[AIB]AIB Notizie 1/2003
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Biblioteche in Alto Adige e in Trentino

L'evoluzione storica
L'attuale Trentino-Alto Adige storicamente ha fatto parte del grande Tirolo, regione alpina di confine tra mondo germanico e area italiana, caratterizzata fin dal tardo medioevo dall'affermarsi delle autonomie locali e da una radicata tradizione religiosa, istituzionalmente rappresentata dai principati vescovili di Bressanone e di Trento. Sempre in epoca tardomedievale vennero fondate importanti biblioteche conventuali, qualcuna ammirata ancora ai giorni nostri, come quella dell'Abbazia di Novacella presso Bressanone. In epoca moderna l'amministrazione asburgica ha favorito lo sviluppo della pubblica istruzione e delle attività culturali. L'Università di Innsbruck fu istituita nel 1669 e la Universitätsbibliothek, fondata nel 1745 e concepita per l'uso pubblico, è la più importante della regione tirolese, con un patrimonio di due milioni e mezzo di volumi. Del 1764 è la fondazione dell'Accademia roveretana degli agiati, da cui prese vita nel 1764 la Biblioteca civica di Rovereto, anch'essa aperta al pubblico. Nel corso dell'Ottocento si sviluppò l'istruzione elementare e superiore, con l'apporto del clero locale. L'estesa alfabetizzazione è stata favorita dalla creazione di piccole biblioteche parrocchiali, popolari e scolastiche.
Alla fine della Prima guerra mondiale ci fu l'annessione al Regno d'Italia del Trentino e del Sudtirolo (all'epoca abitato da duecentomila tedeschi e alcune migliaia di italiani). Il regime fascista ignorò le locali tradizioni autonomiste e tentò un'autoritaria e sistematica italianizzazione della neoistituita Provincia di Bolzano: divieto dell'uso pubblico e dell'insegnamento scolastico del tedesco, massiccia immigrazione di italiani, trasferimento di 76.000 sudtirolesi nel Reich nazista. In questo quadro, l'istituzione di biblioteche civiche a Bolzano nel 1928 e Merano nel 1935 rispondeva anche a propositi di affermazione dell'identità italiana.
Nel secondo dopoguerra, né la Regione autonoma Trentino-Alto Adige, creata nel 1948, né la miriade di piccoli comuni sparsi nelle vallate sfruttavano adeguatamente le allora limitate competenze in campo culturale, settore nel quale si distinsero la Chiesa, la scuola e l'associazionismo. Secondo un'indagine provinciale, nel 1965 in Trentino le biblioteche più o meno attive erano ben 450, di cui 7 civiche, 24 popolari, 67 centri di lettura, 167 scolastiche, 173 parrocchiali, 12 varie, con un patrimonio di un milione di volumi, peraltro datati. Dalla fine degli anni Sessanta venne avviato un primo programma provinciale per l'ammodernamento delle biblioteche dei centri maggiori, con l'apertura di sale di pubblica lettura a Trento, Rovereto, Riva del Garda.
Un utile sostegno alle biblioteche sudtirolesi è venuto dall'Austria. Dalla fine degli anni Cinquanta l'Opera Borromeo austriaca sostenne la Diocesi di Bolzano-Bressanone nell'avvio di un'attività bibliotecaria strutturata, da cui si svilupparono nei decenni successivi oltre duecento tra biblioteche e punti di lettura, espressione delle comunità tedesche, ladine e in misura minore italiane, gestiti col volontariato e sostenuti con contributi privati, anche esteri. Parallelamente, l'attuale biblioteca provinciale tedesca venne istituita col notevole patrimonio librario lasciato dal dottor Friedrich Tessmann nel 1957 alla Österreichische Akademie der Wissenschaften.
Il nuovo Statuto di autonomia del 1972 assegnava alle due province competenze e risorse in campo culturale, aprendo la strada a un impegno istituzionale nel settore delle biblioteche pubbliche. Parimenti, il passaggio alle due province delle competenze sui beni librari e archivistici, accompagnato dallo spirito di pragmatica collaborazione tra funzionari provinciali e statali, ha consentito un progressivo miglioramento dell'opera di conservazione, catalogazione e valorizzazione di un patrimonio di fondamentale valore documentario per le comunità locali.
In Alto Adige gli operatori bibliotecari tedeschi, organizzatisi dal 1981 nel Bibliotheksverband Südtirol, sollecitavano l'intervento attivo della Provincia, culminato nel 1983 nell’approvazione della legge provinciale n. 41 sull'educazione permanente e le biblioteche pubbliche. In Trentino invece erano amministratori provinciali e comunali a sollecitare un decentramento nelle valli di strutture culturali e di educazione permanente, decentramento concretizzatosi a partire dagli anni Ottanta anche nello sviluppo organico di biblioteche locali strettamente integrate in un unico sistema con quelle scientifiche e accademiche.

