[AIB]AIB Notizie 8/2001
AIB-WEB | AIB Notizie | Sommario fascicolo 8/2001

Bibliotecari e pubblica amministrazione

di Vittorio Ponzani

La responsabile della Biblioteca comunale di Rubiera ha inviato in AIB-CUR un allarmato messaggio che denuncia la situazione che sta vivendo nel suo luogo di lavoro. La vicenda è molto delicata e tocca diversi aspetti della nostra professione (e non solo). Si può provare a riassumerla così: la sala telematica di Rubiera, una delle realtà più avanzate della provincia di Reggio Emilia, fa parte di un progetto di servizio integrato nel sistema bibliotecario: la sala telematica, tra l'altro, si trova nello stesso edificio della biblioteca comunale, condivide lo stesso catalogo elettronico, utilizza lo stesso software di gestione e osserva gli stessi orari di apertura.
Il sindaco di Rubiera ha deciso di dare la sala telematica in gestione autonoma ad un'associazione culturale, che finora non ha avuto alcuna esperienza specifica nel settore della gestione dei servizi bibliotecari. La preoccupazione espressa dalla collega è che questa decisione possa danneggiare il servizio offerto agli utenti e per questo chiede ai colleghi della lista tutta la documentazione disponibile (legislazione, norme IFLA e Unesco, carte dei servizi ecc.) per tentare di opporre all'amministrazione le proprie ragioni.
L'aspetto singolare della vicenda (soprattutto se si tiene conto della furiosa reazione che si è innescata in seguito) è che tale messaggio ha ricevuto una sola risposta, per altro molto tecnica. Pochi giorni dopo arriva un altro mail che proviene dallo stesso indirizzo di posta elettronica della bibliotecaria di Rubiera, ma che invece veicola il messaggio della responsabile del settore Scuola sport cultura del comune. La funzionaria, con un linguaggio (a dir poco) molto burocratico, prende le distanze dalle posizioni espresse dalla bibliotecaria, rettificando le affermazioni fatte da quest'ultima e censurando il suo comportamento, in quanto avrebbe danneggiato l'immagine del comune e delle persone coinvolte nella vicenda. Segue, all'interno dello stesso e-mail, uno scritto della bibliotecaria, che ritratta quanto affermato nel messaggio precedente, ammettendo che il proprio comportamento è stato frutto esclusivamente di un momento di irritazione personale e chiedendo per questo scusa per lo sfogo personale sia all'amministrazione del comune che alla lista di discussione.
Se fino a questo momento la lista era rimasta piuttosto tiepida, l'intervento della dirigente ha scatenato una violenta reazione, soprattutto perché la smentita della bibliotecaria è apparsa davvero un po' troppo forzata e imposta dall'alto. Molti bibliotecari hanno manifestato la propria solidarietà alla collega di Rubiera, sottolineando la sua competenza e la passione dimostrata in anni di professione, e contestando, nel merito e (soprattutto) nella forma, la risposta della funzionaria.
Lo sdegno di molti messaggi si è concentrato soprattutto contro l'atteggiamento di censura della dirigente, che è stata percepita come limitazione della libertà di espressione di un professionista che scrive a una lista di discussione di colleghi per chiedere documentazione e suggerimenti, soprattutto dal momento che il primo messaggio della bibliotecaria è apparso non offensivo, privo di espressioni volgari, ma solo carico di passione (forse eccessiva) nei confronti della propria professione. Vengono citati, più o meno a proposito, la Santa Inquisizione e i processi di Mosca, don Camillo e Peppone, le purghe staliniane e l'ottusità burocratica che opprime l'universo della pubblica amministrazione. La temperatura è salita ancora quando sono stati resi pubblici i provvedimenti disciplinari a carico della bibliotecaria, la quale è stata sollevata da qualsiasi responsabilità gestionale della sala telematica ed è stata sospesa dalla partecipazione a qualsiasi commissione o riunione in qualsiasi ambito.
Alcuni messaggi sollevano il problema relativo alla tutela del segreto epistolare, cioè se sia legittimo che la funzionaria sia venuta a conoscenza del messaggio passato in lista, dal momento che è assai improbabile che questa sia iscritta ad AIB-CUR. Altri messaggi, al contrario, paragonano una lista di discussione ad un convegno, dove chiunque può partecipare e dove quindi non esistono particolari problemi di riservatezza, ma questo non interferisce sul generale giudizio negativo nei confronti di una reazione percepita come assolutamente eccessiva.
Alcuni mail infine domandano cosa possa fare l'AIB e quale sia il ruolo di un'associazione professionale, soprattutto in un caso come questo in cui il problema, più che di natura puramente biblioteconomica, riguarda il più generale problema della libertà di pensiero e di espressione. A questo proposito viene ricordato come l'American Library Association abbia un forum per la discussione dei problemi relativi alla libertà intellettuale delle biblioteche e dei bibliotecari (http://www.ala.org/alaorg/oif/ifrt_inf.html)
L'AIB interviene con un messaggio di Andrea Paoli, Segretario nazionale, e di Loredana Vaccani, membro del Comitato esecutivo nazionale dell'AIB e coordinatrice dell'Osservatorio lavoro. In entrambi i messaggi si sottolinea come l'Associazione sia molto attenta ai problemi legati alla professione dei bibliotecari e che, nelle diverse situazioni che si presentano, lavora per offrire consigli tecnici e supporto professionale.


In relazione al caso di Rubiera e ad altri simili, non sempre resi noti alla lista, visti i ripetuti richiami e la legittima aspettativa dei soci rispetto a un intervento dell'Associazione, ritengo opportuno informarvi che il Presidente e il CEN seguono con attenzione le situazioni in questione, tengono i contatti ritenuti utili anche con gli interessati, forniscono consigli e supporti.
La delicatezza dei percorsi che ogni vicenda può assumere suggerisce di agire caso per caso rispetto alla natura dell'episodio e ai soggetti in gioco, valutando i tempi opportuni, le azioni più efficaci nell'interesse del collega, la dovuta discrezione.
Ringraziamo comunque tutti coloro che hanno espresso opinioni in merito e proposte di intervento in quanto sono di aiuto a una migliore valutazione della strategia da adottare.
Cordiali saluti
Andrea Paoli
Segretario nazionale dell'AIB

Facendo seguito al messaggio della segreteria nazionale AIB, si possono rafforzare i concetti espressi e condivisi, precisando che spesso proprio attraverso l'Osservatorio lavoro (struttura di servizio dell'AIB), oltre ad organizzare seminari esplicativi sull'applicazione dei contratti, dove richiesto, si cerca di fornire consigli tecnici e supporti, percorsi da seguire, pur avendo chiaro che l'associazione non si può e non si deve sostituire all'azione sindacale.
I casi affrontati sono tanti e diversificati, ma sempre attraverso contatti diretti,anche perché spesso la delicatezza dei casi lo richiede. Anche per il caso Rubiera il contatto con la collega Dagmar non è venuto meno e continuerà: si cercherà, in accordo con l'interessata e con i suoi legali, di cercare il modo migliore per poter eventualmente intervenire.
A Dagmar tutta la nostra solidarietà e l'assicurazione che non è sola nella difesa della sua professionalità.
Loredana Vaccani
Comitato Esecutivo Nazionale AIB
Coordinatrice Osservatorio Lavoro AIB


PONZANI, Vittorio. Bibliotecari e pubblica amministrazione. «AIB Notizie», 13 (2001), n. 8, p. 19.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2001-09-15 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n13/01-08ponzani.htm

AIB-WEB | AIB Notizie | Sommario fascicolo 8/2001