[AIB]AIB Notizie 1/2003
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Biblioteca comunale "A. Lazzerini":
passato e presente verso il futuro

Silvia Girometti

Per una descrizione esaustiva ed aggiornata delle attività, del patrimonio, delle risorse anche elettroniche, delle sezioni destinate a particolari esigenze dell'utenza, delle pubblicazioni e dei servizi (alcuni dei quali realizzati in collaborazione con altri settori del Comune) della Biblioteca «A. Lazzerini» di Prato, rimando al sito Web http://www.comune.prato.it/bal/home.htm attraverso cui è inoltre possibile leggerne la storia, ottenere informazioni e recapiti e consultare il bollettino quindicinale delle acquisizioni, oltre naturalmente ai vari cataloghi online. Ricca e ben strutturata anche la brochure informativa, disponibile all'ingresso per chi decida di visitare non solo virtualmente la biblioteca, cogliendo magari l'occasione di ammirare i bei monumenti che la circondano, come l'antistante duecentesco Castello dell'Imperatore, la chiesa di San Francesco, il Cassero.


La «ricca dotazione libraria» e la «efficiente organizzazione a servizio dei numerosi frequentatori» della Lazzeriniana erano state molto apprezzate da un suo assiduo nonché illustre utente, l'ex sindaco e parlamentare pratese Roberto Giovannini: lo si legge a pagina 35 de La carriera del gentiluomo: Roberto Giovannini e la sua città , quattordicesimo volume della collana «Studi e documenti» pubblicata dalla biblioteca stessa (alcuni volumi della quale si trovano presso la Library of Congress di Washington) e curato da alcuni dei suoi bibliotecari con il coordinamento del direttore Franco Neri.
A pagina 67 dello stesso volume si trova pure la seguente affermazione: «I viaggiatori a Prato sono sempre stati colpiti dai colori, dal vento e dall'animazione laboriosa, quasi frenetica, della città»; a tale citazione aggiungerei altri due elementi che hanno colpito me, durante il breve e rettilineo tragitto a piedi dalla stazione ferroviaria alla biblioteca: una notevole presenza di immigrati extraeuropei e un'armoniosa compresenza di passato e presente.
Il massiccio processo immigratorio ebbe inizio in Prato già pochi anni dopo la seconda guerra mondiale, ineguagliato rispetto ad altre città toscane e italiane. Dopo una prima migrazione interna, dalle campagne e dall'Italia meridionale, iniziarono ad arrivare gli extracomunitari, in particolare cinesi, arabi e pakistani. La risposta del Comune a tale esplosione non trascurò alcun settore, manifestandosi in primo luogo a livello sociale e urbanistico, e dimostrando un'apertura verso gli altri e verso il futuro, senza tuttavia mai venire meno al rispetto della propria identità e alla valorizzazione della propria storia.
Le istituzioni comunali sembrano tuttora riflettere tale duplice tendenza, e se dovessi utilizzare due parole chiave per definire la Biblioteca comunale "A. Lazzerini", sceglierei proprio integrazione e valorizzazione: integrazione nel tessuto sociale, valorizzazione del passato in un presente già rivolto al futuro.
Integrazione nel tessuto sociale significa molte cose. Significa cooperazione, coinvolgimento degli utenti, promozione della lettura, valorizzazione del patrimonio locale ma anche di una delle più ricche e consolidate sezioni multiculturali, cui fanno riferimento le esperienze nascenti di altre biblioteche comunali italiane.
Nella presentazione al 49. Congresso nazionale AIB Biblioteche pubbliche: la sfida multiculturale, tenutosi a Roma il 17 ottobre scorso nell'ambito di Bibliocom 2002, è stato detto che «la biblioteca è pubblica in rapporto alla comunità di riferimento, minoranze comprese» e che «la biblioteca pubblica è da sempre un luogo di mediazione culturale sincronico, dove tutte le culture si devono riconoscere». Una delle relatrici al congresso, Laura Bassanese, è proprio la responsabile della sezione multiculturale della Lazzeriniana e, nel suo intervento, sottolinea il titolo del Congresso ribadendo che «acquisizione, catalogazione di volumi in lingue non occidentali e servizio di reference sono veramente sfide». All'inizio è inevitabile il ricorso agli esperti, che tuttavia restano collaboratori esterni, poiché spetta soprattutto ai bibliotecari il non facile compito di uniformare questi agli altri servizi della biblioteca, ad esempio nella scelta delle acquisizioni. Acquisto e inventario richiedono la conoscenza della lingua, ma per catalogare occorrono ovviamente anche altre competenze.
