[AIB]AIB Notizie 10-11/2002
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Stralci dalla relazione introduttiva del Presidente Igino Poggiali


Un contributo al prestigio internazionale del Paese
Non è questa la sede per descrivere un evento che potrete godervi in questi tre giorni. Non posso però non sottolineare alcuni aspetti che danno conto della capacità di intervenire portando contributi originali alla crescita del ruolo delle biblioteche in Italia ma anche del prestigio internazionale del Paese.
Mentre ci apprestiamo ad avviare i lavori del Congresso AIB è aperta da ieri sera al pubblico italiano la grande mostra sulla Biblioteca di Alessandria d’Egitto che abbiamo portato a Roma in accordo con la Biblioteca nazionale centrale e grazie all’intesa con il Direttore della Bibliotheca Alexandrina, dott. Ismail Seralghedin, e con il Governo norvegese, che ha realizzato la mostra stessa. Domani poi, al tramonto, in Alessandria d’Egitto alla presenza di capi di Stato e Ministri provenienti da tutto il mondo la Bibliotheca Alexandrina verrà inaugurata ufficialmente. Oggi pomeriggio comincia qui il convegno internazionale sull’architettura bibliotecaria al quale partecipa tra gli altri l’architetto Craig Dykers, che ha progettato e realizzato quella biblioteca, e sono qui con noi alcuni autorevoli esponenti della Bibliotheca Alexandrina coi quali mi auguro piacere che i colleghi italiani stringano amicizia e mettano in cantiere iniziative congiunte a cui l’AIB darà il suo appoggio a ogni livello.
I bibliotecari italiani presenti a Bibliocom si uniscono alla festa per l’apertura ufficiale di una biblioteca che noi consideriamo come fondamentale caposaldo della pace nel Mediterraneo e come luogo di incontro tra culture che devono imparare a convivere e cooperare per il bene dell’umanità tutta, proprio a partire dalla condivisione delle opportunità di accesso alla conoscenza.
Nella stessa giornata di ieri si è aperta a Firenze, col supporto dell’AIB, la Conferenza di Dublin Core Metadata Initiative che accoglie i più qualificati esperti a livello mondiale nell’applicazione dello standard che ha lo scopo di facilitare il recupero dell’informazione nello spazio – senza confini e con poche regole – del Web.
L’impegno internazionale, che avevamo messo tra le priorità nel programma di questo triennio, anche al fine di creare le condizioni per la realizzazione di una conferenza del’IFLA in Italia, ha raccolto negli ultimi mesi una serie di risultati rilevanti. Tra questi voglio ricordare l’individuazione dell’Italia, insieme alla Svizzera, quale paese in cui portare la Conferenza IFLA in caso di gravi impedimenti che dovessero intervenire a livello economico o politico in qualcuno dei paesi nei quali l’evento è programmato nei prossimi anni.
In questo ruolo di partner “speciale” dell’IFLA abbiamo inoltre preso l’impegno di promuovere a ogni livello il sostegno dell’Italia alla realizzazione della Conferenza IFLA di Buenos Aires 2004 per la quale intendiamo favorire la massima partecipazione di delegati italiani e organizzare una serie di iniziative di sostegno.
Per dare continuità e operatività costante e incisiva a questo settore abbiamo deciso, nell’ultimo CEN, di dar vita a un Comitato AIB-IFLA che potrebbe essere il primo nucleo di un Dipartimento per le attività internazionali che verrà proposto nelle prossime riunioni dei nostri organi istituzionali.
L’impegno internazionale è funzione essenziale in un’associazione professionale che fa riferimento a valori, tecniche e standard che vengono definiti ormai a tale livello. È il valore aggiunto che l’Associazione fornisce ai soci creando l’occasione per percorsi di crescita professionale condotti sulla via maestra del confronto con i livelli di eccellenza su scala mondiale. Ciò accade in tutti gli altri domini della scienza e nei contesti professionali più complessi. È grazie a questa capacità di tenere porte e finestre aperte sul mondo che l’AIB ha saputo difendere la dignità della professione dalle interferenze del potere.
A proposito di valori sento il dovere di ricordare che in sede IFLA è molto cresciuta la soglia di attenzione rispetto alla funzione delle biblioteche quale presidio per la libertà intellettuale, per l’affermazione del diritto alla conoscenza e al confronto critico, per la denuncia e la lotta contro la censura nelle varie forme, esplicite o subdole con le quali si manifesta, contro il digital divide e altre forme di esclusione.
Il Presidente eletto che si insedierà il prossimo anno, la signora Kay Raseroka, ha già annunciato un impegno prioritario in questa direzione.
