[AIB]AIB Notizie 5/2002
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Library Advocacy - Difesa della biblioteca

di Maurice J. Freedman

Vorrei iniziare con una battuta, adatta a ogni circostanza, ma utilissima soprattutto per chi, come noi, deve sostenere una battaglia per il riconoscimento, il finanziamento e il sostegno alle biblioteche.
Improvvisamente appare un angelo a un incontro di facoltà e dice al direttore della biblioteca che, come premio per il suo comportamento disinteressato ed esemplare, il Signore gli concederà la possibilità di scegliere tra un'infinita ricchezza, saggezza o bellezza.
Senza alcuna esitazione l'uomo sceglie l'infinita saggezza. «Cosa fatta!» dice l'angelo, e poi scompare in una nuvola di fumo e di luce. Tutti si volgono al direttore, il quale siede circondato da un alone di luce. "Dì qualcosa!" gli chiede uno di loro, e il direttore risponde: «Avrei dovuto prendere i soldi...».
Sfortunatamente, noi bibliotecari sembriamo spesso attendere che qualcuno ci chieda cosa vogliamo o di cosa abbiamo bisogno. Spesso sappiamo di non poter chiedere altri soldi e altro personale per le nostre biblioteche, o di chiedere di poter sedere al tavolo delle decisioni importanti, quelle che avranno effetti su di noi e sui nostri utenti, o ancora di pubblicizzare noi stessi cosicché gli utenti possano comprendere quali e quante risorse possono trovare nelle nostre biblioteche.
La "difesa della biblioteca" è la chiave per biblioteche e bibliotecari per ottenere la visibilità e il sostegno necessari per portare a termine la nostra missione. Ma cos'è un "difensore"? Uno che promuove una causa, sostiene una tesi in favore di qualcun altro. I difensori della biblioteca credono nell'importanza di un accesso libero ed equo all'informazione in una società democratica. I difensori della biblioteca sono convinti che biblioteche e bibliotecari siano di vitale importanza per il futuro di una nazione in grado di gestire l'informazione. I difensori della biblioteca devono parlare in suo favore in ogni occasione.
Tutti possono esserlo: responsabili di biblioteche, bibliotecari e personale delle biblioteche, leader istituzionali e della comunità, utenti... La difesa della biblioteca assume maggior forza se tutti i suoi sostenitori si mobilitano insieme e parlano forte, chiaro e con voce univoca.
Personalmente ho contribuito in vari modi alla difesa della biblioteca, ottenendo un aumento dei finanziamenti, facendo promulgare o abrogare leggi che avrebbero avuto effetti significativi sulle biblioteche e sui loro utenti, sensibilizzando i leader politici e l'opinione pubblica circa i valori centrali delle biblioteche in una democrazia, incluso un più ampio e libero accesso all'informazione stampata o in linea per tutti.
La difesa della biblioteca non è facile. Richiede uno sforzo continuo e notevole e la volontà di cogliere tutte le occasioni possibili via via che si presentano, nonché un certo sesto senso per capire quanti sono gli ostacoli a questa nostra mobilitazione. Infine, dobbiamo avere un atteggiamento positivo e non accettare la sconfitta.
I bibliotecari possiedono molte di queste qualità, ma molti di essi non sono ancora divenuti difensori della biblioteca. Questo perché alcuni ritengono che perorare la causa della biblioteca, divenire più visibili sia poco indicato, in quanto associano quest'azione con il prendere le parti di una particolare idea od opinione, o come la rappresentazione di un interesse particolare. Spesso i bibliotecari allontanano il marketing e gestiscono con superficialità il rapporto con il pubblico. Spesso essi ritengono che il nostro agire parli per noi, che le nostre azioni suppliscano il bisogno di tante parole. Questo non è vero. Per noi stessi e per i nostri utenti noi dobbiamo diventare abili difensori e reclutare altri per la nostra causa.
