[AIB]AIB Notizie 7/2001
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Liberi di leggere: cosa ci siamo detti


1ª giornata nazionale sulle biblioteche carcerarie


di Emanuela Costanzo

L'11 maggio scorso si è svolto il seminario "Liberi di leggere: lettura, biblioteche carcerarie, territorio", organizzato dall'AIB insieme con il Sistema bibliotecario intercomunale di Rozzano e con l'ABC (Associazione biblioteche carcerarie), in collaborazione con la Provincia di Milano, Assessorato Cultura, e con il patrocinio della regione Lombardia e del Dipartimento di amministrazione penitenziaria.
Lo splendido luogo presso il quale si è svolta la manifestazione (il Centro culturale Cascina drande di Rozzano) ha creato il panorama ideale per la 1ª giornata nazionale sulle biblioteche carcerarie, densa di argomenti interessanti e tutti suscettibili di ulteriori sviluppi.
Il tema centrale è stato la presa di coscienza, da parte delle istituzioni e delle associazioni professionali, della realtà poco conosciuta delle biblioteche carcerarie: la loro esistenza è prescritta dall'ordinamento penitenziario italiano (art. 12), ma di esse si occupa chi capita e chi può, non di certo i bibliotecari e, comunque, non ufficialmente.
L'evento della giornata è stato introdotto, con i migliori auspici di apertura e attenzione nei confronti delle problematiche carcerarie, dall'assessore alla cultura della Provincia di Milano, Giovanni Verga, dal Presidente del Sistema bibliotecario di Rozzano, Emilio Locatelli, e da Vincenzo Giampaoli, dell'Unità organizzativa Beni librari e sistemi documentari della Regione Lombardia.
Presentato dall'impeccabile "moderatore" della mattinata, Stefano Parise, Direttore del Sistema bibliotecario intercomunale di Rozzano che ci ospitava, il Presidente dell'AIB Lombardia, Claudio Gamba, ha aperto i lavori con un interessante intervento sul diritto alla lettura per tutti i cittadini: in linea con il manifesto dell'Unesco, molto chiaro riguardo a questo punto: anche le persone recluse nelle carceri devono godere delle stesse opportunità che offrono le biblioteche pubbliche nella società libera.
Ha preso poi la parola Duccio Demetrio, docente di Educazione degli adulti presso la Facoltà di Scienze della formazione dell'Università di Milano-Bicocca, che ha illustrato i propri studi di scrittura autobiografica in soggetti in stato di detenzione, presentando significativi esempi di pubblicazioni di tal genere e auspicandone la presenza nelle raccolte librarie degli istituti di pena.
A seguire c'è stato l'intervento di Giorgio Montecchi, docente di Biblioteconomia presso la facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Milano, nonché Presidente dell'Associazione biblioteche carcerarie (ABC), che ha individuato i tre campi d'azione nei quali dirigere gli interventi sulle biblioteche carcerarie, e cioè l'ambito istituzionale, il settore culturale e il circuito più strettamente professionale.
L'assessore alla cultura del comune di Lacchiarella, Francesco Bova, ha proseguito i lavori parlando delle proprie esperienze di psicopedagogista delle forme di disagio degli adulti, nonché di presidente dell'Agenzia di solidarietà per il lavoro, che lo hanno portato a occuparsi dei problemi del pianeta-carcere e dell'importanza della lettura per la rieducazione e il reinserimento nella società delle persone detenute.
Agazio Mellace, Direttore della Casa di reclusione di Milano - Opera, ha concluso la mattinata con un interessante excursus sui rapporti tra carcere e comunità esterna, individuando in un maggiore coinvolgimento di quest'ultima nella complessa realtà della detenzione la miglior forma di recupero della popolazione detenuta.
Nel pomeriggio i lavori sono ripresi con la Tavola rotonda dal titolo "Esperienze di collaborazione tra carcere e territorio" coordinata da Massimo Cecconi della Provincia di Milano. Tale momento è consistito in un succedersi di interventi di quanti operano in prima persona presso varie biblioteche carcerarie, i quali hanno fornito testimonianze dirette ed esperienze personali.
Il Direttore della Biblioteca comunale di Fresnes (Francia), Thierry Giappiconi, ha dato un apporto internazionale alla manifestazione raccontando i rapporti tra carcere e territorio secondo la normativa francese. Ornella Favero, responsabile del Centro di documentazione del carcere Due Palazzi di Padova, ha parlato del suo modo di "fare informazione" in una prigione cercando di dialogare con l'esterno, anche tramite una rivista come «Ristretti orizzonti», redatta dai detenuti del carcere stesso. Maria Angela Barlotti, del Servizio Biblioteche della Provincia di Ravenna, ha portato la propria coinvolgente testimonianza di bibliotecaria per il carcere, tracciando una panoramica quanto mai concreta delle principali azioni da intraprendere per unificare gli interventi di quanti operano nel settore. Pier Cesare Bori, docente del Dipartimento di Discipline storiche dell'Università di Bologna, ha spiegato come, attraverso l'insegnamento dell'etica e lo studio dei classici, sia riuscito a rendere partecipi vari gruppi di detenuti del carcere Dozza di Bologna vivacizzando, di conseguenza, le attività della biblioteca carceraria. Fabio De Grossi, bibliotecario del comune di Roma e responsabile del progetto "Biblioteche in carcere", ha raccontato la propria esperienza presso le case di reclusione del capoluogo, all'interno della convenzione stipulata tra il Comune e le carceri di Rebibbia e Regina Coeli. La carrellata di presentazioni delle varie realtà italiane si è conclusa con due ultimi interventi: quello della scrivente, socia fondatrice dell'ABC, che ha presentato gli standard internazionali dell'IFLA e dell'ALA sulla figura professionale del bibliotecario carcerario, e quello di Michele Cafagna, Direttore del Centro di formazione professionale di Pieve Emanuele, che ha parlato delle attività formative del Centro all'interno del carcere di Opera.
Particolarmente significative sono state, in chiusura, le parole di un detenuto in regime di semilibertà e di un ex detenuto, che hanno partecipato ai lavori dell'intera giornata, e che hanno tracciato una panoramica di quanto si è fatto finora e di quanto ci sia ancora da fare per garantire la diffusione della cultura nei luoghi di detenzione in Italia.


COSTANZO, Emanuela. Liberi di leggere: cosa ci siamo detti. 1ª giornata nazionale sulle biblioteche carcerarie. «AIB Notizie», 13 (2001), n. 7, p. 3.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2001-07-28 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n13/01-07costanzo.htm

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