[AIB]AIB Notizie 10-11/2002
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L'ABC cresce: presentazione delle attività
dell'ultimo anno e delle esperienze più significative

Emanuela Costanzo

È il secondo anno consecutivo che l’Associazione biblioteche carcerarie (ABC), grazie alla disponibilità dell’AIB, si riunisce a Roma in occasione di Bibliocom, per incontrarsi con i suoi soci e simpatizzanti e discutere delle biblioteche in carcere.
Il 17 ottobre scorso ha aperto il Seminario il Presidente dell’ABC, Giorgio Montecchi (ordinario della cattedra di Biblioteconomia e Bibliografia presso l’Università statale di Milano), il quale ha illustrato i progressi dell’Associazione nel corso dell’ultimo anno sottolineando che non sono solo aumentate le iscrizioni, e quindi l’interesse nei confronti della funzione di questa struttura nel panorama biblioteconomico italiano; ma (è questa la grande novità) sono state sempre più frequenti le richieste di intervento presso le varie carceri italiane per avviare le attività di biblioteca.
Nel corso dell’ultimo anno, infatti, sono stati stabiliti contatti con le carceri di Como, Genova, Parma, Piacenza, Treviso, Cagliari, che si vanno ad aggiungere a quelli storici che legano l’ABC ai bibliotecari delle carceri di Roma, Torino, Padova, Bologna, Ravenna, Rimini, Forlì. Insomma, l’area geografica di interventi si sta allargando notevolmente e questo fatto porta a una considerazione: l’ABC, parallelamente a questa lusinghiera espansione, ha bisogno sempre più di persone e di istituzioni a cui appoggiarsi, di aiuti concreti e sostegni affinché la sua struttura si consolidi e riesca a superare il rischio di affossamento al quale potrebbe andare incontro, se schiacciata da una mole di lavori e responsabilità ingestibile da pochi.
I successivi interventi hanno illustrato singole realtà.
Gli operatori della Biblioteca del carcere Bassone di Como (Ida Morosini, volontaria, e Mauro Imperiale, educatore penitenziario) che non sono potuti intervenire, ma hanno inviato una relazione che è stata letta da Debora Tinelli (laureanda in biblioteconomia con una tesi proprio sulle biblioteche carcerarie), fanno sapere che il Bassone ha iniziato da poco i propri lavori di avviamento del servizio interno di Biblioteca: il primo passo è consistito nella stipula di una convenzione per il prestito interbibliotecario con il sistema comunale di pubblica lettura, che ha permesso da subito l’approvvigionamento regolare di libri agli internati. Quindi, attraverso la formazione di un gruppo di detenuti al mestiere di bibliotecario, la Direzione del carcere si prefigge di consentire quanto prima anche una gestione interna dei prestiti e della catalogazione del materiale librario presente in istituto.
Barbara Totaro, della Cooperativa Solidarietà e lavoro di Genova, ha invece raccontato il servizio agli utenti disagiati che svolge in collaborazione con il Comune: a Genova chiunque si trovi impossibilitato a recarsi personalmente presso le biblioteche del territorio può rivolgersi al servizio di "Biblioteca a domicilio", che offre la possibilità di ricevere gratuitamente e a domicilio libri e riviste in tutte le lingue, informazioni e ricerche bibliografiche, consigli di lettura effettuati da personale qualificato. Questo vale, naturalmente, anche per il carcere “Marassi”, che è entrato a pieno titolo fra gli utenti dei servizi bibliotecari del territorio.
Angelo Toppino, della Biblioteca civica della Casa circondariale "Le Vallette" di Torino ha parlato di Biblioteca e carcere: attività di informazione e di sensibilizzazione sociale. La sua presenza presso il carcere è ormai consolidata da anni, e infatti l’esperienza torinese ha fatto un po’ da capo-fila per tutte le iniziative riguardanti le biblioteche in carcere in Italia. Infatti, è molto importante la dicitura stessa di “biblioteca civica della casa circondariale”, a segnalare l’inserimento a pieno titolo della biblioteca carceraria nel circuito della pubblica lettura.
Angela Barlotti, del Servizio Biblioteche della Provincia di Ravenna, è anche lei una storica bibliotecaria di carcere. Da anni il suo servizio negli Istituti di pena romagnoli è andato avanti e si è ingrandito grazie alla tenacia e al grande impegno con i quali ha sempre assolto all’incarico affidatole dalla Provincia. Nel suo intervento di quest’anno ha posto l’accento sulla necessità di una formazione biblioteconomica direttamente ai detenuti che si occupano della biblioteca del carcere: questo favorirebbe la circolazione interna dei libri e offrirebbe, inoltre, nuove possibilità lavorative.
A sorpresa ha chiesto di intervenire, a questo punto, Maria Pia Giuffrida, del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, che era presente in sala. La Giuffrida si è dichiarata molto interessata al lavoro dell’ABC e ha auspicato future collaborazioni col Dipartimento in merito alle attività trattamentali nei confronti dei detenuti e degli internati delle carceri italiane.
Michele Semeraro, ex detenuto del carcere di Milano Opera, ha raccontato la propria esperienza nella biblioteca del carcere, dalla partecipazione a un corso di formazione in biblioteconomia alla gestione dei prestiti, alla catalogazione e organizzazione dei materiali librari. Nel suo intervento ha sottolineato l’importanza della lettura in carcere ma, soprattutto, l’attenzione che la comunità bibliotecaria esterna deve porre nei confronti di un’utenza vasta come è quella dei 54.000 detenuti italiani.
Fabio De Grossi, del Settore Biblioteche del Comune di Roma, ha presentato la pubblicazione Il diritto di leggere, della quale è coautore insieme con Luciana Arcuri e Graziella Scutellà. Inoltre, ha esposto il progetto di informatizzazione che stanno elaborando, il quale prevede la piena integrazione delle biblioteche esistenti all’interno degli istituti penitenziari romani nel sistema delle biblioteche comunali della città, mediante la loro connessione alla rete telematica
L’intervento conclusivo è stato fatto dalla scrivente, Emanuela Costanzo, socia fondatrice dell’ABC, che ha presentato gli atti, recentemente pubblicati dall’AIB, del 1° Convegno nazionale sulle biblioteche carcerarie Liberi di leggere, che si tenne a Rozzano (MI) nel maggio del 2001.
È proprio vero: l’ABC sta crescendo, e insieme con essa cresce l’interesse nei confronti di un settore ancora “scoperto” delle biblioteche di pubblica lettura italiane, che è quello delle biblioteche di carcere. Che esse debbano esistere è chiaro a tutti (è previsto dal Regolamento penitenziario), ma ancora la loro gestione non è istituzionalmente affidata a chi potrebbe e dovrebbe occuparsene in maniera professionalmente qualificata, e cioè ai bibliotecari. Cerchiamo, dunque, aiuti e interlocutori, chi ci dia una mano e chi ci ascolti, al fine di sanare questa lacuna e far nascere anche in Italia, come esiste da sempre nel resto dell’Europa, il ruolo del bibliotecario carcerario.

COSTANZO, Emanuela. L'ABC cresce: presentazione delle attività dell'ultimo anno e delle esperienze più significative. «AIB Notizie», 14 (2002), n. 10-11, p. XI-XII.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2002-25-12 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n14/02-10costanzo.htm

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