A questo punto vorrei portare qualche esempio maturato nell'ambito dell'American Library Association e della mia personale esperienza. A causa di tagli ai finanziamenti per le biblioteche negli Stati Uniti e alla crescita della privatizzazione delle fonti d'informazione pubblica, l'ALA ha intrapreso un'intensa campagna contro i tagli di bilancio nel 1991. Abbiamo portato ovunque il nostro messaggio - Vale la pena combattere per le biblioteche - per la strada in diverse città degli Stati Uniti. Abbiamo dato seguito a questa campagna con un piano di comunicazione a lungo raggio che ha investito anche i media, in modo da raggiungere i leader della nostra comunità. Abbiamo creato una rete di relatori e una campagna telefonica che ha attirato più di 250.000 sostenitori per il finanziamento alle biblioteche.
La battaglia per mantenere i finanziamenti federali è stata vinta, e sono stati incrementati anche i finanziamenti locali. È servito un esercito di difensori, i quali hanno intrapreso un'azione di lobby nei confronti dei legislatori e hanno attirato nuovi difensori in tutto il paese.
Sono passati dieci anni da quando l'ALA ha avviato le sue prime iniziative di difesa, e non c'è dubbio che siano state veramente efficaci. Ora infatti i legislatori riconoscono nelle biblioteche gli uffici centrali delle nostre infrastrutture informative globali, nazionali e locali. Una buona difesa delle biblioteche ha comportato negli Stati Uniti un aumento - forse non ancora sufficiente - dei finanziamenti federali, un programma di sovvenzioni per le telecomunicazioni elettroniche e un nuovo Istituto federale per i servizi bibliotecari e museali. Eppure, molte biblioteche non ricevono ancora sufficienti finanziamenti e dispongono ancora di scarso personale: è per questo che quello dei difensori delle biblioteche dev'essere un processo continuo.
Quando l'ALA ha condotto dei lavori di ricerca e ha dato vita a dei focus groups per la campagna in favore delle biblioteche americane - una campagna quinquennale di iniziative per la sensibilizzazione del pubblico lanciata lo scorso anno - per comprendere qual è la percezione che il pubblico ha delle biblioteche, dal lavoro di questi gruppi sono emersi molti fattori importanti, che potrebbero valere anche per le biblioteche italiane.
1) Le biblioteche sono conosciute, ma forse sono date per scontato. In generale, il pubblico americano sostiene le biblioteche. Esse sono viste come punto centrale delle nostre scuole, dei campus universitari e della comunità, in quanto forniscono quei servizi che sono richiesti e necessari a ogni livello della società. Ma un effettivo sostegno dovrebbe mobilitarsi in occasione di dibattiti politici, in favore di campagne di finanziamenti. Abbiamo compreso che dobbiamo dimostrare il valore delle biblioteche e allo stesso tempo incoraggiare iniziative a sostegno delle biblioteche.
2) Le biblioteche sono dovunque, ma non sono sempre così visibili come dovrebbero. La gente sa che le biblioteche ci sono, e sa che esse forniscono un servizio fondamentale. Ma le biblioteche non fanno un buon lavoro di commercializzazione in maniera visibile e creativa. Esse devono assumere maggiore visibilità e divenire una priorità nella mente delle persone.
3) Le biblioteche sono davvero uniche, ma devono imparare ad affrontare una nuova forma di concorrenza. Negli Stati Uniti la gente a volte chiede a cosa servano le biblioteche quando ci sono Internet e le megalibrerie che offrono un'informazione più rapida e comoda, ora più che mai. Questo evidenzia il ruolo pre-tecnologico delle biblioteche, non ci aiuta a mostrarle come punti centrali della rivoluzione informativa né ad attirare nuovi talenti alla professione bibliotecaria: il termine "bibliotecario" fa pensare al topo di biblioteca, a una persona timida e silenziosa, senza contare il problema della retribuzione ancora troppo bassa. Dunque, noi dobbiamo apprendere dai nostri concorrenti, senza però alterare la nostra identità, storia e missione.
Tutti questi fattori emersi sono stati ben sottolineati nei messaggi che abbiamo creato per informare gli utenti reali e potenziali, i leader della comunità e i media. Noi vogliamo che la gente capisca che le biblioteche stanno cambiando, sono luoghi dinamici, luoghi che offrono delle occasioni, che ti portano il mondo, e che i bibliotecari sono da considerare dei veri e propri motori di ricerca.
