[AIB]AIB Notizie 7/2002
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MARCHE

Rapporto tra le innovazioni istituzionali in atto e le istituzioni bibliotecarie

Flavia Emanuelli

Lo scorso 9 aprile si è tenuta in Ancona, nella sede della Pinacoteca civica, in occasione dell’Assemblea sociale dell’AIB regionale, una giornata di studio sul tema del rapporto tra le innovazioni istituzionali in atto e le istituzioni bibliotecarie.
L’Assessore regionale Cristina Cecchini, che ha recentemente assunto anche la delega per la cultura, ha svolto una relazione ampia e dettagliata di carattere istituzionale e programmatico.
Si è partiti dall’analisi puntuale delle attribuzioni che derivano alle Regioni dalla recente normativa nazionale di settore dalla quale emerge, come dato più innovativo, la partecipazione della Regione a una serie di attività in materia di beni culturali, fortemente caratterizzate a livello tecnico, che investono il profilo della tutela: censimento, catalogazione, definizione di metodologie comuni, vigilanza sui beni culturali, formulazione delle proposte ai fini dell’apposizione del vincolo, pareri concernenti l’esportazione, diritto di prelazione: sono i principi di cooperazione che vengono posti a fondamento del riassetto organizzativo del settore e prioritario appare il principio della compartecipazione alle funzioni degli altri livelli di governo.
In questo quadro di riferimento si inserisce la nuova articolazione dell’organizzazione regionale (l.r. 20/2001) che, anche in materia di beni e attività culturali, intende perseguire una gestione dell’azione amministrativa il più possibile funzionale alle esigenze di conservazione e valorizzazione del patrimonio, di sviluppo dell’organizzazione regionale di archivi, biblioteche, musei, ma soprattutto calata in una prospettiva dinamica volta a garantire la fruibilità pubblica quanto più allargata possibile, riconoscendo il valore che la cooperazione viene ad assumere quando sia riferita alle attività inerenti la valorizzazione e il godimento pubblico dei beni culturali.
C’è la necessità di potenziare il ruolo precipuo dell’ente Regione in materia di programmazione culturale, come sancito dalla Costituzione e fortemente sottolineato dalla normativa più recente, programmazione che è tanto più efficace quanto più è consapevole, fondata su conoscenze allargate ed approfondite e saldamente ancorata al perseguimento dell’interesse pubblico che solo l’Istituzione può garantire attraverso i suoi organi e il proprio personale.
Rispetto a queste premesse l’Assessore ha sottolineato con forza la scelta di porre il tema della fruizione al centro dell’Accordo quadro tra Stato e Regione in materia di beni e attività culturali che è attualmente in fase di elaborazione.
È stato poi presentato un progetto, ora allo studio degli uffici regionali, rivolto prioritariamente ai musei del territorio, ma che potrà coinvolgere anche biblioteche e archivi. Il progetto prevede un finanziamento speciale per tre anni al fine di assicurare la fruizione pubblica degli Istituti attraverso la qualificata presenza di giovani professionisti del settore; l’obiettivo è duplice: ridurre la disoccupazione intellettuale in ambito umanistico, problema piuttosto sentito nelle Marche, e realizzare un salto di qualità nell’erogazione dei servizi culturali del territorio.
Quanto allo specifico del Sistema delle biblioteche marchigiane, che pure presenta un livello di strutturazione notevolmente articolato e complesso, anche qui si è ribadito l’obiettivo della crescita complessiva dei servizi all’utenza in un’ottica di specializzazione ed innovazione, favorendo l’integrazione di energie, progetti e risorse.
Il Piano regionale per i beni e le attività culturali, primo Piano di settore regionale per la cultura, individua infatti come centrale, nella programmazione bibliotecaria, il miglioramento complessivo della qualità dei servizi, da perseguirsi in particolare attraverso l’ampliamento delle possibilità di accesso al patrimonio, anche logicamente attraverso la disponibilità di cataloghi automatizzati, e l’incremento delle risorse informative a cui poter attingere (collegamento a basi dati, cataloghi cumulati ecc.)
Seppure in una situazione di carenza di risorse finanziarie per il settore, alcune importanti iniziative sono state positivamente avviate.
Tra gli altri, il progetto dell’Archivio musicale regionale, attualmente in fase di sperimentazione e, in tempi brevi, disponibile in rete. L ’Archivio musicale, sviluppato nell’ambito del progetto MUSA – Musica antica Marche, prevede le seguenti finalità:
– accorpamento delle fonti marchigiane in una base dati unitaria che dia conto del patrimonio musicale regionale antico nel suo complesso;
– possibilità di interrogazione della stessa base dati attraverso la rete Internet, così da assicurare la massima accessibilità alle informazioni;
– possibilità di scaricare i dati di riferimento per ciascuna biblioteca o archivio che abbia avuto il proprio fondo musicale catalogato per consentire la visibilità, anche cartacea, del catalogo del singolo fondo musicale.
La base dati informatizzata consultabile in rete, sarà allineata con i protocolli utilizzati dal Servizio Informatica della Regione Marche e nel contempo dovrà mantenere la compatibilità con la procedura nazionale per consentire la prosecuzione dell’implementazione dei dati marchigiani nell’Indice SBN.
Sono previsti il recupero di 3000 schede relative a manoscritti musicali e libretti per musica, la digitalizzazione di ulteriori 3000 schede e, successivamente, l’inserimento dei dati man mano che vengono prodotte le schede.
Il Piano di settore per la cultura prevede altresì una riorganizzazione delle attività SBN attraverso la ridefinizione degli obiettivi e delle metodologie, salvaguardando tuttavia il valore di riferimento nazionale ed internazionale che attiene al catalogo SBN.
