[AIB]AIB Notizie 4/2003
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Editoria elettronica: bibliotecari, editori e mediatori a confronto

Paolo Gardois

Lo scenario che si apre con la diffusione massiccia dell’editoria elettronica chiude, secondo Anna Maria Tammaro, un ciclo durato per parecchi secoli nella comunicazione scientifica, e che prevedeva ruoli abbastanza chiari tra gli attori in campo. Quali sono le nuove posizioni e i nuovi ruoli in un momento storico in cui la disintermediazione sembra rimetterli tutti in discussione?
Secondo Antonella De Robbio, un futuro auspicabile è rappresentato dagli open archives e più in generale da una più libera disponibilità online dei documenti scientifici. Il diritto d’autore, infatti, rischia di diventare un ostacolo alla rapida diffusione dell’informazione in ambito scientifico, pur mantenendo una sua validità nel circuito commerciale. Diversamente da un romanziere, infatti, un autore scientifico ha il massimo interesse a diffondere tra il maggior numero possibile di lettori i risultati delle proprie ricerche indipendentemente dal fatto di ricavarne un utile immediato: in alcuni settori, infatti (ad esempio, la fisica) gli autori affidano ormai ad archivi di e-prints liberamente accessibili via Internet la parte principale della loro produzione. Movimenti e iniziative come la Public Library of Science e la Open Archives Initiative vanno in questa direzione, restituendo anche alle biblioteche una parte da protagoniste nella disseminazione e conservazione della letteratura scientifica.
Naturalmente diverso il punto di vista di Alberto Isoardo, della Elsevier. Non occorre infatti, secondo lui, che i vari attori in campo scelgano tra cooperare e competere: entrambe le cose sono necessarie. Nell’attuale fase di transizione, inoltre, molto va migliorato. Anche le University Press possono avere un ruolo, posto che riescano a costruire un modello economico sostenibile: in America, ad esempio, l’editoria commerciale convive con SPARC e Highwire. Il ruolo dei grandi editori rimane infine di stretta attualità, in quanto fornitori di contenuti a grossi consorzi tramite strumenti tecnologici all’avanguardia. La chiave di tutto sta nel trovare il punto di equilibrio tra gli interessi dei vari attori nell’ambito di una logica di mercato.
Il mediatore (o intermediario) viene però tagliato fuori a causa dello sviluppo dell’editoria elettronica? No, secondo Stefania Scala, in quanto le commissionarie come EBSCO Italia forniscono un valore significativo semplificando le attività gestionali della biblioteca e fornendo interfacce d’accesso uniformi per un gran numero di riviste di editori diversi, spesso a prezzi vantaggiosi, pur dovendo far fronte a forti aumenti di prezzo editoriale. Inoltre, quando l’editore si sostituisce alla commissionaria e tratta direttamente con la biblioteca, i prezzi per quest’ultima tendono a crescere: va quindi riaffermato il ruolo della commissionaria, capace di mediare tra i diversi attori nell’interesse di tutti.
La discussione riserva vari spunti, tra i quali la rivalutazione del ruolo dell’autore, la duplicazione delle opere a stampa, il pay per view, le statistiche d’accesso, la personalizzazione delle interfacce, i consorzi e altro ancora, anche con contributi dal pubblico.
Al termine dell’incontro, tuttavia, l’impressione è che tra i tre attori l’approccio competitivo prevalga comunque largamente su quello cooperativo.

GARDOIS, Paolo. Editoria elettronica: bibliotecari, editori e mediatori a confronto. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 4, p. III.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-05-01 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-04gardois.htm

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