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Multimedialità e integrazione tra reale e virtuale: lo scenario del terzo millennio

di Alessandra Amati

La fine del secondo millennio tra le numerose immagini, metafore e definizioni con cui è stata rappresentata si potrebbe ulteriormente ricordare come il passaggio dall'analogico al digitale.
Si è conclusa un'epoca e se ne aprirà un'altra, quella del terzo millennio, caratterizzata dall'ipertestualità, dalla multimedialità e dallo sviluppo delle grandi reti.
Integrazione, multimedialità, reale e virtuale, sono dunque le parole chiave con cui accedere al terzo millennio che ci invitano a ripensare molti dei nostri principi sociali e culturali relativi ai concetti di spazio, luogo e tempo.
Stiamo infatti già assistendo all'estensione della interattività e all'unificazione del medium: processi che completano il quadro e insieme ridefiniscono il tradizionale sistema dei media e delle reciproche relazioni che la storia delle comunicazioni ha ciclicamente attraversato. Siamo dunque di fronte a un vero e proprio rimescolamento, molto più rilevante in quanto investe simultaneamente molti aspetti: le forme di comunicazione, i linguaggi, la mentalità corrente. Un unico mezzo per infinite funzioni, il concetto di multimedialità o meglio ipermedialità si estende anche agli oggetti fisici, non più solo al diverso approccio verso l'organizzazione dei contenuti. Da tempo è iniziato il processo di integrazione tra PC-TV e TV-PC, tra telefonia fissa e Internet, tra telefonia fissa e telefonia mobile, ma non è certo che questa integrazione seguirà le previsioni di pochi anni fa.
I 26 milioni di telefoni cellulari posseduti in Italia stanno sconvolgendo le previsioni; le mille e una funzione dei cellulari di ultima generazione con cui non ci si limiterà più soltanto a fare e ricevere telefonate bensì a inviare fax, messaggi, e-mail, consultare la rubrica, scegliere a video prodotti e servizi costituiranno i terminali per l'accesso alla società elettronica dei servizi (e-commerce, e-economy, e-society, ecc.) anche per anziani e bambini.
L'originalità, la diversità e la novità della multifunzionalità ci invitano a ripensare molti dei nostri principi culturali relativi ai rapporti di spazio, luogo e tempo e ai concetti tradizionali di scrittura, lettura e consultazione.
La lenta ma inesorabile abitudine alla lettura ipertestuale dopo un approccio complesso che fa ormai parte del passato ha ormai profondamente modificato le nostre aspettative ed esigenze nella fruizione della cultura.
La navigazione trasversale attraverso la conoscenza e attraverso molti e diversi supporti, la capacità di approfondire rapidamente i diversi settori di interesse che aumentano in modo esponenziale sotto il nostro mouse, senza spostarci dalla nostra scrivania, ha fatto sì che ripensassimo, grazie alle possibilità offerte dai nuovi linguaggi, nuovi e diversi spazi fisici come luoghi ideali e virtuali dove insediare le sedi del futuro della cultura.
Cambiamenti di tale portata non escludono nessun contesto. I concetti di integrazione e multimedia sono ormai stati assimilati e recepiti in tutti gli ambienti e con questi si preparano ad affrontare il nuovo millennio.
In questo senso sono già molte le applicazioni attive. In campo formativo basti per tutte la proposta del Consorzio Nettuno che, invitando alla frequentazione dell'Università ovunque, integra sapientemente momenti di formazione attraverso videolezioni in televisione con esercitazioni per via telematica attraverso la rete Internet. Una cattedra multimediale dunque per un teledocente che si avvale per i suoi telediscenti di cassette, e-mail, links ipertestuali, e all'occorrenza CD-ROM. Un luogo virtuale dove confluiscono le informazioni e dove trovare ciò che occorre ed esiste su quella disciplina o, come nel caso di Mediamente, sulla tematica affrontata in una trasmissione. Quest'ultimo è il più evidente esempio proprio di quell'unificazione del medium per una completa disponibilità delle informazioni. Anche se non siamo ancora arrivati a navigare seduti in poltrona con il telecomando la convergenza in un unico contenitore di più contenuti e funzioni è ormai vicina.
I problemi costituiti dalla globalizzazione e sovrabbondanza di informazioni presenti nella rete si potrebbero risolvere proprio attraverso la sistematizzazione e la confluenza in un unico spazio delle informazioni relative a un particolare settore.
Un'interessante sfida lanciata in questa direzione in chiusura di millennio è stata lanciata proprio nel settore dei beni culturali, dove già da tempo era chiara l'esigenza di poter disporre facilmente delle risorse presenti in rete: poter accedere a musei, biblioteche, gallerie senza doversi scontrare con la sovrabbondanza di informazioni spesso fornite dai motori di ricerca. Ogni volta infatti che si inserisce la parola museum, i risultati forniti, per esempio su AltaVista, sono 6.238.977 occorrenze, mentre Yahoo! presenta 195 categorie per 7121 siti. Un dato di questo tipo è evidentemente inutile, senza contare le infinite variabili possibili, costituite dalla possibilità di ripetere la ricerca nelle varie lingue.
A ciò si aggiungono i risultati di una recente ricerca dei laboratori Nec di Princeton che hanno rilevato che i motori di ricerca non recensiscono, ciascuno, più del 16% dei siti effettivamente presenti sul Web.
Ancora una volta, la soluzione - prospettata dall'Abis Multimedia di Catania e dalla Multimedialand Ltd di Londra - è rappresentata dalla creazione di un portale da cui accedere alle numerose risorse esistenti sistematizzate e soprattutto selezionate. Il valore maggiore dell'iniziativa è infatti quello di garantire la qualità dei contenuti attraverso una cernita attenta dei siti.
Attualmente Museumland - questo è il nome del sito che ospita il portale dei beni culturali mondiali - intende offrire circa 2.000 links, in aumento giorno dopo giorno, ed entro pochi mesi metterà in linea versioni in sette lingue. Attivando ricerche e sondaggi, inoltre, aiuterà i musei ad ottimizzare i propri siti, grazie anche alle osservazioni degli utenti che aderiranno alla comunità telematica, dedicata alla fruizione dei beni culturali mondiali.
Il tentativo di unificare i diversi luoghi culturali tradizionalmente distinti (biblioteche, musei, mostre e gallerie) è più reale che virtuale e apparterrà a pieno diritto al nuovo millennio.




Consorzio Nettuno network per l'Università ovunque:
http://nettuno.sbn.it

Mediamente:
http://www.mediamente.rai.it

Museumland:
http://www.museumland.com/

Oltre il 2000: VII rapporto sulla tecnologia dell'informazione e della comunicazione in Italia:
http://www.forumti.it/


AMATI, Alessandra. Multimedialità e integrazione tra reale e virtuale: lo scenario del terzo millennio. «AIB Notizie», 11 (1999), n. 11, p. 5-6.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2000-01-11 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n11/99-11amati.htm

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