[AIB]AIB Notizie 5/2001
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Professione bibliotecario: formazione, lavoro e valorizzazione

di Barbara Mussetto

Martedì 8 maggio, in occasione dell'Assemblea generale dei soci, si è tenuta a Roma presso la Sala conferenze della Biblioteca nazionale "Vittorio Emanuele" una mattinata di studio dal titolo "Professione bibliotecario: formazione, lavoro e valorizzazione". La direttrice della Nazionale, Livia Borghetti, ha rivolto un breve saluto ai partecipanti dichiarandosi felice di ospitare nella Sala conferenze, come primo evento dalla riapertura della biblioteca, un incontro di studio e di riflessione tra bibliotecari ed ha invitato tutti a visitare la biblioteca profondamente rinnovata in tutta la sua struttura.
La direttrice ha comunicato inoltre la sua intenzione di dedicare una delle sale di incontro ad Angela Vinay. La ristrutturazione delle sedi è in corso un po' dovunque, secondo il Presidente Igino Poggiali. L'AIB ha da sempre sostenuto e appoggiato moralmente la ristrutturazione delle sedi ed è importante sottolineare l'ottimo lavoro svolto promuovendo gli eventi e gli incontri tra i soci nelle sedi rinnovate. La giornata è dedicata alla professione del bibliotecario vista nei tre aspetti di formazione, lavoro e valorizzazione.
Nell'intervento La laurea in biblioteconomia: finalità e prospettive dei nuovi ordinamenti universitari Alberto Petrucciani afferma che la formazione professionale dei bibliotecari è affidata all'università, come succede per gli ingegneri, gli avvocati ecc. Le università stanno predisponendo le norme del nuovo ordinamento da applicare in ottobre: a Bibliocom avremo l'opportunità di analizzare le reali offerte formative universitarie in una tavola rotonda coordinata da Giovanni Solimine. Poco e male ha funzionato la legge 341/1990 del diploma universitario, mentre grande importanza ha ovviamente avuto per la professione l'istituzione alla fine degli anni Settanta della laurea in Conservazione dei beni culturali presente ora in molte università italiane e che ha avuto il merito di introdurre un indirizzo archivistico-librario con un largo ventaglio di materie specifiche, dal restauro alla catalogazione informatizzata, e ha consentito a molti giovani di entrare nel mondo lavorativo con un bagaglio professionale approfondito. La Bassanini 2 del 1997 che concedeva l'autonomia anche alla didattica e gli accordi sanciti a livello europeo sugli ordinamenti universitari e sulla mobilità degli studenti hanno segnato le linee fondamentali del nuovo regime articolato su due cicli, il primo, la laurea, di tre anni, il secondo, la laurea di specializzazione, di due. Fa eccezione l'area medica che conserva le sue specializzazioni, resistono le scuole di specializzazione e resta immutato il dottorato di ricerca, finalizzato alla carriera universitaria. Emerge l'impegno a ridurre gli anni dedicati allo studio aumentando la "produttività" ed evitando i numerosi abbandoni tramite la flessibilità delle materie e il sistema dei crediti calcolati in termini di tempo (15.000 ore per anno, un'unità corrisponde a 30 ore, in un anno vanno capitalizzati 60 crediti ottenuti dalla frequenza ai corsi e da esami sostenuti). L'autonomia in campo didattico consente alle università di proporre all'utenza percorsi di studio e formazione con materie svariate ma comunque inserite nelle 42 classi di laurea triennale e nelle 104 classi di laurea specialistica, essendo ovviamente conservato a livello nazionale il valore legale del titolo di studio. Gli studenti dovranno fare molta attenzione ai contenuti proposti e ai professori assegnati per scegliere una classe di laurea effettivamente rispondente alle esigenze di formazione lavorativa. Nel nostro settore abbiamo la laurea in Scienze dei beni culturali e la laurea specialistica in Archivistica e biblioteconomia; nel febbraio 2001 sono state riconfermate le scuole di specializzazione. Il consiglio rivolto ai giovani appena laureati col vecchio ordinamento è di conseguire anche la laurea specialistica frequentando l'ultimo anno mancante. L'intervento di Petrucciani ha suscitato parecchie domande sulla coesistenza delle scuole di specializzazione e delle lauree specialistiche e sui requisiti professionali richiesti nei concorsi del pubblico impiego che prevedono il possesso di laurea e diploma di specializzazione post-laurea (Comparto Stato area bibliotecari C1-3). C'è chi difende un percorso di formazione più lungo e chi come Petrucciani ricorda la circolare della Funzione pubblica che prevede per l'area C1-3 la sola laurea e fa notare che la laurea triennale sostituirà la quadriennale e la specialistica la quinquennale.
