[AIB]AIB Notizie 5/2001
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LA BIBLIOTECA TASCABILE E I DIRITTI D'AUTORE


Le innovazioni tecnologiche stanno aprendo nella vita sociale e culturale scenari inarrestabili e impensabili solo qualche decennio fa; il mondo dell'informazione via Internet diventa sempre più solido e ampio.
La scuola, la lettura e la biblioteca dovranno fare i conti con gli e-book, ossia i libri in formato file e il loro relativo lettore, un dispositivo estremamente comodo, portatile, che sta in mano e che può contenere centinaia di file. In questo piccolo computer si può avere un'intera biblioteca: articoli, enciclopedie, dizionari, opere varie, che possono anche essere sottolineate, personalizzate con note, appunti, proprio come succede per un normale libro cartaceo.
I testi si scaricano da Internet, da CD-ROM e, anche in Italia, le case editrici si stanno organizzando per questo nuovo mercato. Bisogna ammettere che non ne godrà la vista per la lettura su un piccolo schermo, ma i vantaggi pratici di avere a disposizione subito e in qualunque luogo, magari per una modica cifra, ciò che interessa, sono notevoli. E allora tutto bene?
I problemi scaturiscono laddove si va a toccare l'economia e i diritti d'autore. Virtualmente la riproduzione elettronica è senza limiti; sul cartaceo l'autore è garantito da una quota-prezzo del testo. Basti pensare, a questo proposito, alla grande eco suscitata dalle vicende giudiziarie per la riproduzione musicale che vede contrapposte l'Associazione delle industrie discografiche e la Napster; certo è che tutta la normativa sul diritto d'autore dovrà essere rivista.
E proprio queste tematiche e le conseguenti implicazioni per le biblioteche sono state trattate da Antonella De Robbio, nell'ambito degli incontri previsti dal Gruppo di ricerca sulle biblioteche scolastiche (Dipartimento di scienze dell'educazione, Università di Padova - AIB, sezione Veneto) coordinato da Donatella Lombello, in collegamento con il Master europeo per la formazione del bibliotecario scolastico. Innanzitutto va chiarito che il concetto di proprietà intellettuale si riferisce alla forma, mentre l'idea derivante dal pensiero umano è patrimonio dell'umanità; quindi è la forma l'opera che va tutelata con il diritto d'autore, diritto assoluto della persona da non confondersi con il copyright, che vanta il diritto di copia. Il diritto d'autore è soprattutto morale, mentre quello sul copyright è in prevalenza economico.
Ma in che modo le biblioteche sono legate al diritto d'autore? L'informazione di comunità, di cui la biblioteca si fa intermediaria, rappresenta un bene, sul quale gravano i diritti che l'autore ha dell'opera in quella precisa forma espressiva. È da ricordare che esistono vari sistemi giuridici, frutto della tradizione culturale del paese cui fanno riferimento; vi è il sistema del diritto d'autore latino-germanico, il sistema copyright d'impronta anglosassone, il sistema dei paesi ex socialisti e i sistemi teologici. Ognuno di essi tutela un aspetto più che un altro; così ad esempio il sistema del diritto d'autore garantisce i diritti sull'informazione, mentre il copyright quelli alla libera circolazione dell'informazione.
Trattati OMPI (Organizzazione mondiale proprietà intellettuale) e accordi internazionali hanno cercato di armonizzare e disciplinare la materia.
In Italia fino agli anni Ottanta ci si è regolati sulla vecchia legge del 22 aprile 1941, n. 633, più volte modificata; dagli anni Novanta con il recepimento della normativa europea la legislazione ha subito un'evoluzione. La nuova legge del 18 agosto 2000, n. 248 (Nuove norme di tutela del diritto d'autore) tuttavia non rappresenta un'adeguata risposta alle nuove esigenze né si dimostra in sintonia con le ultime direttive europee; infatti l'art. 2, che stravolge il vecchio art. 68, protegge gli editori e le copisterie, ma non gli autori né le biblioteche che, equiparate alle copisterie, vedono limitate al 15 per cento le fotocopie delle opere d'ingegno; inoltre non tiene conto dei problemi del digitale.
Proprio agli inizi di questo 2001 il Parlamento europeo dopo tre anni ha finalmente approvato la direttiva sul copyright; fatte salve le copie personali a fini non commerciali diretti o indiretti non si potrà più scaricare liberamente da Internet, viene salvaguardato quindi anche nell'era del digitale il principio "dell'equo compenso" per gli autori. Ora sta ai singoli governi recepire la direttiva e per l'Italia, ancora una volta, potrebbero esserci dei problemi.
Infatti l'ultima normativa sul diritto d'autore (la succitata n. 248/2000) prevede che chi duplica «per trarre profitto», il che potrebbe significare anche la copia per uso personale, è soggetto a pena, in contrasto perciò con la nuova direttiva europea. Per dirla con la De Robbio, arriviamo dall'era del possesso d'autore e non siamo ancora pronti per entrare nell'era dell'accesso.
Il mondo virtuale è oramai una realtà; richiede leggi chiare e aperte ai nuovi sviluppi, leggi che tutte le biblioteche, scolastiche comprese, devono conoscere e recepire in termini precisi per promuovere un servizio innovativo e in grado di soddisfare i bisogni degli utenti.

LUCIA ZARAMELLA
GRUPPO DI RICERCA SULLE BIBLIOTECHE SCOLASTICHE
UNIVERSITÀ DI PADOVA



La biblioteca tascabile e i diritti d'autore. «AIB Notizie», 13 (2001), n. 5, p. 17.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2001-06-03 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n13/01-05natiperleg.htm

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