[AIB]AIB Notizie 7/2001
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Biblioteche in carcere: l'esperienza romana

di Fabio De Grossi

Non è certo la prima esperienza in Italia di collaborazione tra biblioteche di enti locali e istituti penitenziari: grazie all'iniziativa di Emanuela Costanzo di Milano sta nascendo L'Associazione biblioteche carcerarie (ABC), tenuta a battesimo nella giornata di studi dell'11 maggio a Rozzano. L'esperienza di collaborazione tra il sistema bibliotecario comunale romano e gli istituti penitenziari della capitale ha assunto però in questi ultimi anni dimensioni e caratteristiche forse uniche nel panorama italiano, e credo sia utile raccontare come questo sia stato possibile grazie al verificarsi di alcune condizioni particolarmente fortunate.
A Roma vi sono ben sei istituti penitenziari: cinque per adulti - uno a Regina Coeli e quattro a Rebibbia, di cui alcuni tra i più grandi del paese - più il Minorile di Casal del Marmo. In ogni istituto è previsto un servizio di biblioteca per i detenuti. Negli istituti più grandi è articolato in una biblioteca centrale e alcune biblioteche di reparto. Sempre a Roma hanno sede gli uffici nazionali del DAP (Dipartimento Amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia). E ancora: l'Amministrazione comunale di Roma è stata la prima, tra le grandi città italiane, in cui le biblioteche comunali, fino ad allora affidate ciascuna alla responsabilità di una delle 20 circoscrizioni amministrative, sono state riorganizzate in un sistema bibliotecario che conta oggi 30 biblioteche, tutte informatizzate e quasi tutte già in rete, con la formula giuridica dell'Istituzione (Delib. Cons. comunale, n. 23/96; l. n. 142/1990).
I rapporti con le carceri romane sono iniziati molti anni fa, con diverse esperienze e occasioni di collaborazione tra l'una o l'altra biblioteca circoscrizionale e l'uno o l'altro istituto di pena. Da segnalare soprattutto la collaborazione più che decennale della biblioteca di via Mozart (V circoscrizione, quartiere Tiburtino) con Rebibbia Reclusione, dove fin dal 1995 due bibliotecarie entrano regolarmente per collaborare all'organizzazione e gestione della biblioteca. A Rebibbia Nuovo complesso (il più grande), ma anche a Rebibbia Femminile, sono state portate molte delle attività culturali (Estate romana, e non solo) organizzate dal nostro Assessorato alla cultura. Dal 1998 alcuni bibliotecari delle biblioteche "Rispoli" e "Giordano Bruno" hanno collaborato alla riorganizzazione di alcune biblioteche di sezione di Regina Coeli.
La convenzione è nata quindi dall'iniziativa di questi bibliotecari, ed è stata discussa prima con la Direzione e con gli operatori di ciascuno dei cinque istituti penitenziari, poi proposta dagli uffici del DAP. Ne è nato un gruppo di lavoro, firmato il 23 novembre 1999 da Francesco Rutelli per il Comune e da Giancarlo Caselli per il DAP, che prevede di integrare in un unico Sistema bibliotecario le 25 (allora) biblioteche comunali con le quasi altrettante biblioteche presenti negli istituti penitenziari romani.
Tutto questo nasce da un'idea molto semplice. I tanti problemi del carcere e dei detenuti - sovraffollamento, salute, lavoro, giustizia, religione, famiglia - ci interessano e ci riguardano tutti, come cittadini. Uno però di questi problemi, il diritto alla cultura e all'informazione, è scritto nei cromosomi del nostro mestiere, e della biblioteca. Una biblioteca, e quindi un sistema bibliotecario, se non è di tutti e per tutti, non è una biblioteca: è un'altra cosa. Siamo impiegati comunali, delle biblioteche comunali, e siamo convinti che questo faccia parte, semplicemente, del nostro lavoro. Siamo convinti che le biblioteche in carcere non devono più essere biblioteche di serie B, legate al buon cuore di qualcuno che regala dei libri che non servono più a qualcun altro. Devono essere invece biblioteche come tutte le altre della città: dove si comprano libri nuovi, con i soldi pubblici, gestite con la stessa professionalità e con gli stessi standard.
Con questo spirito abbiamo lavorato in questi primi due anni: bibliografie, acquisto libri, svecchiamenti, catalogazione, formazione dei detenuti bibliotecari, allestimento di nuove biblioteche di sezione. Ma anche, come nelle nostre biblioteche dei quartieri, attività di promozione della lettura, soprattutto incontri con l'autore in biblioteca.
Alcuni dati riassuntivi sono molto incoraggianti. Siamo presenti in 6 istituti (compreso il Minorile), con una popolazione totale di circa 3500 detenuti. Su 20 biblioteche previste, sono 15 quelle che abbiamo già "preso in carico", con un patrimonio librario, dopo radicali svecchiamenti, vicino ai 30.000 volumi. Ancora: non meno di 15 iniziative portate dentro il carcere, che hanno coinvolto circa 800 detenuti in 4 diversi istituti.
Tutto questo con un investimento di risorse piuttosto limitato: due unità di personale a tempo pieno, alcuni colleghi impegnati una volta alla settimana, e poco più di cento milioni di lire a carico delle "Biblioteche di Roma", soprattutto per acquisto libri, per un totale di circa 6000 nuove accessioni: libri nuovi, scelti e comprati espressamente allo scopo. E forse questo più di altro ha fatto "impennare" il movimento dei prestiti, che spesso si è avvicinato ai 1000 mensili: fate voi la media!
Ovviamente tutto questo non sarebbe stato possibile senza un clima di buona collaborazione con tutto il personale carcerario, dalle direzioni fino agli agenti dei reparti.
Molto è stato fatto, molto è ancora da fare. La Direzione di ogni istituto nel frattempo ha realizzato - con finanziamenti del DAP - le reti informatizzate interne agli istituti, che ora vanno allacciate alla rete del sistema bibliotecario cittadino, aprendo così una nuova fase del nostro lavoro. Con la formazione informatica dei detenuti bibliotecari e la catalogazione informatizzata ci prepariamo ad affrontare finalmente la vera sfida del nostro progetto: la piena integrazione delle biblioteche carcerarie nel sistema bibliotecario informatizzato della città. Le biblioteche della città per il carcere, le biblioteche del carcere per la città.


DE GROSSI, Fabio. Biblioteche in carcere: l'esperienza romana. «AIB Notizie», 13 (2001), n. 7, p. 6.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2001-07-28 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n13/01-07degrossi.htm

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