[AIB]AIB Notizie 1/2003
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Le biblioteche scolastiche in Alto Adige

Per rispettare lo Statuto d'autonomia e salvaguardare la tutela dei gruppi etnici, la pubblica istruzione in Alto Adige è suddivisa in tre strutture parallele e rigidamente distinte in base alla lingua di insegnamento principale: italiana, tedesca e ladina. Grossomodo si contano un'ottantina di direzioni didattiche di scuole elementari e medie e una trentina di direzioni di scuole secondarie superiori. Attualmente sono attive circa 150 biblioteche scolastiche, parte delle quali ufficialmente riconosciute dalla Provincia in base a quanto previsto dalla l.p. 17/90 e dal Regolamento di esecuzione, emanato con d.p.g.p. 1 aprile 1992. Come recita il testo di questa legge, unica nel suo genere in Italia, <>. L'intervento della Provincia è agevolato dal processo di provincializzazione della scuola avvenuto nel 2000.
A norma di legge, le biblioteche scolastiche fanno parte del sistema bibliotecario provinciale, ai sensi della normativa sulle biblioteche pubbliche, quindi le competenze degli uffici provinciali per le biblioteche italiane, tedesche e ladine hanno esteso la loro competenza anche alle strutture bibliotecarie scolastiche, operando d'intesa con le autorità scolastiche. Tra l'altro la stessa l.p. 19/90 prevede possibilità di integrazione organizzativa con le biblioteche di pubblica lettura o di accorpamento in una unica struttura delle funzioni di biblioteca scolastica e di pubblica lettura, soluzione praticata nei centri minori. Fatte salve le invalicabili distinzioni tra scuole di lingua tedesca, italiana e ladina, la l.p. 17/90 prevede altre tipologie organizzative flessibili, quali le biblioteche di grandi scuole, quelle interscolastiche comuni a più istituti scolastici e i consorzi tra scuole per la conduzione di servizi bibliotecari comuni.
Il Regolamento di esecuzione della l.p. 17/90 detta disposizioni organizzative e biblioteconomiche, stabilendo pure standard funzionali, come un patrimonio minimo di dieci libri per ogni alunno e insegnante, con acquisizioni annuali pari almeno a un libro per alunno e insegnante e sono previsti finanziamenti per raggiungere e mantenere questi standard. I contributi provinciali annuali per l'acquisto di libri e media per una scuola superiore con 650 alunni si aggirano sui 15.000 euro, ma altri finanziamenti possono essere erogati per la costituzione di un patrimonio minimo, la riorganizzazione della biblioteca, la promozione della lettura (incontri con autori e illustratori italiani e tedeschi...). La revisione delle raccolte, la catalogazione e il trattamento fisico dei libri sono spesso affidati ad associazioni come il Bibliotheksverband Südtirol o l'Associazione servizi bibliotecari.
Le norme provinciali stabiliscono chiaramente l'organigramma delle biblioteche scolastiche. Il direttore è un docente, con qualifica specifica nel settore della didattica della biblioteca. Nominato dal collegio docenti, resta in carica tre anni, dedica una piccola parte dell'orario di servizio al coordinamento dell'attività didattica della biblioteca, dello sviluppo del patrimonio e dell'organizzazione dell'attività di promozione della lettura. Nelle biblioteche scolastiche di medie dimensioni operano coadiutori di biblioteca, in genere provenienti dalle segreterie scolastiche e riqualificati per i nuovi compiti. Nelle grandi biblioteche scolastiche operano i bibliotecari, che secondo la ridefinizione dei profili professionali provinciali avvenuta nel 2001, devono possedere un titolo di studio universitario almeno triennale in biblioteconomia. Il progetto di istituzione nel 2004 di un corso di diploma in biblioteconomia presso la Facoltà di scienze della formazione a Bressanone potrebbe col tempo colmare il fabbisogno di personale qualificato. Il tipico conflitto di competenze tra il docente-direttore di biblioteca e il bibliotecario va superato puntando ad un processo di direzione comune che unisca competenze didattiche e biblioteconomiche.
Attualmente in Alto Adige una sessantina di biblioteche scolastiche dispone di personale proprio. Si tratta di quasi tutti gli istituti di istruzione secondaria superiore e di un terzo delle direzioni didattiche della scuola dell'obbligo. Queste biblioteche, oltre ad alcuni coadiutori di biblioteca, impiegano una quarantina di bibliotecari.
Le norme provinciali in materia di edilizia scolastica prevedono una collocazione centrale della "mediateca scolastica", come viene definita. Essa dev'essere facilmente accessibile anche dall'esterno dell'edificio e deve disporre di una superficie minima che va dai 6 metri quadrati per ogni classe nelle elementari agli 8 delle superiori.

Le biblioteche scolastiche in Alto Adige. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 1, p. V-VI.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-02-10 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-01scolastiche.htm

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