Dopo un lungo lavoro istruttorio presso la Commissione nazionale italiana dell’Unesco, nel settembre scorso, l’AIB, assieme ad ANAI, ICOM Italia e ICOMOS Italia, ha deciso di costituire il comitato Scudo blu Italia, sezione nazionale dell’International Blue Shield, fondato dall’IFLA, dall’ICA e dall’ICOM. Esso è una sorta di “Croce rossa” per i beni culturali che ha il compito di intervenire, in caso di guerre e calamità naturali, in coordinamento con le istituzioni pubbliche, per la salvaguardia dei beni culturali a rischio di distruzione nonché di svolgere attività di prevenzione e tutela.
Le associazioni stanno elaborando in questi giorni il testo definitivo dello statuto e, subito dopo, con il patrocinio dell’Unesco, procederanno alla costituzione formale. […].

La politica per le biblioteche in Italia
Come è ormai tradizione faccio anche qualche breve accenno alla situazione del settore nel nostro paese. Quest’anno potrò essere particolarmente sintetico perché sono in grado di rinviare al primo Rapporto sulle biblioteche in Italia 2001 nel quale è stata sintetizzata una serie di informazioni statistiche e di stima delle dimensioni del fenomeno biblioteca in Italia e insieme sono state riassunte le posizioni dell’Associazione sui nodi più significativi che riguardano questo servizio, che a livello internazionale è considerato uno dei presidi delle libertà intellettuali e certamente un servizio rilevante per lo sviluppo del capitale umano in ogni paese.
Anche in questa impresa abbiamo dovuto supplire all’opera di organismi pubblici che in altri paesi europei svolgono questa funzione di osservatorio e di supporto alle scelte dei decisori politici nel nostro settore. Purtroppo restiamo orfani, ora come sotto i precedenti governi, di una politica di settore che dovrebbe fare da cornice e dare senso e spessore anche ai notevoli sforzi e agli investimenti rilevanti che in varie parti del paese stanno cambiando il paesaggio bibliotecario.
Resta valida la nostra proposta di una legge quadro che sappia valorizzare le funzioni di servizi nazionali forti in un contesto di rete altrettanto forte e capace di soddisfare standard di prestazione che ormai sono universalmente riconosciuti imprescindibili.
Dopo la riforma del titolo quinto della Costituzione è rimasta inascoltata la nostra proposta, avanzata qui un anno fa, di promuovere come autonomie locali un percorso di normazione valido in tutto il territorio del paese al quale ricondurre la programmazione del servizio nei singoli territori. Noi siamo sempre qui e li aspettiamo, anzi vediamo come da una parte essi non abbiano raccolto il nostro invito e le nostre offerte di collaborazione e nello stesso tempo non siano stati capaci di dar vita a nulla che rassomigli a una politica nazionale!!!
In molte occasioni l’AIB è vista dagli altri paesi come l’unico soggetto capace di dar conto della politica bibliotecaria in Italia, grazie al fatto che a essa fanno riferimento tutte le tipologie di biblioteca. È accaduto pochi giorni fa anche in una Conferenza delle Library Authorities tenutasi a Copenhagen. L’AIB però non ha potere di decidere in nessun settore e non può prendere impegni ma solo proporre e sperare di essere ascoltata. Altri paesi del nord Europa si sono dati un’Authority o forme forti di coordinamento permanente delle politiche nazionali che consentono loro di concorrere a quella politica europea in materia di biblioteche che si sta dando gli strumenti per poter prendere il posto che merita nell’agenda delle priorità dell’Unione.
L’AIB continua a ritenere l’assenza di un soggetto istituzionale unitario, rappresentativo dell’intero sistema bibliotecario nazionale in tutte le sue articolazioni amministrative, come la più grande carenza di sistema, che ci indebolisce e alla quale chiediamo di porre soluzione.
Le conseguenze di questa carenza sono gravissime. Se ne è sentita specialmente la mancanza quando l’AIB è rimasta praticamente da sola a condurre la lobby a favore delle biblioteche durante il lungo percorso della legge 248/2000; quando si è arrivati ad accordi separati al tavolo della presidenza del Consiglio; se ne sente ora la totale assenza nel percorso di approvazione del decreto legislativo di attuazione della Direttiva CE 29/2001, che potrebbe correggere le più gravi contraddizioni e carenze della normativa nazionale.
In questo contesto come si potranno tutelare le biblioteche e il valore che rappresentano per una visione liberale della società nel momento in cui la finanziaria si trova a dover scegliere quali servizi prioritari difendere o almeno sottoporre a tagli minori?
Già da anni non è praticamente possibile assumere qualcuno, vi sono concorsi banditi con assunzioni congelate sine die. Da quest’anno oltre a tutto ciò si deve anche ridurre l’acquisto di beni e servizi per il 10% e quindi non sarà neppure possibile attivare contratti con collaboratori esterni, singoli o organizzati in azienda in sostituzione di personale.