Agli immigrati sia stabili sia di passaggio, a Prato come in biblioteca, la sezione multiculturale della Lazzeriniana offre un PC e 12 posti a sedere; per il prestito viene richiesto il permesso di soggiorno. Nella sezione, accanto a una piccola emeroteca, vi è una forte presenza di monografie orientali, oltre a libri in lingua albanese e araba, sistemati in ordine alfabetico e classificati tramite Dewey. In particolare, i testi arabi sono disposti da destra a sinistra non solo per la caratteristica della lingua, ma anche per mantenere i disegni formati dalle coste. Per la sezione dell'infanzia si utilizzano le stesse etichette della sezione italiana, in modo da uniformare e orientare meglio l'utenza. Molto richiesti i testi per l'autoapprendimento dell'italiano; malgrado le difficoltà di comunicazione, si riscontra una buona convivenza fra utenti italiani e stranieri. Le traduzioni in italiano di testi di letteratura araba e cinese sono affiancati da traduzioni di classici italiani, ed è curioso notare come ad esempio nella Divina Commedia tradotta in cinese siano state mantenute le terzine. Una rarità è costituita dal Decamerone in cinese; alcuni testi dalla letteratura classica cinese, inoltre, sono talmente popolari da essere presenti in edizioni a fumetti.
Nell'ambito della sezione multiculturale, come di tutta la biblioteca e a livello intersettoriale, vi sono in programma innovazioni atte a diffondere la conoscenza anche informatica.
I molteplici aspetti che caratterizzano la Biblioteca Lazzerini meriterebbero una trattazione approfondita; per delineare un quadro sintetico utilizzerò soprattutto una sintesi di La Biblioteca A. Lazzerini nel sistema provinciale pratese, rielaborazione ed aggiornamento al 14 gennaio 2002 della comunicazione tenuta in sede di convegno da Franco Neri, direttore della biblioteca da oltre sei anni, il cui entusiasmo e il cui impegno, uniti alla preparazione e al coinvolgimento dei collaboratori, vanno senz'altro sottolineati.
La Lazzerini è la principale biblioteca pubblica del territorio e una delle più importanti della Toscana, il cui cospicuo patrimonio si è formato in tempi relativamente brevi: a differenza di altre città della regione, come Empoli, nella cui biblioteca esistono i registri di prestito dell'Ottocento, Prato possiede una biblioteca comunale inaugurata soltanto nel 1978, sebbene il fondo Lazzerini risalga al 1836. Grazie alle donazioni e a un'accorta politica delle acquisizioni, la Lazzeriniana ha registrato una crescita accelerata e un incremento annuo notevole.
A livello di cooperazione, la Biblioteca Lazzerini è impegnata nella catalogazione e nell'integrazione nel catalogo collettivo di biblioteche scolastiche; tale integrazione rappresenta l'orizzonte di maggior impegno, soprattutto in considerazione della costituenda biblioteca di polo fra tre importanti istituti superiori per un'utenza scolastica di oltre 3600 studenti, grazie alla quale si possono realizzare avanzate ipotesi di integrazione di risorse didattiche e documentarie e di spazi culturali sia per la scuola sia per il territorio.
In ambito territoriale la Lazzeriniana rappresenta il centro di coordinamento tecnico del sistema documentario provinciale pratese, coordinato dalla Provincia di Prato, che si è costituito nel giro di pochi anni attraverso un percorso di cooperazione fra 19 soggetti istituzionali diversi (comuni, biblioteche storiche e di conservazione, fondazioni, enti, istituti di ricerca e, dal gennaio 2002, anche la biblioteca del Polo universitario). Il sistema documentario provinciale ha un proprio catalogo collettivo (comprendente 230.000 record destinati ad aumentare) ed è ospitato dalla Rete civica pratese PO-NET in cui fin dal 1996 sono consultabili i cataloghi della Lazzeriniana, insieme anche ad altre risorse documentarie, fra cui il Catalogo collettivo della rete di donne in Toscana. In particolare, il catalogo della Lazzeriniana permette di effettuare una selezione fondo per fondo e perfino di scegliere la lingua della pubblicazione; attraverso l'adozione del software Easycat per la catalogazione, per ora utilizzato a livello sperimentale, si aggiungerà l'opportunità di integrare la notizia bibliografica con indici del documento, riproduzione di frontespizi, segnalazione di recensioni o articoli.
Nella Carta dei servizi del Sistema bibliotecario provinciale si legge la volontà di adesione «a progetti ed iniziative di condivisione, censimento e valorizzazione di risorse bibliografiche e documentarie». In base alla Carta dei Servizi, «le biblioteche ed i centri di documentazione ricercano e promuovono forme di collaborazione finalizzate al coordinamento degli acquisti, alla catalogazione partecipata, al prestito interbibliotecario» [gratuito nella rete locale], «allo scambio di servizi, alla promozione della lettura, all'ampliamento delle fasce di utenza e degli orari di accesso ai servizi. Biblioteche e centri di documentazione inoltre concorrono a promuovere lo studio, la ricerca, la lettura, la continuità formativa e l'impiego del tempo libero dei membri delle rispettive comunità, favorendo la crescita culturale e civile del territorio cui appartengono e la conoscenza di risorse storiche e culturali in esso operanti; parallelamente sono potenti strumenti e risorse di integrazione e scambio fra culture e soggetti che agevolano, attraverso attività e servizi di informazione, l'integrazione e la convivenza fra popoli e culture diverse».
