[AIB]AIB Notizie 7/2000
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Una possibile metodologia della ricerca nella biblioteca scolastica

La metodologia della ricerca ha continuato a essere il tema principale degli incontri mensili del Gruppo di ricerca sulle biblioteche scolastiche (Dipartimento di Scienze dell'educazione, Università di Padova - AIB Sezione Veneto), coordinato da Donatella Lombello.
In particolare nei mesi di aprile-maggio, secondo un preciso itinerario di lavoro, si è proseguito nell'analisi e nella discussione del modello francese della FADBEN-CDI, Fédération des enseignants documentalistes de l'education nationale - Centre de documentation et information sulla metodologia della ricerca.
Sono state esaminate nella traduzione di Anna Maria Scudellaro le fasi:
5. lecture/écriture, prise d'information, analyse critique de l'information, prise de notes: lettura/scrittura, raccolta, scelta delle informazioni, annotazioni;
6. production et comunication: produzione, esposizione della ricerca. Il percorso della fase 5, che prevede un'ora di lavoro al CDI con il documentalista e il professore di biologia, ha lo scopo di rendere gli studenti coscienti della necessità di costruirsi un metodo di lavoro per giungere a un «vero trattamento dell'informazione», d'informarsi per informare.
Essi sono guidati a sintetizzare il contenuto essenziale di documenti di varia natura su differenti supporti: cartacei (per esempio, articoli di periodici, libri di documentazione) e multimediali (articolo da CD-ROM Encarta, registrazione di un telegiornale) e a reinvestire il metodo appreso in ulteriori ricerche documentarie.
Per la realizzazione del lavoro, gli studenti sono aiutati anche con quattro schede: la prima per una generica scrematura delle informazioni; la seconda per interrogarsi sul soggetto rimandando alle domande chiave: quoi (che cosa)?, qui (chi)?, (dove)?, quand (quando)?, comment (come)?, pourquoi (perché)?; la terza scheda, bilancio per porre degli interrogativi sullo schema utilizzato e sui possibili futuri reinvestimenti; la quarta scheda, sintesi per indurre a riflettere sulle tappe del percorso fatto e soprattutto sulle utilizzazioni possibili del metodo appreso in ulteriori ricerche documentarie.
L'esemplificazione della fase 6 prevede la realizzazione di un pannello espositivo sui giovani e l'alcol in un liceo professionale. Il lavoro giunge a corollario di precedenti sequenze pluridisciplinari che vanno dal rapporto testo-immagine alla lettura dell'immagine, all'approfondimento delle tematiche sull'alcolismo alla festa in un locale notturno frequentato dagli studenti, alla lettura di articoli su periodici specializzati. Gli studenti vengono guidati anche in questa sequenza con tre griglie di analisi e valutazione del lavoro svolto.
La prima, sotto forma di questionario sul tema "fare un'esposizione sull'alcol e i giovani", rimanda alle domande-chiave: chi? dove? come? quando? perché? per chi?
La seconda ripropone l'analisi del pannello espositivo attraverso una serie di domande aperte e chiuse; la terza chiede di valutare, in modo personale e collettivo, il lavoro svolto in due momenti separati: al completamento di ciascun pannello e dopo l'allestimento dell'intera esposizione.
Molto importanti sono stati, inoltre, nel Gruppo di ricerca gli scambi di informazioni relative a manifestazioni (Fiera del libro di Bologna, Salone del libro di Torino, Corsi di formazione per i bibliotecari vincitori del progetto B1...) e a materiali («Voltapagina», anno 0, numero 0, rivista neo-istituita dal Provveditorato di Padova, «Sfoglialibro», aprile 2000, «Tuttoscuola», aprile 2000, «L'indice», maggio 2000, pubblicazioni AIB...) sulle biblioteche scolastiche, prodotti in quest'ultimo periodo, a livello locale e nazionale, a riprova di un itinerario in fieri sempre più sentito.
Dette manifestazioni e materiali meriterebbero ognuno un'attenta analisi; particolare rilievo tuttavia, data anche la maggior difficoltà di reperimento, sarà brevemente rivolto alla rivista «Voltapagina», realizzata da M. Cristina Canova per il Provveditorato di Padova-Unità territoriale di servizio professionale per il personale della scuola, e dal Centro di documentazione dell'ITC Gramsci con il contributo della Provincia di Padova.
La rivista è l'esito di tre anni di progetti di coordinamento provinciale sulla lettura dei quotidiani locali distribuiti gratuitamente, su richiesta, per due mesi l'anno, allo scopo di diffondere la lettura del quotidiano nelle scuole di ogni ordine e grado. Tale lavoro ha riscosso un crescente successo come provano i seguenti dati: nel 1998-1999 sono stati coinvolti 331 classi e 6534 alunni; nel 1999/2000, 400 classi e 8000 alunni. La rivista si pone come servizio di informazione sulla realtà scolastica padovana con lo scopo di «valorizzare e diffondere esperienze» realizzate in campo formativo nella provincia.
Il Provveditorato di Padova, tra le altre iniziative di formazione, lo scorso anno scolastico ha organizzato un corso di aggiornamento sulle tematiche relative alla biblioteca scolastica multimediale in collaborazione con l'università e da quest'anno, sulla spinta della base, è stato avviato il coordinamento stabile dei bibliotecari e dei docenti che si occupano delle biblioteche scolastiche.
All'interno della rivista si colloca una sezione «Voltapagina in biblioteca», che raccoglie significativi percorsi realizzati in vari ordini e gradi di scuole padovane.

Lucia Zaramella


ZARAMELLA, Lucia.Una possibile metodologia della ricerca nella biblioteca scolastica. «AIB Notizie», 12 (2000), n. 7, p. 15.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2000-08-04 a cura di Gabriele Mazzitelli
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n12/00-07scolastiche.htm

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