Nel processo di aggiornamento vanno perseguiti il potenziamento dell’attività di catalogazione, lo sviluppo dell’efficienza dell’attività di ricerca, lo sviluppo delle possibilità di fruizione del patrimonio.
La Regione Marche intende affrontare un tema percepito come cruciale in questa fase di riorganizzazione delle biblioteche e dei sistemi di automazione, vale a dire lo sviluppo delle forme di accesso all’informazione in un contesto di integrazione delle risorse di diversa natura e dei servizi.
Denominatori comuni sono da una parte le soluzioni tecnologiche orientate alla condivisione di standard, di protocolli e di prodotti aperti, dall’altra l’estrema attenzione a rispondere alle aspettative e ai bisogni, anche inespressi, dell’utente.
Obiettivi generali sono pertanto: il rafforzamento dell’unitarietà logica del sistema regionale; il potenziamento di banche dati condivise a livello provinciale e regionale; lo sviluppo di reti di comunicazione interbibliotecaria per una organizzazione integrata dei servizi; il riversamento nell’Indice nazionale SBN degli archivi Sebina relativi alle biblioteche storiche e di rilevante interesse regionale.
Per raggiungere queste finalità il Centro beni culturali, in collaborazione con il Servizio Informatica, ha presentato al Ministero per i beni e le attività culturali un Piano per lo sviluppo di SBN nel territorio regionale da realizzarsi con l’utilizzo dei ‘Fondi UMTS’.
Il progetto prevede un onere complessivo di circa 400.000 Euro di cui 100.000 a carico del bilancio regionale e 300.000 derivati da risorse dei Fondi UMTS.
Un altro importante progetto a cui si sta lavorando per la valorizzazione del patrimonio bibliografico storico è la mostra "Collectio Thesauri", che si propone di offrire uno spaccato su i fondi di eccellenza conservati nelle principali Biblioteche di tradizione delle Marche in stretto collegamento con un percorso di studi sul collezionismo storico che dal XV al XIX secolo ha determinato nelle Marche il sorgere delle grandi strutture culturali pubbliche.
Da ultimo è stata ricordata la recente firma del Protocollo d’Intesa tra Regione Marche e Soprintendenza archivistica per le Marche per lo sviluppo dell’organizzazione archivistica regionale ( il testo del documento è già consultabile sul sito Cultura della Regione Marche).
Una prima attuazione del Protocollo è partita con l’avvio del Censimento degli archivi storici ospedalieri ed è in fase di studio la realizzazione della banca dati informatizzata degli archivi marchigiani da realizzarsi sempre in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e in rapporto al programma SIUSA (Sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche) in via di sperimentazione presso la Direzione generale degli Archivi. Tale scelta potrà consentire un proficuo scambio di dati, basti pensare alla banca dati realizzata dal Ministero con il progetto ‘Anagrafe’ – il progenitore di SIUSA – in cui sono presenti notizie relative alla quasi totalità degli archivi storici comunali marchigiani.
Un breve accenno, ma il tema è importante ed è necessario richiamarlo, va fatto alle graduatorie regionali per catalogatori di fondi librari antichi a stampa e fondi librari moderni.
È stata fatta la scelta di promuovere una selezione pubblica anche per la catalogazione bibliografica a fianco dei beni storico artistici, archeologici. architettonici, ecc., anche se la legge regionale per la catalogazione del patrimonio non prevede finanziamenti specifici per i beni librari.
L’obiettivo è stato quello di fornire un servizio sia agli enti sia ai giovani professionisti del settore: si è assistito infatti talvolta al paradosso di finanziamenti inutilizzati da un lato e di catalogatori senza lavoro dall’altro.
I risultati vedono: per la graduatoria relativa ai fondi librari antichi, 27 candidati che sono risultati idonei alla prova scritta ( su 43 presenti) e10 candidati che hanno raggiunto o superato la soglia prevista dal bando dei 51 punti (tra prova e titoli); per la graduatoria relativa ai fondi librari moderni 48 candidati ( su 67 presenti) che sono risultati idonei alla prova scritta e 22 candidati che hanno raggiunto o superato la soglia prevista dei 51 punti.
Certamente le modalità di realizzazione della selezione sono perfettibili, ma va sottolineata la svolta significativa in ordine ad un’attenzione sempre più insistita per l’importanza della qualificazione professionale nel settore dei beni culturali.
L’articolato intervento dell’assessore Cecchini ha suscitato apprezzamento e interesse tra i bibliotecari presenti : è stata sottolineata in particolare l’opportunità che l’Amministrazione regionale mantenga un ruolo forte nel settore promuovendo forme di coordinamento organico tra tutti i soggetti coinvolti e assicurando l’erogazione di servizi tecnici unitari per il territorio.
A conclusione della giornata di studio è stato presentato il questionario elaborato dal gruppo di lavoro della Sezione coordinato da Anna Della Fornace, per una indagine conoscitiva sulle forme del lavoro nelle biblioteche pubbliche della regione.
Un momento di particolare coinvolgimento ha visto il ringraziamento al socio Luciano Egidi a conclusione della sua attività di bibliotecario presso l’Istituto Cini di Osimo. Rosalia Bigliardi, a nome dei colleghi, ha rivolto l’indirizzo di saluto ed ha ricordato l’attività scientifica e di servizio svolta in oltre un trentennio di lavoro nella biblioteca e nell’archivio storico.

EMANUELLI, Flavia. Rapporto tra le innovazioni istituzionali in atto e le istituzioni bibliotecarie. «AIB Notizie», 14 (2002), n. 7, p. 22-23.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2002-07-27 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n14/02-07emanuelli.htm

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