L'attenzione è costantemente rivolta all'utenza, di cui si ricerca «il coinvolgimento e la partecipazione»; ad essa vengono resi «visibili i percorsi e le iniziative di cooperazione» e viene facilitato «l'uso integrato delle risorse». In tal senso, fra i servizi è dato particolare rilievo all'«orientamento ed alla consulenza, individuale e di gruppo, per la ricerca e l'acquisizione di informazioni e documenti su tutto il territorio». In generale, l'importanza data alla visibilità dell'informazione, sia bibliografica sia di altra natura, rende le biblioteche un «elemento dinamico nel tessuto aggregativo di una collettività, e fattori di circolazione di idee e di rapporti»: un parallelo con le biblioteche pubbliche anglosassoni sorge spontaneo.
Fondamentale, per il raggiungimento degli scopi prefissi, è la presenza di personale qualificato, anche volontario, che deve essere adeguatamente formato e aggiornato. In particolare, la Lazzeriniana vanta l'alto livello tecnico e la capacità di rinnovamento del proprio personale; attualmente il personale strutturato è affiancato da volontari e da una cooperativa di supporto che in futuro potrebbe garantire l'apertura serale. Il volontariato culturale, la cui formazione è curata dal CESBOT, agevola la gestione del punto di prestito che la Lazzerini ha attivato da anni presso l'ospedale di Prato: iniziativa di cui non è difficile trovare altri esempi (in Toscana, per citarne una, quella realizzata dalla Biblioteca comunale di Bagno a Ripoli), e che ribadisce l'integrazione nel tessuto sociale della biblioteca, il cui ruolo nella comunità, secondo Franco Neri, oltrepassa l'importanza del ruolo istituzionale.
Uno dei maggiori progetti della Lazzeriniana riguarda il trasferimento, previsto nel 2004, nel complesso ex-Campolmi. Il lanificio Campolmi, esempio di particolare rilievo dell'archeologia industriale della città di Prato, è il più grande complesso industriale di origine ottocentesca esistente entro le mura del centro storico, situato a poco meno di 150 metri dall'attuale sede della Biblioteca Lazzerini. La fabbrica è già risultata oggetto di un primo intervento di restauro finalizzato alla sistemazione del Museo del tessuto di Prato: la scelta dell'amministrazione comunale di insediare il nuovo centro culturale costituito dalla biblioteca e dal museo investe la riqualificazione del centro storico e delle aree industriali dismesse in funzione dei nuovi obiettivi di riequilibrio della città, il recupero e la valorizzazione della sua identità storica. Nel nuovo contesto architettonico, che offre circa 8000 mq totali, oltre alla biblioteca e al museo avranno sede una caffetteria, una sala conferenze e varie aule informatiche ad alto contenuto tecnologico.
Degli 8000 mq, ben 5600 mq, disposti su due piani, sono destinati alla futura sede della Lazzeriniana, dei quali 1700 mq accessibili al pubblico: per la sala di lettura in cui sono previsti 500 posti a sedere, per la consultazione delle banche dati, cui verranno dedicate 200 postazioni, e per la sezione ragazzi, dotata di accesso separato per le classi; 500 mq ospiteranno i fondi a carattere locale e altri 500 mq l'emeroteca.
Attualmente la biblioteca occupa 4400 mq, di cui 1000 di deposito, articolati in modo da dedicare almeno una sala a scaffale aperto per ciascuna sezione; al piano superiore, accanto agli uffici degli amministratori, un'aula didattica con dodici computer consente la formazione a distanza gestita dalla biblioteca e dal centro elettronico, mentre il piano sottostante è dedicato alle conferenze e dispone di 75-80 posti, contro i futuri 120-130.
Grazie alla maggiore disponibilità di spazi, nella nuova sede sarà possibile un'espansione del patrimonio monografico fino a 275.000 volumi; parallelamente è stata individuata la necessità di procedere al trasferimento nel breve periodo (2002-2004) di raccolte di periodici locali e quotidiani nazionali ed esteri su supporto digitale e/o su microfilm. Nonostante l'acquisizione di nuovi ambienti, l'esigenza di economicità nella gestione degli spazi e degli arredi di archiviazione, che nella sede attuale impedisce l'incremento della sezione periodici, rende necessarie soluzioni alternative: tutti i periodici saranno oggetto di microfilmatura e il materiale locale maggiormente richiesto subirà un ulteriore processo di digitalizzazione, per il quale il microfilm rappresenta il supporto di primo trasferimento.
Rispetto all'assetto attuale della biblioteca, che pure già garantisce una notevole quantità di servizi, la nuova sede favorirà il naturale proseguimento delle attività in parte svolte attualmente e consentirà la realizzazione di tutte le potenzialità già insite nel ruolo della Lazzeriniana.

girometti@cirfid.unibo.it

GIROMETTI, Silvia. Biblioteca comunale "A. Lazzerini": passato e presente verso il futuro. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 1, p. 13-15.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-02-10 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-01girometti.htm

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