Loredana Vaccani interviene su L'Osservatorio lavoro per la difesa e la valorizzazione della professione, illustrando le principali attività dell'Osservatorio, costituito ufficialmente nel 1998 con lo scopo di dare piena visibilità alle problematiche del personale bibliotecario dei vari comparti pubblici e privati. Molto il lavoro svolto fino ad oggi: seminari sull'applicazione del contratto degli enti locali, l'utile rubrica AIB-CUR lavoro, la partecipazione a Culturalia a Roma, la Conferenza dei servizi a Bologna, un censimento nazionale sulle biblioteche e i centri di documentazione del SSN a cura dei Bibliotecari documentalisti sanità e i frequenti contatti con i referenti istituzionali quali l'ARAN, l'UPI, l'ANCI e i sindacati. Per meglio rispondere alle richieste dei soci l'Osservatorio si è dato nell'ottobre scorso un nuovo assetto con un referente per ciascun comparto: Nerio Agostini per gli Enti locali, Rossella Aprea per la Sanità, Beatrice Bargagna per l'Università, Candida Cossu comparto Statali, Piera Colarusso comparto Privati, Fausto Rosa comparto Aziende pubbliche, istituzioni e consorzi e Loredana Vaccani coordinatrice. L'Osservatorio ha svolto una costante operazione di informazione sulla professione, sui compiti e sulla formazione del bibliotecario nei vari comparti dove sono in fase di applicazione i contratti. Problemi sono sorti un po' dovunque: nel comparto Università si è notata la formazione inadeguata, l'utilizzo di personale a tempo determinato e un trattamento economico accessorio discriminatorio, negli Enti locali manca spesso una reale progressione verticale della carriera e i profili professionali sono mal disegnati o scorretti, nel comparto Statali è stato siglato da poco il contratto integrativo che prevede la riqualificazione del personale con passaggi all'interno delle aree con corsi di formazione (a breve ci sarà a Roma un seminario sull'applicazione del contratto statali e sui profili professionali). Continua l'impegno nel comparto Sanità dove è indispensabile valorizzare e far riconoscere il lavoro dei bibliotecari del settore e nel privato è invece indispensabile controllare le modalità di affidamento dei lavori, monitorare gli appalti e verificare la qualità dei servizi offerti. A Bibliocom sarà organizzato un seminario per individuare linee guida da poter utilizzare nei capitolati d'appalto che possano essere di riferimento per i committenti e per gli erogatori di servizi.
Luigi Crocetti interviene su L'albo professionale italiano dei bibliotecari informando che alla data 30 aprile 2001 le domande vagliate sono 583: gli ammessi 521, i rifiutati 12 (in genere non soci o con attività lavorative non pertinenti) e 50 in attesa dei 3 anni di iscrizione all'AIB. Il numero dei componenti della Commissione è aumentato da tre a cinque: Vilma Alberani, Carlo Revelli, Enzo Frustaci, Antonio Scolari e Luigi Crocetti, presidente. Esiste una oggettiva difficoltà di lettura delle domande, redatte in forma di curriculum, dalle quali non sempre emerge chiaramente l'effettivo lavoro svolto. È facile immaginare il lavoro di un bibliotecario che opera in una biblioteca statale o in grandi biblioteche pubbliche, più delicata la valutazione dei privati, specie dei soci non conosciuti. Si possono operare alcuni miglioramenti, dare maggior peso alle pubblicazioni e sfruttare meglio le integrazioni previste dal regolamento chiedendo ai colleghi di dettagliare meglio il lavoro svolto presso la propria istituzione. L'iscrizione all'albo è di fatto un'attestazione del lavoro professionale che si svolge, non un titolo. L'incontro si è chiuso con un vivace dibattito sulla reale operatività e "visibilità" dell'albo in assenza della promessa riforma dell'ordinamento delle professioni.


MUSSETTO, Barbara. Professione bibliotecario: formazione, lavoro e valorizzazione. «AIB Notizie»,13 (2001), n. 5, p. 4-5.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2001-06-03 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n13/01-05mussetto.htm

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