[AIB]AIB Notizie 7/2000
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Un libro: libertà di...

a cura di Puntospaziolineaspazio

Una brutta pubblicità, apparsa recentemente sulle pagine di un periodico ad alta tiratura annunciava la disponibilità di una storia della letteratura latina su supporto digitale. Per farlo, è stato scelto uno strano tipo di equazione linguistica: accanto all'immagine del compact disk, quella di un accartocciato manuale su supporto cartaceo, corredata della didascalia: Mors tua, vita mea. Che grave errore ha commesso il superficiale autore di quel messaggio promozionale, nel non sapere che quel libro, pronto ad essere lambito dalle fiamme di un nuovo Fahrenheit 451, è il progenitore culturale, informativo, produttivo, di uno dei tanti ammiccanti CD che ogni giorno ci vengono proposti per la loro facilità, gradevolezza, amichevolezza (ma anche freddezza, asetticità, indisponibilità alla sottolineatura, ecc.).
Del resto, il frettoloso e - spero per lui - ben pagato marketing man non ha fatto altro che inserirsi in una sensibilità politico-culturale, in cui tutto può - e di conseguenza deve, perché conviene - essere sottoposto al processo di rottamazione. Lo scorso inverno, le edizioni Piemme hanno lanciato una campagna promozionale per l'acquisto di nuovi libri a prezzo facilitato, condizionata dall'esibizione di un libro rottamato. Mi vengono in mente tante considerazioni, e ne scelgo una; e per farlo devo citare - guarda caso - un libro: la monografia di Enrico Magrelli su Robert Altman, pubblicata nella prima serie della fortunata collana «Il Castoro Cinema», edita dalla Nuova Italia. Il volumetto contiene una delle rare interviste concesse dal regista durante il suo primo soggiorno romano all'indomani del successo di Nashville, il film che lo rese famoso anche al grande pubblico italiano. Rispondendo ad alcune domande dell'allora giovanissimo critico e studioso, Robert Altman prova a paragonare tra loro alcuni tipi di espressione artistica: «...purtroppo il film ha un inizio ed una fine, diversamente da un quadro o da un libro che si possono leggere all'infinito...». Quante volte ancora sarà necessario ricordare che la navigazione ipertestuale attraverso le parole marcate, che tanto affascina gli internauti del pianeta, non potrebbe esistere se otto secoli prima la filologia non avesse definito il rapporto logico tra testo, glossa e nota a piè di pagina?
Non c'è biblioteca che oggi non si affidi anche all'utilizzo dei supporti digitali nell'offerta dei propri servizi informativi, ma questo avviene in una situazione di complementarità tra servizi integrati, nessuno dei quali può attribuire il marchio di mortifero al suo predecessore.
Termino con un episodio accadutomi pochi giorni or sono, quando mi sono recato in un ufficio pubblico per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Nell'angusto spazio a sua disposizione, l'impiegata ha cercato di rendere meno tetro l'ambiente circostante, introducendovi un elemento di personalizzazione, un disegno fatto dalla propria figlia. Provo a descriverlo, perché mi ha veramente colpito: la protagonista del disegno, ritratta di spalle, sta leggendo, al centro di uno spazio non delimitato che si configura come stanza attraverso una serie di elementi di arredo, che sono tutti una somma di libri: la poltrona, un piccolo tavolino, una sedia. E davanti a lei (e quindi davanti a chi guarda il disegno) la materializzazione dei suoi sogni: una grande finestra semicircolare (quasi la vasca di un acquario), contornata da due colonne classiche, piena di animali, montagne, persone, fiori. E tutto ciò evidentemente grazie solo ad un libro. Sicuri che sia davvero l'ora di rottamarlo?
Quella stessa pubblicità dalla quale siamo partiti, poco tempo dopo è ritornata sull'argomento: lo slogan che accompagnava la presentazione della Letteratura italiana diceva: «In principio era un libro». Ci si lasci aggiungere: ora è ancora un libro!


Un libro: libertà di..., a cura di Puntospaziolineaspazio. «AIB Notizie», 12 (2000), n. 7, p. 8.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2000-08-03 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n12/00-07puntospazio.htm

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