La situazione attuale in Trentino
In Provincia di Trento risiedono poco più di quattrocentomila abitanti, di cui centomila nel capoluogo e gli altri nelle vallate, suddivisi in oltre duecento comuni, molti dei quali con un migliaio di abitanti o anche meno. I dati statistici sui servizi bibliotecari vengono raccolti utilizzando principalmente il catalogo collettivo ed elaborati dall'Ufficio provinciale per il Sistema bibliotecario trentino, ma gli ultimi dati analitici pubblicati si riferiscono al 1999, quindi li abbiamo utilizzati per stimare l'andamento attuale.
Le biblioteche pubbliche locali attualmente operanti sono poco più di un'ottantina (comprese una dozzina di biblioteche di quartiere a Trento), cui si aggiungono una trentina di punti di lettura più o meno attivi. Alcune delle biblioteche comunali dei centri maggiori (Trento, Rovereto, Ala, Riva del Garda, Arco) gestiscono in maniera integrata la pubblica lettura e cospicui fondi antichi.
In Trentino il patrimonio della pubblica lettura si avvicina al milione e mezzo di libri, oltre a centomila media. Gli acquisti annuali si aggirano sui centomila documenti. Un quarto del patrimonio è destinato ai ragazzi. A partire dal 2002 l'Ufficio per il sistema bibliotecario ha promosso un organico svecchiamento delle raccolte, prima poco praticato.
Il numero dei prestiti della pubblica lettura si avvicina al milione, il numero degli iscritti al prestito supera i centomila, compresi i turisti, attratti dagli ambienti accoglienti e dalla qualità del servizio offerti da molte biblioteche delle valli. In questo senso segnaliamo il punto di prestito estivo sulla spiaggia organizzato dalla Civica di Riva del Garda e le piccole biblioteche d'alta quota disponibili nei principali rifugi delle Alpi e promosse dalla Biblioteca della Società alpinisti tridentini. In generale i bibliotecari dei centri minori sono incaricati dello svolgimento di varie attività culturali, dai corsi di lingue all’organizzazione della stagione teatrale.
Le biblioteche pubbliche locali sono integrate in un unico sistema con una quarantina di biblioteche a carattere scientifico o con patrimonio storico di pregio. A completare la variegata offerta concorre il ricco e articolato patrimonio della Biblioteca d'ateneo dell'Università di Trento, penalizzata da sedi inadeguate, ma per la quale è avviato un progetto per la realizzazione di un nuovo grande edificio. Da quest'anno ha avuto inizio il rilancio delle biblioteche di alcune scuole superiori, grazie all'apporto di bibliotecari esperti incaricati dalla Provincia.
Purtroppo l'articolazione territoriale in sistemi di cooperazione a livello di valle, prevista dalle normative e auspicata dai bibliotecari, non è ancora strutturata. Solo all'ombra delle Dolomiti di Brenta i bibliotecari nelle Valli Giudicarie autogestiscono un'efficace collaborazione negli acquisti coordinati e nelle manifestazioni promozionali.
L'Ufficio provinciale per il sistema bibliotecario trentino coordina l'attività delle biblioteche pubbliche, programma la suddivisione dei notevoli contributi provinciali tra le singole biblioteche, gestisce il Catalogo bibliografico trentino, promuove mostre bibliografiche itineranti e manifestazioni varie decentrate. Da alcuni anni è avviata la collaborazione con i corrispondenti uffici altoatesini italiano e tedesco. L'ultima iniziativa avviata è la campagna Nati per leggere, condotta assieme all'Assessorato provinciale alla sanità. L'Ufficio per il sistema bibliotecario gestisce a Trento una fornita biblioteca specializzata in biblioteconomia.
La formazione dei bibliotecari promossa a livello provinciale è concentrata sui corsi di catalogazione, necessari per formare il personale all'uso del Catalogo bibliografico trentino. Seminari, convegni e viaggi d'istruzione offrono occasioni di aggiornamento generalmente frequentate in massa. La Provincia si assume i costi vivi del prestito interbibliotecario all'interno del Trentino, straordinariamente apprezzato dagli utenti, soprattutto nelle valli periferiche.
Il Servizio beni librari e archivistici ha quasi ultimato la catalogazione accurata del patrimonio librario antico e sta promuovendo con le biblioteche varie iniziative di valorizzazione delle raccolte, dalle mostre alle ricerche sui possessori originari dei fondi librari.
