[AIB]AIB Notizie 7/2002
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Alzi la mano quel bibliotecario...

Dario D'Alessandro

Alzi la mano quel bibliotecario che, almeno in un’occasione, avendo a che fare con un lettore pedante, o ancor peggio, arrogante, maleducato e presuntuoso, non ha abusato del suo potere sui libri ritardando i tempi di consegna, o interpretando il regolamento alla lettera, non ha escluso l’inopportuno utente dal prestito di un determinato libro (non voglio considerare l’eventualità che qualcuno abbia addirittura mentito dicendo che il volume incriminato, presente nei depositi, era invece in prestito o dal legatore o fuori posto).
Così come il cleptomane è convinto di non essere visto da nessuno mentre compie il furto di un oggetto spesso inutile, così il bibliotecario pensa che quest’aspetto della sua vita professionale non sia conosciuto da alcuno al di fuori degli addetti ai lavori. Ma non dev’essere così se il cinema, narratore di grandezze e di miserie umane, non ha mancato di soffermarsi su questo comportamento biblioteconomicamente scorretto. Uno spassoso esempio è nel film Assassinio sul treno di George Pollock, Gran Bretagna, 1962, tratto dal romanzo di Agatha Christie 4,50 from Paddington. Qui incontriamo un bibliotecario mentre nega ad una lettrice l’ultimo libro giallo di uno scrittore dicendole, mentendo, che non è ancora pervenuto alla biblioteca; poi, quando si presenta miss Marple, lo tira fuori da sotto il bancone. Il fatto non passa inosservato all’altra lettrice che reclama, ed ottiene, la precedenza nel prestito.
Una scena drammatica è invece in Kes di Ken Loach, Gran Bretagna, 1969, ove una bibliotecaria di Notthingam, inflessibile quanto arrogante, strumentalizza il regolamento – che prevede l’iscrizione per ottenere il prestito – per rifiutare un libro ad un ragazzo povero che vive nel più degradato quartiere della città. Ma nel giovane il desiderio di conoscenza è così forte che entra in una libreria e ruba il libro, commettendo così un atto illegale dopo il diniego ad una richiesta legittima.
Parafrasando il principio della fisica che ci ricorda che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, in biblioteca la regola potrebbe essere “prestito negato, libro rubato”, com’è provato anche nel film Billy Elliot di Stephen Daldry, Gran Bretagna, 2000. Qui troviamo il giovane futuro ballerino dell’Opera di Londra che, entrato in un bibliobus e vistosi negare in prestito un volume sulla danza perché non appartenente alla sezione ragazzi, approfitta di un momento di distrazione della bibliotecaria e si porta via il libro.
Potrebbe essere esempio da imitare quello dell’anziana bibliotecaria che in Matilda 6 mitica di Danny DeVito, USA, 1996, suggerisce alla piccola lettrice di prendere la tessera della biblioteca per potersi portare a casa i libri che vuole, mentre è discutibile il comportamento dell’aiuto bibliotecaria Jenny Cavalieri (Ali McGraw) che in Love Story di Arthur Hiller, USA, 1970, cerca di negare a Oliver Barrett IV (Ryan O’Neal) L’autunno del medioevo perché lui appartiene ad un’università di ricchi mentre la biblioteca del college dove lei studia e lavora ha solo poche migliaia di volumi.
Quanto ad un giudizio sul comportamento del giovane bibliotecario Neil Klugman (Richard Benjamin) che ne La ragazza di Tony di Larry Peerce, USA, 1969, subisce un richiamo dal direttore per il fatto che tiene da parte un volume che un piccolo lettore di colore va quotidianamente a leggere, io personalmente non ho alcun dubbio: sono tutto dalla parte di Neil.

biblioteca@provincia.pescara.it

D'ALESSANDRO, Dario. Alzi la mano quel bibliotecario. «AIB Notizie», 14 (2002), n. 7, p. 9.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2002-07-27 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n14/02-07dalessandro.htm

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