[AIB]AIB Notizie 10-11/2002
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L’ultimo congresso romano dell’AIB…

Dario D’Alessandro

L’ultimo congresso romano dell’AIB ha dedicato una particolare attenzione all’edilizia bibliotecaria sull’onda lunga dell’inaugurazione della rinata Biblioteca di Alessandria (quante volte è stata incendiata, due o tre? il rogo del 47 a.C. immortalato nel film Cleopatra è, cronologicamente, il primo) che nell’animo di ogni bibliotecario è presente più come luogo della nostalgia che come icona della retorica.

Nelle rappresentazioni cinematografiche le biblioteche occupano una nicchia di rispetto, pur non godendo tra gli edifici pubblici della fama riservata a chiese, ospedali e scuole. Pensiamo, ad esempio, alla New York Public Library, universalmente conosciuta nella sua abbreviazione di NYPL, sigla che fa concorrenza all’inflazionata NYPD della polizia municipale degli innumerevoli telefilm. Il suo esterno con i leoni di granito a guardia dell’ingresso principale e i suoi riconoscibili interni sono stati fissati in pellicole di vario genere: dalla commedia (Buttati Bernardo! , Colazione da Tiffany, Un poliziotto fuori di testa) alla fantascienza (1997: fuga da New York, Ghostbusters – in questo film l’esterno è ripreso nell’anno del restauro con i tubolari Innocenti in primo piano), dal dramma (I bostoniani, Cercando Forrester, Hoodlum) allo spionaggio (Confessione di una spia nazista) al thriller (Mano pericolosa).
Tra gli interni, le sale di lettura hanno tratti inconfondibili. Pensiamo alla sala circolare della Library of Congress di Washington (che nell’anello esterno contiene anche i cataloghi) che compare in tutta la sua imponenza, con carrellate che partono dall’alto per stringersi sui protagonisti, in La spia, un bianco e nero del 1952 in cui è inquadrato l’attore Ray Milland, e in Nata ieri frequentata da Melanie Griffith e Don Johnson, mentre lo zoom si muove dai due giornalisti (Robert Redford e Dustin Hoffman) per allargarsi e comprendere tutta la sala in Tutti gli uomini del presidente.
Ma non dimentichiamo altre due biblioteche le cui sale sono conosciute soprattutto grazie al cinema: quella della San Francisco Public Library (City of Angels – La città degli angeli (la città è Los Angeles, ma il set è nella SFPL), Avventura, Maxie) e, prim’ancora, particolarmente suggestive sono le immagini della berlinese Staatsbibliothek Pruessßicher Kulturbesitz nelle sequenze de Il cielo sopra Berlino.
Parlando delle biblioteche pubbliche di casa nostra due esempi significativi nel cinema sono la Biblioteca civica “Attilio Hortis” di Trieste ove, nella sala cataloghi e nel deposito al piano superiore chiamato “Ex sala degli esami dell’Accademia di Commercio e Nautica”, sono state girate alcune scene del film La ragazza di Trieste e la Biblioteca civica “Angelo Mai” di Bergamo ripresa sia nell’esterno, sia nella sala di lettura intitolata al fondatore Alessandro Furietti, in Nessuno è perfetto.
Quanto alle biblioteche statali, quella maggiormente amata dai registi italiani è l’Angelica di Roma la cui sala di lettura è presente sia nel raccapricciante film di Dario Argento Inferno, sia nella commedia di Gianni Puccini Il nemico di mia moglie – con Vittorio De Sica nei panni del direttore che cerca di convincere il figlio Marco (Marcello Mastroianni) a fare il bibliotecario – in cui vi è una scena concitata con lettori che protestano contro alcuni disturbatori. Questo film ha anche una particolarità: poiché l’ingresso dell’Angelica è cinematograficamente troppo angusto in rapporto alla maestosità degli interni il regista ha risolto il problema con una finta iscrizione su un imponente palazzo: truccheria del cinema pro bibliotheca.
D'ALESSANDRO, Dario. L'ultimo congresso romano dell'AIB. «AIB Notizie», 14 (2002), n. 10-11, p. 17.

Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2002-24-12 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n14/02-10dalessandro.htm

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