[AIB]AIB Notizie 1/2003
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Biblioteche e sviluppo sostenibile

Gianni Lazzari

«AIB notizie» apre questo numero con la dichiarazione su Biblioteche e sviluppo sostenibile, che il Governing Board dell’IFLA ha approvato il 24 agosto 2002 a Glasgow, in occasione della Conferenza generale, come esternazione solenne, a suggello del 75° anniversario della fondazione della Federazione
.
Negli ultimi anni l’IFLA ha diffuso, senza timore di apparire retorica, alcune dichiarazioni che fortemente e orgogliosamente pongono le biblioteche dentro l’impegno dell’umanità per i diritti fondamentali, al centro di una missione di progresso civile, e lo ha fatto con la consapevolezza di rappresentare un forum mondiale, un luogo di dialogo interetnico e interculturale, che può giocare un ruolo importante di supporto per gli ideali della pace, della libertà, della giustizia per tutti.
La sua Dichiarazione sulle biblioteche e sulla libertà intellettuale (redatta da IFLA/FAIFE e approvata a L’Aia il 23 marzo 1999 dall’Executive Board) esordiva con una chiarissima affermazione di principio: «L’IFLA sostiene, difende e promuove la libertà intellettuale, così come definita nella Dichiarazione universale dei diritti umani delle Nazioni Unite. L’IFLA dichiara che gli esseri umani hanno il diritto fondamentale di accedere alle espressioni della conoscenza, del pensiero creativo e dell’attività intellettuale» . Lo stesso principio apriva il Manifesto IFLA per Internet (anch’esso a cura di IFLA/FAIFE, 2002): «Il libero accesso all’informazione è essenziale per la libertà, l’eguaglianza, la comprensione mondiale e la pace». Sempre a Glasgow, l’anno scorso, il Council proclamava la Dichiarazione su Biblioteche, Servizi di informazione e libertà intellettuale riaffermando e sviluppando gli stessi concetti.
Ora quest’etica delle biblioteche si rafforza con una nuova dichiarazione sulla mission delle biblioteche in rapporto al tema dello sviluppo sostenibile. La dichiarazione afferma che tutti gli esseri umani hanno il diritto di vivere in un ambiente favorevole alla loro salute e al loro benessere e assegna alle biblioteche il ruolo di concorrere a questo diritto. Ciò essenzialmente attraverso la garanzia della libertà di accesso all’informazione, implicitamente riaffermando così la fiducia che lo sviluppo delle conoscenze sia di per sé condizione di progresso e che le biblioteche, in quanto network mondiale, di paesi sviluppati e in via di sviluppo, si configurino come strumento di equità nelle condizioni sociali ed economiche, nella qualità della vita, nella tutela dell’ambiente naturale. Le biblioteche e i servizi bibliotecari sono definiti gateways per la conoscenza e sono di aiuto negli sforzi di superamento del gap di informazione e del cosiddetto digital divide, per consentire universalmente l’affermarsi di politiche di sviluppo sostenibile.
Potremmo chiederci se esistono urgenze tali, nel mondo contemporaneo, dopo le epocali trasformazioni vissute alla fine del XX secolo, dalla caduta del muro di Berlino allo sviluppo dell’innovazione tecnologica, dall’apparente affermarsi di un pensiero unico globale all’emergere di una divisione drammatica, economica e culturale tra il Nord e il Sud del mondo, che invitano la nostra Federazione internazionale ad interventi di questo tipo, eticamente altissimi, ma che potrebbero essere giudicati addirittura banali, in quanto riaffermanti principi e valori da nessuno messi esplicitamente in discussione.
La mia idea non è, purtroppo, questa: non ritengo banale e retorico, nel mondo di oggi, riaffermare la validità dei diritti fondamentali dell’uomo, come la Dichiarazione universale del 1948 li ha definiti e, soprattutto, sottolineare la valenza perenne del valore della libertà all’inizio del terzo millennio, di fronte alle pratiche diffuse e devastanti dei terrorismi e delle guerre, che da opposti fronti alimentano i razzismi, le diseguaglianze, le miserie, le violenze e le ingiustizie insopportabili a fronte dello sviluppo scientifico ed economico globale contemporaneo.
L’IFLA invita i bibliotecari a sentirsi protagonisti, a essere dentro il progetto di inverare, attraverso la loro professione, sviluppando i servizi delle biblioteche, quei diritti fondamentali. Le biblioteche sono strumenti di progresso, perché è loro funzione promuovere la libertà dell’informazione e della conoscenza; il luogo dell’IFLA, dove si incontrano cittadini bibliotecari di tutto il mondo a discutere di controllo bibliografico, di disponibilità dei documenti, di accesso libero senza censure alla cultura per tutti, è il luogo, uno dei tanti possibili, naturalmente, che potenzialmente trascende le divisioni della storia, prefigurando l’utopia della pace, dell’uguaglianza, della libertà e della giustizia.
Sicuramente ciò suona alla fine come molto retorico, ma è purtroppo sufficiente accendere la TV o leggere un giornale, per capire come la riaffermazione di valori universalmente condivisi e clamorosamente confliggenti con la realtà divenga drammaticamente doverosa. L’IFLA, e quindi l’AIB, sua sezione italiana, ci suggeriscono di riscoprire il valore etico della nostra professione, i nostri enduring values come direbbe Michael Gorman (si veda il suo bel libro nella traduzione italiana a cura di Mauro Guerrini) ritrovando, con essi, tutto il nostro orgoglio professionale e la consapevolezza della nostra utilità sociale.

lazzari@aib.it

LAZZARI, Gianni. Biblioteche e sviluppo sostenibile. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 1, p. 3.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-02-10 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-01lazzari.htm

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