Presso l'Università di Trento con l'anno accademico in corso è stato attivato un corso di laurea indirizzato alla tutela dei beni culturali, che prevede tra gli altri un indirizzo librario-archivistico.
Un apporto fondamentale allo sviluppo del sistema bibliotecario trentino è dato dalle locali cooperative di catalogazione, impegnate pure nella gestione di servizi al pubblico presso biblioteche come la Civica di Rovereto.

La situazione attuale in Alto Adige
La Provincia di Bolzano conta quattrocentocinquantamila abitanti, all'incirca due terzi tedeschi, un quarto italiani, un quattro per cento ladini. Centomila abitanti risiedono nel capoluogo, gli altri in un centinaio di comuni nelle vallate.
I dati complessivi sulle biblioteche altoatesine sono elaborati dall'Istituto provinciale di statistica Astat, utilizzando quanto dichiarato dagli enti gestori che percepiscono contributi provinciali e in qualche caso magari sovrastimano le proprie performance. Secondo l'Astat nel 2001 le biblioteche pubbliche erano 286, di cui 64 succursali e 69 punti di prestito. Di esse, due terzi sono biblioteche pubbliche locali, un altro quarto combina funzioni di pubblica lettura a quelle di biblioteca scolastica, un dodici per cento sono biblioteche specialistiche e di studio. Due terzi delle biblioteche sono gestite dai comuni, un quarto da istituzioni ecclesiali, il resto da associazioni ed enti privati. Oltre a queste biblioteche censite dall'Astat, operano le biblioteche scolastiche e una quindicina di biblioteche specialistiche gestite dalla Provincia, come quella che offre libri e media per l'apprendimento linguistico nel Centro "Claudio Trevi" di Bolzano.
Il patrimonio complessivo censito dall'Astat ammonta a due milioni e mezzo tra libri, testate di periodici e media vari. Un terzo del patrimonio è concentrato a Bolzano. I prestiti sono stati due milioni e duecentomila, di cui quattrocentomila audiovisivi, quindi ogni abitante avrebbe effettuato quasi 5 prestiti. Sicuramente le abitudini di lettura, soprattutto nella popolazione sudtirolese, sono radicate e le biblioteche abbondano di audiovisivi, riviste, giochi di società, ma il dato sembra sovrastimato.
Quello che fa della realtà altoatesina un unicum in Italia riguarda il numero dei collaboratori volontari in biblioteca, ben 1200 secondo l'Astat, concentrati nelle biblioteche locali, spesso affiancandosi a personale professionale.
I sistemi provinciali italiano, ladino e tedesco prevedono un'articolazione in base a bacino di utenza, patrimonio, personale e orario di apertura, articolazione che parte dai punti di lettura e arriva alle biblioteche centro di sistema di valle. L'unico sistema di valle abbastanza integrato è quello realizzato dai dinamici bibliotecari della Val Venosta, imperniato sulla biblioteca ospitata nel fiabesco castello di Silandro. Carente è l'organizzazione del prestito interbibliotecario a livello territoriale, attuato principalmente dalla biblioteca "Tessmann" che fornisce libri alle biblioteche locali.
Gran parte delle biblioteche locali si rivolge prevalentemente a un'utenza monoetnica, quindi qualche località dispone di due biblioteche, una tedesca e una italiana. Diverse biblioteche comunali di medie dimensioni offrono un patrimonio e un servizio bilingue.
Il coordinamento provinciale è affidato all’Ufficio educazione permanente, biblioteche e audiovisivi e all’Amt für Bibliothekswesen, rispettivamente inquadrati nell'Assessorato alla cultura italiana e in quello alla cultura tedesca, che cura pure la consulenza alle biblioteche ladine di Val Gardena e Val Badia. I due uffici stanno promuovendo un ammodernamento dei sistemi bibliotecari di loro competenza, puntando per esempio alla gestione coordinata delle collezioni e allo sviluppo di reti informatiche, per attivare in futuro il prestito interbibliotecario. Sempre a livello provinciale vengono promosse iniziative di promozione della lettura, dalla mostre di illustratori per ragazzi ai tour degli autori.
Lo sforzo profuso dai due uffici provinciali per la progressiva formazione e aggiornamento del personale bibliotecario, incrementato negli anni Novanta, si è rivelato decisivo per elevare la qualità del servizio. Da parte tedesca, accanto a percorsi formativi molto brevi, destinati per esempio ai volontari, nel 1990 è stato offerto un corso biennale per bibliotecari e librai, integrabile con la frequenza di un terzo anno presso la Scuola di specializzazione in biblioteconomia di Stuttgart, abitualmente frequentata dai sudtirolesi. Alcuni bibliotecari laureati, anche italiani, hanno invece frequentato la scuola di specializazione all'Università di Graz. L'aggiornamento dell'offerta formativa è uno dei punti focali del nuovo Bibliothekskonzept, sulla base del quale a partire dall'anno in corso verrà riorganizzato il sistema bibliotecario sudtirolese.
