[AIB]AIB Notizie 4/2000
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Biblioteche scolastiche nella didattica

Lucia Zaramella

Biblioteca sempre più imprenscindibile dalla didattica e dalla scuola: utopia o realtà?
Pur con percorsi e prospettive differenti, lo scenario che va delineandosi a livello europeo, ma anche nelle più avanzate proposte nazionali, sta confermando itinerari concreti di positivo lavoro.
Segnali in tal senso sono emersi nell'interessante Convegno di Padova del 28-29 ottobre u.s. sul tema: "Centri di risorse e biblioteche tra autonomie scolastiche e locali. Formazione e ricerca: modelli europei a confronto".
Il Seminario di studio organizzato dal Gruppo di ricerca sulle biblioteche scolastiche (Dipartimento di Scienze dell'educazione-Università di Padova - AIB, sezione Veneto) in collaborazione con il Provveditorato agli studi e la Provincia di Padova, ha mostrato un quadro variegato, dove Italia, Danimarca, Francia e Spagna hanno confrontato le loro situazioni, che pur diverse, sembrano considerare sempre più la biblioteca scolastica e i centri di risorse come essenziali nell'iter didattico della scuola e nella formazione di cittadini responsabili.
Anche in ambito internazionale, nel Congresso IFLA di Bangkok dello scorso agosto, si è delineata una situazione che pone l'attenzione sui modelli di ricerca in biblioteca e quindi sui processi di ricerca. Donatella Lombello, coordinatrice del Gruppo di ricerca patavino, ha sottolineato che significativi esempi in tal senso sono i gruppi di lavoro della Francia, della California, del Qu&ébec.
In sintonia perciò con l'impegno in ambito internazionale, il Gruppo, negli incontri mensili del primo semestre 2000, sta lavorando sulle tematiche relative alla metodologia della ricerca nella biblioteca scolastica.In particolare il Gruppo si è soffermato sul modello francese della FADBEN (F&éd&ération des Enseignants Documentalistes de l'Education Nazionale), elaborato per il Centre de Documentation et Information, cioè per le biblioteche scolastiche dei collèges e dei lyc&ées.
L'interesse per tale modello è posto non tanto sull'apprendimento puramente documentario, quanto piuttosto sulle sequenze pedagogiche, che con passaggi chiari e precisi portano allo svolgimento della ricerca.
Ognuna di esse implica l'uso di varie competenze in una logica interdisciplinare che mira a rendere i ragazzi autonomi nella ricerca.
Il r&éf&érentiel de comp&étences informationnelles elaborato dai professori documentalisti francesi tra il 1996 e il 1997 prevede una griglia per la ricerca che rimanda a 7 domande chiave: quoi? (che cosa?), pour qui? (per chi?), par qui? (per mezzo di chi?), (dove?), quand? (quando?), comment? (come?), pourquoi? (perch&é?).
Una strumentazione per la ricerca deve rifarsi a tutte le suddette domande (vedi anche le Linee guida per le biblioteche scolastiche), e la novità sta nell'approccio interdisciplinare, che permette di acquisire le conoscenze non solo nell'ambito disciplinare, ma dà agli studenti la possibilità di "ricontestualizzarle", di riutilizzarle in altre situazioni di apprendimento.
La ricerca poi prevede 7 fasi:
1) mise en projet, definizione del progetto;
2) questionnement, formulazione di domande e concetti;
3) rep&érage, localizzazione di documenti e informazioni, orientamento in un sistema di risorse;
4) r&écuperation de donn&ées, recupero dei dati;
5) lecture / &écriture, prise de information, analyse critique de l'information, prise de notes, lettura/ scrittura, raccolta, scelta delle informazioni, annotazioni;
6) production / communication, produrre, redigere, esporre la ricerca;
7) évaluation, valutazione dei percorsi metodologici, delle difficoltà incontrate, dei prodotti, delle abilità necessarie.
Nelle esemplificazioni a disposizione del Gruppo di ricerca le sette fasi sono applicate ognuna a un ambito disciplinare diverso: ad esempio nella prima la sequenza prevede un percorso autonomo di ricerca d'informazione sulla matematica (etimologia della parola algebra) da svilupparsi in due ore ravvicinate con schede predisposte. Nella seconda fase la ricerca chiede la costruzione del campo semantico di un soggetto, ad esempio i diritti dell'uomo; nella terza a titolo esemplificativo il percorso viene sviluppato in 2 sequenze consecutive: la scoperta e l'utilizzazione del catalogo informatizzato BCDI, l'interrogazione di una base dati, Internet. La lezione posta a esempio della quarta fase verte sul trattamento dei rifiuti e prevede l'uso del software BCDI, la lettura di schede, il recupero di parole-chiave in un testo di legge, la selezione di schede catalografiche.
L'approfondimento e lo studio delle ultime tre fasi saranno affrontati nei prossimi incontri.
L'avvio del progetto e il porre le domande rappresentano tuttavia i due punti di maggior interesse.
Nell'incontro del 13 marzo, inoltre, si sono valutate le modalità di istituzione di una Sezione Libro Antico Biblioteche Scolastiche all'interno dello stesso Gruppo di ricerca, alla presenza di Paolo Pezzolo, dell'Accademia dei Concordi di Rovigo, di Cristiana Bettella e Annalisa Spinello, collaboratrici dell'insegnamento di Bibliografia e biblioteconomia, Corso di laurea in Scienze dell'educazione, e di M. Grazia Melchionda, perfezionanda del Corso di perfezionamento "Formazione del Bibliotecario scolastico".
Detta Sezione intende rivolgersi al censimento del libro antico, cioè di quanto pubblicato anteriormente al 1830, nelle scuole venete.

Lucia Zaramella


AIB Attività delle commissioni e dei gruppi di lavoro. «AIB Notizie», 12 (2000), n. 4, p. 16.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 00-05-22 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n12/00-04comm.htm

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