Questi sono i contenuti della Campagna mondiale per le biblioteche. Ho appreso con piacere che l'Italia è stato uno dei primi paesi al mondo ad aderirvi. Questa campagna vi offre tanti strumenti utili per difendere le vostre biblioteche. Uno dei più conosciuti tra questi strumenti è un marchio chiamato @ your library, in italiano @lla tua biblioteca. Si tratta di un marchio della nostra identità, un concetto nuovo per le biblioteche, che speriamo unirà gli sforzi per la difesa delle biblioteche in tutto il mondo. Il marchio è unico, ma è abbastanza flessibile da poter essere applicato a ogni tipo di biblioteca. Allo stesso tempo esso ci consente di parlare a voce univoca e ricordare alla gente tutte le incredibili risorse che si possono trovare in biblioteca.
Se non avete ancora sentito parlare di questa campagna, vi consiglio di documentarvi, poiché essa offre molti spunti, inclusi messaggi, loghi e consigli per programmi e pubblicità. Un altro strumento utile offerto dall'ALA è il Manuale del difensore delle biblioteche. Molte delle informazioni che vi ho dato in quest'occasione si trovano in questo opuscolo, pubblicato per ora solo in inglese e consultabile anche sul sito Web dell'ALA alla voce "Advocacy".
Una delle prime cose che questo opuscolo vi dirà è che, una volta che avete deciso di diventare un difensore della biblioteca, vi occorre un piano d'azione che vi renda efficaci. La difesa della biblioteca dev'essere legata agli obiettivi della biblioteca stessa e ai programmi di sensibilizzazione del pubblico. Prima di iniziare qualsiasi cosa, dovete sapere esattamente quello che volete. Più denaro? Una nuova legge? Una nuova politica? Una maggiore sensibilizzazione del pubblico sulla missione della biblioteca e sul suo ruolo all'interno della comunità? Una volta che avrete identificato i vostri obiettivi sarete pronti per organizzare il vostro piano. Per rendere la vostra azione efficace, vi servirà l'aiuto e il sostegno del personale, dei responsabili della biblioteca e degli utenti: un vero esercito di persone disposte a parlare in favore della biblioteca. Per avere maggior forza, la vostra rete di difensori deve rappresentare una larga sezione della vostra comunità. Infatti, più la vostra rete è vasta e diversificata, maggiore sarà l'influenza che eserciterà sulla comunità.
In secondo luogo, vi serve un messaggio chiaro. Quelli della campagna americana sono a vostra disposizione: potete usarli e personalizzarli, e vi consiglio di studiare i modi migliori per diffondere questi messaggi. Dovete inoltre conoscere bene chi fa parte della vostra rete di difensori: di quale altra organizzazione fanno parte? Sono disposti a scrivere delle lettere, a contattare i legislatori o a reclutare altri difensori? Hanno dei contatti importanti che vi possono essere utili? Una volta avute tutte le informazioni necessarie sul vostro esercito, assicuratevi che queste siano sempre aggiornate su ognuno, così da poter contattare chiunque tempestivamente.
A questo punto, cosa fare subito per aiutare biblioteche e bibliotecari?
1) Aderite alla campagna mondiale per le biblioteche @lla tua biblioteca. Scoprite sempre nuovi modi per usare questo marchio.
2) Chiedete ai vostri utenti in che modo avete cambiato la loro vita - le loro risposte possono essere più utili di tanti fatti o statistiche - e reclutateli nella vostra rete di difensori.
3) Parlate a voce alta, fatevi sentire. Chiedete di poter fare una presentazione della vostra biblioteca agli incontri politici, professionali, religiosi, universitari e scolastici, governativi e di altri gruppi della comunità. Fate sapere loro perché dovrebbero - e in che modo possono - sostenere le loro biblioteche. Parlate con chi prende le decisioni nella vostra comunità e con i media in modo da far arrivare i vostri messaggi il più lontano possibile.
Ognuno di noi ha infinite possibilità di parlare in favore delle biblioteche nella vita quotidiana. Parlarne oggi renderà le biblioteche più forti e servirà ad assicurare un accesso libero e universale all'informazione per le generazioni future.
[Traduzione di Sara Moretto]

freedman@wlsmail.org


FREEDMAN, Maurice J. Library advocacy - Difesa della biblioteca. «AIB Notizie», 14 (2002), n. 5, p. II-III.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2002-05-25 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n14/02-05freedman.htm

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