[AIB]AIB Notizie 2/2001
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2001: Anno internazionale del volontariato

Quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite aveva adottato la risoluzione 52/17, per proclamare il 2001 anno internazionale del volontariato, l'intento era quello di sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale sulla necessità che un numero sempre maggiore di uomini e di donne del mondo si facciano coinvolgere in questa grande impresa, che è una risorsa irrinunciabile nell'economia di ogni paese, ma anche una grande speranza, e cioè che l'impegno di civiltà che esprimono questi milioni di uomini e di donne incida nelle coscienze e nei pensieri del mondo.
Ma l'intento dell'ONU era anche celebrativo e di ringraziamento per sancire il riconoscimento pubblico, a livello mondiale, del ruolo dei volontari nelle società.
Mentre scrivo l'Italia celebra questo evento, ma si interroga, a Torino, sulla necessità di una terza fase del volontariato, dopo lo spontaneismo, l'età delle organizzazioni governative, paragovernative, non governative e private. È giunto il momento di riconoscere al fenomeno, agli otto milioni di italiani che in varie forme svolgono attività di volontariato, il diritto di acquisire una formazione senza improvvisazioni, e allora si parla dell'università del volontariato. La Regione Veneto, mentre ha stanziato fondi per le iniziative del 2001 sull'argomento, intende istituire una "scuola permanente per il volontariato" in collaborazione con l'Università di Padova, per corsi a tema, tenuti da docenti universitari. Un esperimento che metterà ai blocchi di partenza tutti nelle stesse condizioni, perché non richiederà titoli di studio e sarà gratuito, e potrà essere un esperimento da monitorare con interesse, nonostante le perplessità, alcune sicuramente condivisibili, sollevate da più parti.
È certa, inoltre, ormai la necessità di una verifica di quanto le associazioni fanno per i volontari e con il contributo dei volontari, per rendere più proficuo l'impegno di donne e uomini che voglio essere protagonisti della loro azione volontaria.
È un momento celebrativo, di festa, ma anche di riflessione che non può trovare i soci e l'AIB tutto, assente e indifferente. Più volte si è tornati a parlare di questa precipua caratteristica che contraddistingue la nostra associazione, valutandone i pregi, ma anche il limite per la necessità, la volontà e la voglia di fare sempre di più. Certo all'AIB manca, forse, nello specifico del volontariato quella percentuale in più di persone che si coinvolgano per aggiungere braccia, testa e pensieri in una lunga catena che sia così forte da poter consentire, senza ansia, la sostituzione di alcuni anelli. Per una partecipazione che sia però, lucida, attenta, professionale appunto, che tenga presente il vero senso del concetto che chi fa volontariato riceve più di quanto dà.
Le leggi per il terzo settore, ad esempio la 285/1997, ma ancor più la 460/1997 insieme all'istituzione della futura Authority del terzo settore, serviranno anche nell'AIB, anche informalmente, spontaneamente ad aprire un fronte di dialogo sul tanto dibattuto tema della sussidiarietà e su ciò che significa fare volontariato in associazioni professionali: sul come, sul perché, sul quando, perché dall'impegno sia esaltato il ruolo e la struttura.
Auguriamoci tutti, insieme, tempo per essere volontari e per godere insieme i frutti di quest'impegno.

E.F.


FORTE, Elisabetta. 2001: Anno internazionale del volontariato 2001. «AIB Notizie», 13 (2001), n. 2, p. 2-3.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2001-03-02 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n13/01-02forte.htm

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