[AIB]AIB Notizie 2/2003
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Accesso ai dati statistici e valutazione delle biblioteche

Paolo Traniello

Per poter disporre di dati certi occorrono evidentemente alcune condizioni: che qualcuno li raccolga e li elabori; che si conosca con certezza l'ufficio a cui accedere per poterne disporre; che lo stesso ufficio non solo non ponga alcun ostacolo, ma anzi collabori attivamente con proprie iniziative per la loro diffusione e la loro valutazione critica.

La differenza che intercorre tra un'opinione, che può legittimamente raggiungere il grado della convinzione, e una conoscenza, sempre per altro verificabile e discutibile nella ricerca e nel dibattito, consiste nell'essere la prima fondata sull'esperienza empirica, la seconda su dati elaborati sulla base e con la scorta delle varie scienze che presiedono alla loro formazione: nel caso che ci interessa, prevalentemente le discipline statistiche.
Si vorrebbe qui proporre qualche considerazione sull'opinione espressa in diversi interventi su AIB-CUR che nei paesi dell'Europa settentrionale si spenda notevolmente di più per le biblioteche di quanto si faccia in Italia.
Si tratta evidentemente di una opinione, o convinzione, più che legittima; basta infatti compiere qualche viaggio, per turismo o per studio, nei vari paesi europei per osservare che sul piano della modernità, della ricchezza e delle attrezzature delle biblioteche pubbliche l'Italia non è certamente all'avanguardia, anche se incominciano a sorgere in alcune zone ben delimitate del nostro paese un certo numero, diciamo qualche decina, di queste strutture, certamente confrontabili con quelle che si possono incontrare nel Nord Europa.
Ma se si vuole fare un esame comparativo veramente utile, perché fondato non su opinioni ma su conoscenze, bisogna ricorrere ai dati.
Per poter disporre di dati certi occorrono evidentemente alcune condizioni: che qualcuno li raccolga e li elabori; che si conosca con certezza l'ufficio a cui accedere per poterne disporre; che lo stesso ufficio non solo non ponga alcun ostacolo, ma anzi collabori attivamente con proprie iniziative per la loro diffusione e la loro valutazione critica.
In alcuni paesi europei ciò avviene con estrema naturalezza e facilità. Il ricercatore, anche straniero, che desideri conoscere la natura e l'entità dei finanziamenti per le biblioteche operate dalle diverse amministrazioni viene indirizzato all'ufficio competente che gli fornisce la documentazione di cui abbisogna, che del resto è a disposizione del pubblico ed è per lo più redatta anche in lingua inglese.
Mi sia consentito a questo proposito di proporre la mia stessa testimonianza, avendo avuto occasione, ormai però una decina d'anni fa, di visitare i paesi della Comunità europea, allora in numero di 12, per raccogliere informazioni e dati statistici sui servizi di biblioteca pubblica, ciò che ho potuto compiere abbastanza agevolmente nella maggioranza dei casi.
Più recentemente, vale a dire nello scorso mese di settembre, ho avuto occasione di recarmi in Finlandia, dove l'accesso ai dati che mi interessavano è stato particolarmente semplice e rapido. È bastato chiedere un incontro alla persona responsabile del servizio biblioteche presso il Ministero dell'educazione per disporre immediatamente di un prospetto aggiornato (anche se privo di qualunque pretesa tipografica) degli stanziamenti statali e delle spese complessive per le biblioteche pubbliche in Finlandia. Il documento, corredato da semplici e chiare valutazioni finanziarie, mostra, sulla base delle equivalenze monetarie e dell'andamento inflazionistico, come gli stanziamenti per le biblioteche, che ammontavano nel 2001 a 222,9 milioni di euro (43,2 per abitante) e nel 1991 all'equivalente di 191,5 milioni di euro, siano nell'ultimo decennio aumentati in termini monetari, ma diminuiti in termini reali: considerazione questa che si trova esplicitamente espressa nei documenti che mi sono stati consegnati, senza alcuna necessità di ricorrere da parte mia a calcoli di questo genere che non sarei stato in grado di operare.
Un'esperienza analoga ho potuto compiere, sempre in Finlandia, anche a livello comunale. Ad esempio, la biblioteca municipale di Tampere (una città di circa 200.000 abitanti) mette a disposizione dei propri utenti un foglio illustrativo, redatto, per i visitatori, in inglese, dove sono riportati tutti i principali dati statistici riguardanti le dotazioni e i servizi, dal quale risulta una spesa complessiva nell'ultimo anno di 9,1 milioni di euro (comprese, evidentemente, le spese per il personale) ed entrate per 900.000 euro (si tenga presente che i servizi propriamente bibliotecari sono rigorosamente gratuiti).
Quello che mi ha colpito, nel caso della Finlandia, non è tanto l'entità della spesa per le biblioteche quanto la facilità di accesso ai dati statistici di base, che mi pare espressione reale di trasparenza amministrativa.
È vero che la Finlandia conta circa un decimo della popolazione italiana e ha una macchina amministrativa presumibilmente assai più semplice della nostra. Ma il sistema bibliotecario annovera, per le sole biblioteche pubbliche, circa un migliaio di strutture e il personale dell'amministrazione centrale, che ha competenza congiunta con gli enti locali in materia di finanziamenti alle biblioteche pubbliche, è composto solo da alcune unità.
Non posso invece che constatare che, tra tutti i Paesi europei ai quali ho cercato di dedicare le mie ricerche nel campo della storia e dell'attualità amministrativa bibliotecaria negli ultimi dieci anni, quello per il quale ho avuto più difficoltà a procurarmi dati anche solo approssimativi concernenti i finanziamenti è quello di cui parlo la lingua e nella cui Capitale risiedo.
Avendo, ad esempio, recentemente chiesto agli uffici del Ministero per i beni e le attività culturali di conoscere con una certa esattezza gli stanziamenti per le biblioteche pubbliche statali nell'ultimo decennio, non sono riuscito a ottenere nessuna risposta e ho dovuto cercare di individuarli personalmente, e certo con rischio di inesattezze, mediante la lettura dei bilanci sulle pubblicazioni ufficiali che li riportano e che ho potuto consultare grazie alla cortesia della Biblioteca del Senato.
Parimenti, non mi risulta che esistano pubblicazioni o documenti disponibili che illustrino, regione per regione, l'andamento degli stanziamenti e delle spese comunali e regionali per le biblioteche, da distinguere evidentemente nelle singole voci, comprese quelle per il personale, e neppure esistono, nella maggior parte delle regioni, uffici o funzionari in grado di rispondere esaurientemente a richieste informative di questo genere.
Si tratta di una situazione di incertezza che non giova in ogni caso al prestigio del nostro paese in campo bibliotecario, anche perché, in mancanza di una documentazione precisa a disposizione, gli studiosi italiani e gli enti di ricerca internazionali non possono che ricorrere a stime approssimative, forse per lo più sottodimensionate.
Se grandi riforme per le biblioteche non si possono o non si vogliono fare in Italia, si incominci almeno da questo: a informare i cittadini su quanto si spende per questi istituti: la ricerca ne trarrà grande giovamento, ma anche i confronti internazionali potranno essere fatti in termini più concreti e da ciò non potrà che derivare uno sviluppo generale dei servizi.

Paolo.Traniello@tin.it

TRANIELLO, Paolo. Accesso ai dati statistici e valutazione delle biblioteche. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 2, p. 7.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-03-09 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-02traniello.htm

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