della tecnologia World Wide Web. In questa ascesa della ricerca legata ai sistemi di IR, si mantiene costante quello che è l'obiettivo ultimo delle applicazioni della scienza dell'informazione, vale a dire la rilevanza del dato informativo recuperato, intesa come effettivo tra”t d'union tra il processo di estrazione dell'informazione assicurato dalla macchina e il processo di valutazione, sia pure variabile e soggettivo, espresso dall'utente.
Nel riproporre i fondamenti della scienza dell'informazione, Saracevic recupera, dopo il concetto di rilevanza, la componente di interdisciplinarità, introducendo la corretta chiave di interpretazione dei rapporti con scienze affini come la biblioteconomia e l'informatica. Nei confronti della prima non manca il riconoscimento di una comune e radicata missione sul piano sociale e la constatazione che l'impiego degli OPAC nelle biblioteche continua ad avvalersi sempre più delle tecniche di IR, ma è ribadito che le problematiche affrontate e le soluzioni adottate differiscono da una disciplina all'altra. Quanto all'informatica, l'intersezione con la scienza dell'informazione è data dall'applicazione ai sistemi di IR dei processi algoritmici che governano i computer. Le più avanzate risorse dell'elaborazione elettronica e dell'intelligenza artificiale quali i sistemi esperti e la tecnologia digitale hanno inoltre amplificato l'attenzione sulle tematiche di tradizionale interesse per la scienza dell'informazione contribuendo ad avvicinare strettamente i due campi di indagine, ma anche in questo percorso verso obiettivi comuni rimangono distinti i fondamenti teoretici da cui muovono le singole aree di ricerca.
Da ultimo, Saracevic reitera il tema di fondo dell'intero saggio reintroducendo la dicotomia tra i due approcci della ricerca (centrato sulla componente umana, l'uno, focalizzato sull'architettura dei sistemi di IR, l'altro) a proposito dei modelli di formazione affermatisi nel sistema educativo statunitense. Se da un lato rimane valida la formula propugnata da Jesse H. Shera (1903-1982) che riconduce la scienza dell'informazione nel più vasto alveo della «library science» da cui deriva la denominazione sintetica corrente «library and information science», dall'altro risulta parimenti accreditato l'indirizzo formativo lanciato dal padre dell'information retrieval, Gerard Salton (1927-1995) che fa invece rientrare tutti i traguardi dell'IR nel dominio della «computer science».
Saracevic conclude esprimendo a questo punto una sensibile preoccupazione, facilmente condivisibile, per una prospettiva "divaricata" degli studi legati alla scienza dell'informazione, incurante, allo stato attuale, di una metodologia di ricerca che dovrebbe rigenerarsi bilanciando l'impegno sul fronte della tecnologia pura con quello sul versante dell'impatto sull'utente.


POLTRINIERI, Elisabetta. Itinerari "periodici". «AIB Notizie», 11 (1999), n. 10, p. 12-13.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 1999-12-17 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n11/99-10itiner.htm

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