L'offerta formativa dell'ufficio provinciale italiano si avvale spesso del contributo di bibliotecari trentini come docenti, favorendo in tal modo il dialogo tra le due realtà limitrofe. La Delegazione provinciale AIB di Bolzano riceve contributi per le attività formative concordate con l'Ufficio provinciale.
Decisamente innovativi sono i corsi per bibliotecari scolastici e insegnanti, recentemente avviati sia per le scuole tedesche e ladine, che per quelle italiane. Una speranza per il futuro è l'istituzione all'università bolzanina di un corso di diploma in biblioteconomia.
L'indagine di mercato commissionata per progettare l'istituzione del corso di studi in biblioteconomia ha offerto dati precisi sul numero di bibliotecari che lavoravano in Alto Adige all'inizio del 2002: 234 persone (di cui 36 con contratto a tempo determinato) che occupano un equivalente di 199 posti di lavoro a tempo pieno (un bibliotecario ogni duemila abitanti). Si tratta di lavoratori in prevalenza giovani, di eta compresa tra 25 e 44 anni, mentre il fabbisogno annuale di nuovi bibliotecari è di una dozzina, ma è difficilissimo trovare personale già professionalizzato e bilingue.

L'attività dell'AIB
L'attività dell'AIB in Trentino è stata particolarmente importante negli ultimi trent'anni, a cominciare dal contributo dato negli anni Settanta all'elaborazione della legge provinciale sulle biblioteche del 1977. Negli ultimi anni l'AIB ha collaborato con l'Ufficio per il sistema bibliotecario trentino e con il Servizio beni librari e archivistici, organizzando seminari d'aggiornamento, viaggi d'istruzione e iniziative di promozione della lettura. A varie riprese alcuni soci hanno sollecitato un intervento dell'AIB presso gli enti locali per la soluzione di questioni annose, quali lo sviluppo dei sistemi bibliotecari di valle, l'utilizzo dei bibliotecari comunali in attività non pertinenti col profilo professionale, i malfunzionamenti del nuovo programma di gestione Amicus, ma i risultati non sono esaltanti.
La sezione regionale Trentino-Alto Adige dell'AIB conta un'ottantina di soci persona e una ventina di soci ente.
Nel 1994, con il supporto dei colleghi trentini, veniva avviata l'attività della Delegazione provinciale dell'AIB, che ha integrato progressivamente la sua attività con quella della Sezione regionale. La Delegazione di Bolzano conta una ventina di soci e ha cominciato a cooperare dal 1996 con il Bibliotheksverband Südtirol (BVS) e poi con l'austriaca Vereinigung Österreischer Bibliothekarinnen und Bibliothekare (VOeB). L'attività di aggiornamento professionale congiunta riguardava tematiche quali la terminologia e la pratica catalografica italiana e tedesca, la costituzione di un patrimonio minimo di libri italiani e tedeschi, le biblioteche provinciali in Italia e Austria.
Riguardo le prospettive di cooperazione interetnica e transfrontaliera, concludiamo citando un articolo di Martina Kirchler, dirigente del BVS, pubblicato sulla rivista germanica «Buch und Bibliothek» nel settembre 1998: «Una maggiore collaborazione con le biblioteche del gruppo italiano e con l'AIB locale deve assolutamente aver luogo. I sistemi bibliotecari tedesco, ladino e italiano oggi corrono ancora su binari paralleli.
A livello di uffici provinciali per le biblioteche è stata avviata una collaborazione attraverso la conduzione di progetti comuni. Uno di essi è stato il Premio dei lettori Arge-Alp, in cui si è collaborato non solo tra i gruppi linguistici in Alto Adige, ma anche con le altre regioni dell'Arge-Alp. L'attività organizzativa per superati confini linguistici e statali è stata impegnativa. Si sono incontrate realtà bibliotecarie differenti e non è stato sempre facile ricondurre a un denominatore comune differenti desideri e aspettative. Eppure, se dobbiamo avviarci verso un'Europa comune, questo cammino non va interrotto davanti alle porte delle biblioteche. La conoscenza di altri modi e sistemi di lavoro apre nuove prospettive e genera nuovi impulsi e continuamente si incontrano partner, coi quali si può collaborare a progetti sempre più avanzati».

Biblioteche in Alto Adige e in Trentino. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 1, p. II-IV.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-02-10 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-01biblioteche.htm

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