[AIB]AIB Notizie 2/2003
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Risorse per le biblioteche italiane

Vittorio Ponzani

Un messaggio segnala in AIB-CUR che il «Sole 24 ore» del 27 gennaio ha dedicato una pagina alle biblioteche pubbliche europee: Il quadro che ne emerge è per alcuni aspetti piuttosto sconfortante e mette in evidenza la scarsità dei fondi che i governi dell’Europa meridionale mettono a disposizione per finanziare le biblioteche: «In Danimarca e Finlandia si spendono oltre 40 euro pro capite, mentre in Italia e Spagna meno di cinque». È assolutamente necessario ottenere dal governo nazionale e da quelli locali maggiori investimenti per le nostre biblioteche, e viene chiesto all’AIB un intervento in questa direzione.
In Italia inoltre esiste ancora oggi un forte divario tra il Nord e il Sud, come testimonia il messaggio di un bibliotecario calabrese che lamenta come in Calabria, nella maggior parte dei comuni fino a 10.000 abitanti, non esistono servizi bibliotecari pubblici efficienti. Le biblioteche non offrono servizi adeguati, sono aperte in orario 8,00-14,00 e chiuse il sabato, senza alcuna considerazione per le esigenze dei cittadini, e spesso non hanno collezioni librarie adeguate, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. La conseguenza ovvia è che la percentuale della popolazione che frequenta queste biblioteche è bassissima, anche se non si conoscono le cifre.
A questo punto si apre un altro problema, strettamente correlato con il precedente, che purtroppo non riguarda solo la Calabria ma l’intero Paese, e cioè la mancanza di dati quantitativi ufficiali relativi alle biblioteche pubbliche italiane. In Italia, a differenza che in altre nazioni, non esiste un’istituzione che abbia come scopo quello di raccogliere ed elaborare i dati statistici relativi al sistema bibliotecario nazionale, che appare peraltro troppo frammentato per favorire una tale attività. In mancanza di questi dati – sottolinea un messaggio – è più difficile per le biblioteche chiedere maggiori risorse, sia finanziarie sia umane, non potendo dimostrare a quali scopi (concreti) queste risorse debbano servire.

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Il rischio di una guerra contro l’Iraq, che purtroppo appare sempre più imminente, provoca in AIB-CUR un appassionato scambio di messaggi, in cui i bibliotecari italiani, accomunati dal rifiuto della guerra come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali, si confrontano su quale debba essere l’atteggiamento da assumere «in quanto bibliotecari», cioè in quanto professionisti che operano in strutture che per missione promuovono la libera circolazione delle idee e della cultura.
Alcuni messaggi pongono l’accento sull’aspetto deontologico della professione, interrogandosi se sia giusto che i bibliotecari (come categoria) prendano una posizione politica comune, oppure se il loro compito non sia piuttosto quello di garantire e facilitare l’accesso ai documenti, per permettere ai cittadini di formarsi una propria convinzione nel modo più consapevole e per favorire un atteggiamento improntato all’uso della ragione e del confronto tra le idee.
Altri messaggi, al contrario, sostengono che, in un momento storico tanto grave, i bibliotecari abbiano non solo il diritto, ma anche il dovere, di esporsi attraverso un intervento politico chiaro contro la guerra, sia a livello individuale sia come gruppo professionale, pena il rischio di ridursi a soggetti al di fuori della realtà, che vivono solo «in funzione della corretta applicazione di campi, sottocampi, titoli uniformi, trattini, punti, due punti e punti e virgole».
Vengono poi segnalati alcuni siti Web dove trovare informazioni sulle iniziative di bibliotecari contro la guerra, come ad esempio il documento spagnolo Bibliotecarios por la paz (http://biblioteca.ulpgc.es/Noticias/paz.html) e il Library manifesto against possible war in Iraq (http://www.libr.org/peace/Iraq.html), sottoscritto da oltre 1700 tra bibliotecari e archivisti. Quest’ultimo si chiude con un invito molto significativo: «invece di prepararci per la guerra, armiamo lo spirito umano con armi di istruzione di massa».
Per quanto riguarda l’Italia, si segnalano i siti del Sistema regionale di documentazione per la pace della Toscana (http://www.regione.toscana.it/pace), della Biblioteca e videoteca del Centro Pace del Comune di Venezia (www.comune.venezia.it/centropace/home.asp) e del Centro studi per la pace (http://www.studiperlapace.it/italiano.html).
Un’iniziativa che ha riscosso un particolare apprezzamento tra i bibliotecari è quella proposta dalla biblioteca di Cologno Monzese, che ha messo a disposizione sul proprio sito (http://www.biblioteca.colognomonzese.mi.it) un bel segnalibro dove su un lato è scritto in undici lingue “Libri non bombe”, mentre sull’altro lato è ribadito che «La biblioteca ripudia la guerra». Il segnalibro può essere scaricato e stampato dai bibliotecari, i quali possono distribuirlo agli utenti, come segno di pace.

ponzani@aib.it

L'archivio storico di tutti i contributi inviati in AIB-CUR è consultabile, da parte degli iscritti alla lista, a partire dall'indirizzo http://www.aib.it/aib/aibcur/aibcur.htm3

PONZANI, Vittorio. Risorse per le biblioteche italiane. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 2, p. 6.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-03-09 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-02ponzani.htm

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