[AIB]AIB Notizie 4/2001
AIB-WEB | AIB Notizie | Sommario fascicolo 4/2001

Biblioteca pubblica per chi?

di Vittorio Ponzani

Un problema molto sentito nelle biblioteche pubbliche è il sovraffollamento degli studenti, soprattutto universitari che, non sapendo dove andare a studiare, si recano anche in quelle biblioteche che nascono per rispondere a esigenze diverse. Tale "invasione" provoca talvolta lo snaturamento della funzione principale di una public library, che è quello di servire la comunità dei cittadini attraverso le proprie collezioni librarie. Proprio questo è uno degli aspetti sottolineati da chi guarda con sospetto l'eccessiva presenza di studenti: questi, infatti, nella maggioranza dei casi, vanno in biblioteca per trovare uno spazio confortevole dove studiare i propri testi e solo raramente utilizzano i libri o i servizi della biblioteca. Dall'altra parte è pur vero che anche gli studenti sono cittadini e membri della comunità che finanzia la biblioteca pubblica e quindi hanno gli stessi diritti degli altri utenti.
Un mail passato in AIB-CUR propone di organizzare spazi alternativi a quelli tradizionali della biblioteca dove permettere agli studenti di utilizzare i propri libri. In questi spazi sarebbe sufficiente allestire solo tavoli e sedie, qualche computer e magari la macchina del caffè.
La soluzione al problema del sovraffollamento e dello snaturamento della funzione delle diverse tipologie di biblioteche (il problema non riguarda solo le biblioteche pubbliche: si potrebbe infatti aprire il capitolo delle nazionali...) sarebbe probabilmente la riorganizzazione del sistema bibliotecario nel suo complesso, all'interno del quale siano evidenti le particolari funzioni da svolgere e le finalità da perseguire da parte di ciascuna biblioteca, in relazione alle caratteristiche specifiche della propria utenza.
All'interno di un sistema bibliotecario così strutturato risulterebbe naturale per gli studenti universitari trovare nella biblioteca della loro facoltà non solo un posto confortevole dove studiare, ma anche gli strumenti bibliografici più adatti al proprio studio, mentre ad esempio la biblioteca pubblica tornerebbe ad essere quella "biblioteca di tutti" che il manifesto dell'Unesco definisce come «il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione».
Leggendo i vari messaggi si ha tuttavia l'impressione che in qualche caso le obiezioni alla presenza degli studenti che occupano "militarmente" le biblioteche pubbliche abbiano come fondamento un'immagine un po' sacrale della biblioteca, intesa in modo esclusivo come luogo di studio e di silenzio.
A questa visione si contrappone un messaggio che suggerisce di allestire sale di consultazione dotate di impianti per la diffusione di musica. Questo da una parte renderebbe più confortevole l'ambiente, dall'altra avrebbe l'importante funzione di combattere l'aura che ancora circonda le biblioteche e che spesso allontana i possibili utenti invece di incentivarli a utilizzare il patrimonio e i servizi della biblioteca, mettendo in discussione la falsa credenza della necessità del silenzio nelle sale di lettura. Si tratta certamente di una proposta controcorrente, che infatti ha subito suscitato alcune perplessità sia in relazione all'idea che la musica potrebbe disturbare alcuni utenti impedendo loro la concentrazione, sia per quanto riguarda la scelta dei generi musicali da proporre.

***

A partire dalle recenti notizie sull'inizio della distribuzione di libri elettronici da parte della Mondadori e dalla conseguente intensa campagna promozionale in atto, un messaggio in AIB-CUR denuncia il rischio per le biblioteche nel caso si intraprendesse una massiccia politica di acquisizioni di e-book che utilizzano software Microsoft e un formato proprietario di codifica non documentato. Questo significherebbe infatti rendere le biblioteche fortemente condizionate da un singolo fornitore, con forti rischi di obsolescenza tecnologica e gravi problemi per quanto riguarda la conservazione di questi documenti.
Sarebbe opportuno puntare su libri elettronici prodotti con sistemi condivisi e di pubblico dominio, magari creati secondo standard internazionali. Attualmente sono allo studio software alternativi a quello della Microsoft, ma non sembra imminente il consolidarsi di standard relativi agli e-book.
Viene segnalato infine un interessante dossier in lingua francese sul libro elettronico, che comprende una Web/bibliografia sugli aspetti culturali, tecnologici e giuridici dell'e-book, reperibile all'indirizzo: http://www.educnet.education.fr/documentation/dossier/livrelec/sommaire.htm

***

Per finire, utilizzando una metodologia inusuale per questa rubrica, si intende registrare non tanto un dibattito svoltosi nella lista di discussione dei bibliotecari, quanto la sua (quasi) totale assenza. Infatti, a fronte del fatto che il 26 marzo 2001 è stato presentato Superdante, il nuovo sito Internet della Direzione generale per i beni librari e le istituzioni culturali del MBAC, pochissimi sono stati i messaggi che si sono riferiti ad esso.
Superdante (http://www.superdante.it) si presenta come il portale delle biblioteche statali italiane e si propone l'importante obiettivo di permettere l'accesso via Internet all'eccezionale patrimonio librario, musicale e iconografico italiano, mettendo a disposizione di tutti circa 22 milioni di testi stampati, un milione e mezzo di manoscritti digitalizzati, oltre trentamila incunaboli (per ora, più un auspicio che un fatto compiuto).
Ancora una volta, il termine "portale" è connotato da una certa confusione terminologica, soprattutto in relazione al fatto che, nonostante sia presentato come il "portale delle biblioteche", le biblioteche stesse sono probabilmente il settore più assente. Colpisce molto, per esempio, la mancanza di coordinamento (basterebbe un link ...) con SBN e con l'Anagrafe delle biblioteche italiane elaborata dall'ICCU, che per altro dovrebbero mirare al medesimo obiettivo.
Un paio di messaggi rileva peraltro la totale assenza di segnalazioni in AIB-CUR da parte degli enti promotori dell'iniziativa, denunciando l'atteggiamento di disinteresse nei confronti della comunità bibliotecaria.

PONZANI, Vittorio. Biblioteca pubblica per chi?. «AIB Notizie», 13 (2001), n. 4, p. 9.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2001-05-01 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n13/01-04ponzani.htm

AIB-WEB | AIB Notizie | Sommario fascicolo 4/2001