[AIB]AIB Notizie 7/2002
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Buon compleanno, AIB-CUR!
Il decennale della lista di discussione dei bibliotecari italiani

Vittorio Ponzani

Anche se pochi messaggi lo hanno ricordato, questa rubrica non poteva non segnalare il decennale di AIB-CUR, la lista di discussione dei bibliotecari italiani che, con oltre 19.000 messaggi e 3100 iscritti, ha contribuito in modo significativo ad arricchire il dibattito tra i professionisti dell’informazione in Italia.
Alessandro Bertoni, oggi responsabile del sistema bibliotecario dell’Università Ca’ Foscari, è stato l’autore del primo messaggio circolato nella lista. Si trattava semplicemente di un messaggio di prova, ma che oggi, a dieci anni di distanza (un tempo enorme nell’ambito delle nuove tecnologie), assume un valore “storico”. Ecco il testo del primo mail passato in AIB-CUR:

Date: Wed, 10 Jun 92 11:24:09 GMT
Reply-To: Discussione Associazione Italiana Biblioteche

Sender: Discussione Associazione Italiana Biblioteche
From: "a.bertoni"

prova di annuncio

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Commissione Universit{ Ricerca dell'Associazione Italiana Biblioteche

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Alessandro Bertoni Phone: +39-59-350330
Bibl. Economia e Comm. Fax: +39-59-343562
Via Giardini, 456 Telex:
41100 Modena - Italy E-mail: bertoni@imosab.bitnet

Lo stesso Bertoni rievoca oggi, in un messaggio alla lista, l’inizio di questa avventura: «Cari amici della lista, esattamente dieci anni fa, a quest'ora, inviavo un primo messaggio di prova, dando così materialmente avvio alla lista AIB-CUR. Il messaggio [...] partiva da un personal computer – un "286" o un "386", non ricordo bene – della Biblioteca della Facoltà di Economia dell'Università di Modena. Composto con un editor in ambiente VTAM (roba da archeologia informatica), era destinato al LISTSERVER dell'IUAV di Venezia, che – grazie alla disponibilità e all'intuito di Pierre Piccotti – rese tecnicamente possibile ed ospitò nei primissimi tempi la nostra lista, poi consolidatasi presso il Cineca. Non ricordo quanti destinatari ricevettero quel messaggio: forse solo io e Pierre, come si conviene nelle prime prove. Di sicuro entrambi allora – pur convinti della buona riuscita dell'iniziativa – non potevamo immaginare che questo messaggio dieci anni dopo avrebbe raggiunto oltre 3.000 caselle di posta elettronica […]. Certamente non sono sufficienti pochi dati quantitativi per valutare qualità ed adeguatezza di uno strumento informativo. Pregi e difetti vanno compresi, forme modi e contenuti devono necessariamente evolvere e progredire: quel che serve è uno sguardo critico a questi dieci anni, a quanto detto, fatto, lasciato incompiuto, tralasciato, dimenticato... Proprio per questo il decennale di AIB-CUR sarà oggetto di una apposita sessione a Roma, in occasione di Bibliocom (Roma, 17 ottobre 2002), il cui programma sarà a breve comunicato... ovviamente su AIB-CUR prima che altrove».
Appuntamento a Bibliocom 2002, quindi, per approfondire i temi relativi alla nascita e all’evoluzione della lista, ma anche per incontrare di persona molti colleghi conosciuti solo “virtualmente” e festeggiare insieme i dieci anni di AIB-CUR.

***

In AIB-CUR viene data la notizia che il 10 aprile 2002, a Pisa, si è costituita l’Associazione dei Bibliotecari documentalisti della sanità (BDS). Tra le principali ragioni che hanno portato un gruppo di bibliotecari a creare questa nuova associazione c’è l’esigenza, fortemente sentita soprattutto nell’ambito del Servizio sanitario nazionale (SSN), di vedere riconosciuta la figura professionale del bibliotecario biomedico, finora non prevista nel Contratto collettivo nazionale di lavoro del Comparto della sanità. La costruzione di un sistema informativo efficace, in grado di offrire un reale sostegno alla ricerca scientifica e alla pratica clinica, non può prescindere dalla presenza di bibliotecari qualificati che, d’altra parte, hanno il diritto di vedere riconosciuta la loro professionalità.
In un messaggio alla lista, la presidente della nuova associazione, Gaetana Cognetti, sottolinea come il bibliotecario biomedico lavori in un settore «in cui l’informazione è vitale nel senso pieno della parola: una buona informazione può salvare vite umane». Vengono riportati infatti i risultati di un’indagine citata negli «Annals of internal medicine» del 2000, secondo cui il lavoro di documentazione svolto dai bibliotecari presso le strutture sanitarie di Rochester, in Inghilterra, ha permesso di evitare la morte dei pazienti nel 19,2% dei casi, con effetti positivi sulla certezza della diagnosi e della terapia.
Viene tuttavia sollevato un dubbio, da parte di una bibliotecaria di grande esperienza in campo biomedico, sull’opportunità di creare una nuova associazione professionale di bibliotecari al di fuori dell’AIB, invece di perseguire i medesimi scopi all’interno dell’AIB stessa. Il rischio di frammentazione e di dispersione delle energie è grande – prosegue il messaggio – mentre sarebbe meglio unire le forze all’interno dell’AIB per portare avanti un’efficace azione di lobbying a sostegno delle biblioteche e per la tutela della figura e della professionalità dei bibliotecari. Ad esempio, i bibliotecari biomedici inglesi, invece di creare una nuova associazione, hanno costituito l’Health Libraries Group all’interno della Library Association.
In risposta a questa obiezione, alcuni responsabili del BDS ribadiscono con forza che la nascita di una nuova associazione non vuole essere assolutamente un allontanamento dall’AIB, che viene invece considerata come l’“associazione madre”, con la quale collaborare e confrontarsi continuamente al fine di un arricchimento reciproco. I BDS, infatti, già dalla loro prima formazione come gruppo all’inizio del 2000, hanno partecipato alle iniziative dell’AIB, facendo parte dell’Osservatorio lavoro e intendendo partecipare sempre di più, con il loro contributo, alla vita dell’AIB. È tuttavia necessario, secondi i BDS, garantire una struttura organizzativa specifica che consenta di coordinare le iniziative dei bibliotecari biomedici per lo sviluppo di una rete nazionale di strutture bibliotecarie del Servizio sanitario nazionale a cui siano garantiti finanziamenti adeguati e che siano dotati di personale qualificato. Occorre dunque abbandonare l’idea un po’ provinciale che sia sufficiente la buona volontà dei bibliotecari per garantire servizi di qualità: è invece necessario valorizzare le competenze di chi opera nelle biblioteche e nei centri di documentazione del SSN, ottenendo il riconoscimento giuridico della loro professionalità. Questo è particolarmente importante, dal momento che la considerazione in cui vengono tenute le biblioteche, sia da parte degli amministrativi che degli utenti, è un elemento decisivo per garantire un servizio efficace e utile per i cittadini.

ponzani@aib.it

L'archivio storico di tutti i contributi inviati in AIB-CUR è consultabile, da parte degli iscritti alla lista, a partire dall'indirizzo http://www.aib.it/aib/aibcur/aibcur.htm3

PONZANI, Vittorio. . «AIB Notizie», 14 (2002), n. 7, p. 6.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2002-07-27 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n14/02-07ponzani.htm

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