[AIB]AIB Notizie 6/2000
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Le firme per l'appello ai sondacati e il questionario sul contratto di lavoro negli enti locali

di Fausto Rosa

Come è noto alcune Sezioni regionali dell'AIB, in particolare la Sezione Lombardia e la Sezione Veneto, hanno attivato nei mesi scorsi numerosi incontri, con la presenza anche di rappresentanze sindacali, aventi lo scopo di affrontare e analizzare i problemi che, nello specifico, i bibliotecari di ente locale trovavano di fronte all'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, soprattutto con riferimento al riconoscimento di un profilo professionale specifico nell'attività di gestione dei servizi bibliotecari.
L'Osservatorio Lavoro ha seguito con grande attenzione tali questioni per poi, molto opportunamente, decidere l'avvio, con il mese di aprile 2000, di una precisa azione sviluppata in due distinte direzioni:
- raccolta firme a sostegno di un appello rivolto ai Sindacati, all'ANCI, all'UPI e all'ARAN sul riconoscimento dei profili professionali specifici;
- raccolta ed elaborazione di questionari per un'indagine tra i bibliotecari soci sull'applicazione del nuovo contratto di lavoro dei bibliotecari negli enti locali.
Al Congresso nazionale AIB, svoltosi a Torino dal 10 al 12 maggio 2000, nel corso della Sessione "Bibliotecari, evoluzione o involuzione della professione?", tenuta dall'Osservatorio Lavoro, sono stati presentati i risultati di questa iniziativa e sono stati precisati gli impegni successivi su cui l'AIB, tramite l'Osservatorio, intende muoversi, promuovendo un'attività di pressione e di marcamento nei confronti delle rappresentanze sindacali e dei referenti istituzionali dei lavoratori bibliotecari del comparto Enti locali.
Circa 600 sono state le sottoscrizioni raccolte intorno all'appello sul riconoscimento dei profili e quasi 300 i questionari inviati. Il numero delle adesioni pervenute, considerata anche la ristrettezza dei tempi disponibili, viene ritenuto interessante e di rilievo statistico, soprattutto se analizzato alla luce di due semplici considerazioni:
- la scarsa "sindacalizzazione" dei bibliotecari, tradizionalmente appagati, almeno in apparenza, della propria azione professionale e notevolmente assorbiti dalle questioni legate alle tematiche biblioteconomiche e bibliografiche;
- la poca dimestichezza dell'Associazione italiana biblioteche con le questioni riferite ai problemi del lavoro in biblioteca, nel merito dei quali, nel corso della sua lunga storia, non ha mai voluto addossarsi precise responsabilità ed azioni, ritenendo primario il proprio ruolo di intervento da riferirsi innanzitutto all'organizzazione delle biblioteche e dei loro servizi.
Per quanto riguarda i questionari, Nerio Agostini, sempre a Torino, ha presentato una prima relazione, esaustiva e competente, sui circa 300 questionari pervenuti. Più avanti viene sintetizzato lo studio sui dati raccolti.
L'Osservatorio Lavoro è impegnato, entro la fine estate, a produrre nelle edizioni AIB una specifica pubblicazione che, in forma esauriente ed approfondita, illustrerà i risultati dell'azione attivata sui problemi del lavoro nel comparto degli enti locali, problemi che, ovviamente, non sono limitati alle sole questioni delle forme di applicazione del nuovo contratto di lavoro.

L'AIB e le nuove strategie di intervento

Non è da molto che l'AIB ha predisposto la creazione della struttura denominata Osservatorio Lavoro che, per motivi facilmente leggibili anche nella storia di questa associazione, non può certo farsi immediatamente e direttamente carico delle numerose questioni che attanagliano sempre di più il mondo del lavoro dei bibliotecari italiani, esposti, come tutti gli altri lavoratori, all'enorme accelerazione in atto su molteplici fronti:
- quello dei luoghi e degli strumenti dell'informazione e della conoscenza;
- quello della mai finita riorganizzazione e riforma della pubblica amministrazione;
- quello del mutare dei modelli di organizzazione del lavoro che, anche per le biblioteche, sono sotto l'incalzare della cosiddetta "nuova economia".
L'Osservatorio Lavoro sta attivando alleanze e contatti con interlocutori già presenti e fortemente attivi sui problemi del lavoro, in primis le associazioni sindacali, ma anche interlocutori come Unionquadri che, ben volentieri, stanno dando all'AIB il loro appoggio e supporto, per tentare un efficace intervento a favore del riconoscimento dei diritti alla professione e alla responsabilità gestionale anche per coloro che lavorano nel settore dei servizi bibliotecari, con i conseguenti effetti anche contrattuali che questo può e deve comportare.
Personalmente sono convinto che la nostra associazione, se vuole essere coerente con l'attuale configurazione statutaria, deve rompere gli indugi e muoversi in una logica di interventi e attività da "associazione professionale", e quindi di poter rappresentare, nelle sedi piùopportune, la categoria professionale dei bibliotecari. In caso contrario avremo, come in passato, giudizi magari molto positivi sui livelli scientifici del nostro lavoro professionale, ma NESSUN riconoscimento, di natura giuridico-istituzionale, dell'esistenza in Italia di questa professione!
Sul terreno della difesa e valorizzazione della professione del bibliotecario in Italia, confermo la mia opinione di muoverci, come AIB, in azioni e interventi sempre piùdirettamente riferiti alla visibilità, riconoscimento e affermazione della nostra professione.
I bibliotecari italiani, per questioni di contratto e di diritti del lavoro, hanno fatto fin qui sempre riferimento, e continueranno ancora a farlo, alle diverse forze sindacali che normalmente rappresentano i "lavoratori". Il nostro problema è far capire a queste "rappresentanze" che i bibliotecari sono lavoratori attivi e importanti e che giocano un ruolo strategico nelle professioni della conoscenza e quindi della società del domani. Che fare? Come Osservatorio ci siamo attivati in incontri e contatti con il sindacato per rendere loro visibile anche la nostra categoria e le sue problematiche: non sono del tutto convinto che questa sia una strada soddisfacente e ricca di risultati, ma dobbiamo percorrerla, soprattutto in considerazione che in passato l'AIB si è mossa pochissimo in tal senso (...era ancora l'Associazione delle biblioteche...). Si capisce al volo che le direzioni da intraprendere, in attività e interventi, da parte dell'AIB devono essere anche quelle degli interessi, concreti e diretti, delle migliaia di persone che hanno deciso, con piùconvinzione rispetto al passato, di dare la propria adesione a questa associazione.


ROSA, Fausto. Le firme per l'appello ai sondacati e il questionario sul contratto di lavoro negli enti locali. «AIB Notizie», 12 (2000), n. 6, p. 2-4.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 00-07-19 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n12/00-06rosa.htm

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