Questa Finanziaria è stata definita dal ministro per l’economia “di rigore e di sviluppo”. Noi purtroppo vediamo il rigore nelle misure di contenimento della spesa degli enti locali e per l’istruzione, contenimento che non potrà non risolversi in una minore disponibilità finanziaria per i servizi e quindi per le biblioteche, ma non vediamo quelle misure di sviluppo che riterremmo necessarie, nel nostro campo, per garantire i diritti all’informazione e alla conoscenza dei cittadini.
L’AIB ha sempre orientato la sua azione verso la tutela della professionalità e lo sviluppo del sistema bibliotecario nazionale. Proprio alla luce di questi principi abbiamo salutato con favore ogni provvedimento, legislativo e regolamentare, che mirasse a valorizzare l’autonomia e l’efficienza della dirigenza pubblica e l’introduzione di metodi di moderna managerialità nella direzione dei servizi.
La nostra preoccupazione, condivisa da altre associazioni culturali e di personale tecnico, nasce ora, però, dalla considerazione che proprio alcuni di tali principi sembrano essere messi in discussione da recenti decisioni adottate a seguito dell’applicazione della legge Frattini sul cosiddetto spoil-system, che sembrano compromettere il principio, per noi fondamentale, di tutela delle professionalità scientifiche dentro la pubblica ammministrazione e, più in generale, nella gestione dei servizi pubblici.
Per quanto concerne i temi legislativi di interesse più strettamente bibliotecario, la necessità di risolvere i problemi del deposito legale ha spinto l’Associazione a riprendere la proposta di disegno di legge, già discussa e giunta alle soglie dell’approvazione finale in Parlamento nella XIII legislatura. Dopo un’attenta revisione dell’articolato la proposta è stata accolta e presentata nella sua interezza dal gruppo DS -Ulivo, mentre contestualmente veniva presentato un analogo disegno di legge di iniziativa governativa. Il testo governativo appare estremamente semplificato rispetto alla formulazione proposta dall’AIB: sono stati eliminati gli articoli più significativi che indicavano i depositanti, i depositari, le tipologie di materiali e il numero degli esemplari da consegnare. Tutta la regolamentazione della materia viene di fatto rinviata a un successivo regolamento governativo, generando fra i bibliotecari notevoli perplessità. Dopo un avvio di discussione in Commissione, il cammino parlamentare risulta tuttavia allo stato attuale bloccato.
Nel corso del 2001, come sappiamo, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno definitivamente approvato la Direttiva 2001/29/CE del 22 maggio 2001 Sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione.
Conseguentemente, la legge comunitaria n. 39/2002 ha previsto l’emanazione di un decreto legislativo, da parte del Governo, entro il 22 dicembre 2002, recante l’attuazione della Direttiva. Parte fondamentale di tale decreto attualmente in fase di discussione sarà, per quanto riguarda le biblioteche, la Sezione I del Capo V, che dovrà regolamentare, calando le disposizioni della Direttiva europea nell’impianto della legge italiana, le eccezioni e limitazioni.
Il decreto legislativo dovrebbe infatti sciogliere, a nostro avviso – e in tal senso l’Associazione si è mossa con la proposta di una serie di modifiche alla bozza di articolato –, alcuni punti di ambiguità dell’ultima novellazione della legge 633/41, che ha introdotto la distinzione tra riproduzioni libere effettuate per i servizi di biblioteca e riproduzioni effettuate nelle biblioteche pubbliche per uso personale. Per esse la legge di riforma dispone il limite quantitativo del 15% e la corresponsione di un compenso forfetario, da parte delle biblioteche, determinato in base ad accordi tra la SIAE e le associazioni di categoria. […]
Per concludere voglio citare la questione dell’Albo professionale. Come avrete visto il Parlamento ha ripreso l’esame delle proposte di legge relative al recepimento delle norme comunitarie in materia di esercizio delle professioni. La situazione è caratterizzata dal permanere di veti incrociati tra gli Ordini esistenti e il COLAP, la struttura di coordinamento delle associazioni professionali interessate alla legge. Notiamo con soddisfazione che i testi in discussione disegnano un modello di gestione degli albi da parte delle associazioni molto in linea con quello che noi abbiamo applicato. Invito quindi tutti gli interessati a procedere all’iscrizione poiché la forza di pressione sul Parlamento deriva anche dalla percezione del numero delle persone interessate.
Come sempre la forza, l’appartenenza, la capacità di selezionare le priorità, di parlare con le altre professioni e con i cittadini sono la condizione per dire la nostra con il garbo, lo stile e nello stesso tempo la determinazione di una professione che ha millenni di storia sulle spalle.

POGGIALI, Igino. Stralci della relazione introduttiva del Presidente Igino Poggiali. «AIB Notizie», 14 (2002), n. 10-11, p. II-IV.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2002-25-12 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n14/02-10poggiali.htm

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