[AIB]AIB Notizie 4/2003
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Introduzione

Eugenio Pintore

Chi avesse la pazienza in questi tempi di seguire le vicende delle biblioteche in Piemonte non tarderebbe ad accorgersi che qualcosa è cambiato rispetto agli anni precedenti. Ne fanno fede non solo il numero sempre più elevato di nuovi bibliotecari che si collocano nelle biblioteche universitarie o negli enti locali o ancora nelle cooperative che operano nella regione ma soprattutto il fermento riorganizzativo che riguarda numerosissime realtà bibliotecarie tutte tese a costruire aggregazioni, collaborazioni, sistemi e reti nella consapevolezza che, pur nelle differenze di soggettività giuridica o di specificità biblioteconomic,a sia importante costruire alleanze a vantaggio non solo dei bibliotecari ma soprattutto del lettore.
Il recente dibattito attorno alla realizzazione del Sistema bibliotecario metropolitano consente di verificare direttamente quanto sia sentita la necessità di collaborazioni, di interconnessioni, di condivisione non solo di strumenti e risorse ma anche di strategie di intervento per aumentare la capacità di incidenza e visibilità delle biblioteche nel tessuto sociale e culturale.
Ma le testimonianze migliori di un cambiamento di clima culturale vengono dalle pubbliche amministrazioni che hanno manifestato un interesse straordinario in questi ultimi anni per la realizzazione di nuove biblioteche. È un fatto di cui tutti i bibliotecari devono essere fieri perché significa innanzitutto che il loro lavoro, la loro capacità di offrire alla cittadinanza i servizi complessi e articolati, la capacità di rappresentare per i cittadini un riferimento professionale non solo competente ma anche umanamente significativo ha fatto sì che in questi anni la sensibilità degli amministratori verso le biblioteche sia cambiata profondamente. La biblioteca oggi viene riconosciuta come una presenza indispensabile e di qualità nel tessuto culturale e sociale di ogni cittadino: e se una volta erano i bibliotecari a dover sollecitare l’attenzione, oggi sono spesso gli stessi amministratori a promuovere interventi a favore delle biblioteche. Gli interventi della Regione Piemonte, che a questo riguardo sono sempre più numerosi e generosi, confermano questa tendenza.
E non solo nella grande città di Torino, dove il progetto della nuova biblioteca scaccia definitivamente ogni perplessità circa una malintesa modestia sabauda: lontano da ogni controverso amore per la penombra e per la discrezione, il progetto torinese rivendica finalmente per la biblioteca una centralità anche urbanistica e architettonica che non può che riverberarsi positivamente sull’idea generale della biblioteca in tutta la regione.
Non si tratta solo della grande biblioteca torinese: vi sono quelle decentrate del sistema urbano, quelle di cittadine più piccole ma con progetti e realizzazioni importanti. Novi ligure, Chieri, Settimo Torinese, Beinasco, Collegno e, ancora, San Mauro Torinese, Barge…
Senza dimenticare i progetti dei nuovi poli universitari al cui interno le biblioteche dovranno assumere centralità finora ambite ma non sempre raggiunte.
Insomma, se non è un fermento è qualcosa che vi si avvicina.
Non è superfluo ribadire e riconoscere il merito ai tanti bibliotecari che con operosità e professionalità hanno lavorato in questi anni. Un universo di bibliotecari che l’AIB non sempre riesce a raggiungere e coinvolgere e con i quali è pur tuttavia indispensabile stabilire un contatto e condividere nuove progettualità. Non ci sono altri obiettivi per la Sezione se non questo. Che non significa immaginare tutti i bibliotecari iscritti all’AIB. Ma quantomeno essere in grado di coglierne i problemi e le aspettative e aiutarli a essere rappresentati nelle sedi opportune. Se l’Associazione diventasse per i bibliotecari un riferimento o un’occasione di scambio e di incontro professionale si sarebbe ottenuto un risultato importante.
In questi anni la Sezione Piemonte ha concentrato la sua attività nell’organizzare prevalentemente incontri di aggiornamento con esperti su tematiche diverse seguendo suggerimenti che provenivano per lo più dai diversi ambiti bibliotecari. Si è trattato di incontri brevi che non hanno voluto rientrare nel più ampio e articolato discorso sulla formazione professionale.
Il Piemonte gode infatti di un vantaggio importante rispetto ad altre realtà nazionali, rappresentato dal forte impegno del servizio bibliotecario regionale nel campo della formazione. La nostra cara amica Raffaella Contillo, che non ci stancheremo di ricordare, ha costruito un sistema formativo che per anni è stato in grado di rispondere ai molteplici bisogni dei bibliotecari di tutte le aree.
Il ruolo dell’Associazione può essere tuttavia importante non solo per segnalare quali siano i bisogni formativi dei bibliotecari ma anche per sviluppare forme di collaborazione con i servizi regionali per la definizione di interventi di aggiornamento e di specializzazione in ambiti tematici specifici.
Un percorso che richiede una ridefinizione dei compiti e dei ruoli dell’associazione in Piemonte. Si tratta di ripensare anche a livello locale il ruolo dell’AIB nella sua capacità non di organizzatore diretto di eventi ma di promotore e catalizzatore di energie e risorse che stanno nelle biblioteche e nei bibliotecari.
Una esperienza che si sta compiendo con il progetto Nati per leggere. L’AIB ha definito con la Regione Piemonte un protocollo di collaborazione per la valorizzazione delle numerose iniziative e dei tanti progetti rivolti alla fascia dei più piccoli realizzati dalle biblioteche pubbliche piemontesi.
Così è ancora per Presidi del libro. L’AIB ha partecipato come socio fondatore alla costituzione dell’Associazione piemontese Presidi del libro di cui fanno parte rappresentanti di case editrici, di librerie e della Fiera del libro. Ma, anche in questo caso, l’obiettivo è stato e continua a essere quello di porsi come promotori e sostenitori di iniziative create e realizzate dai lettori nelle più diverse realtà del territorio regionale. Iniziative che si concretizzano soprattutto nella nascita di gruppi spontanei di lettura che crescono attorno a librerie, biblioteche, scuole ma anche al di fuori di qualsiasi riferimento istituzionale.
Se dovessimo definire una strategia di intervento per la Sezione Piemonte dovremmo pertanto parlare di una sempre maggiore collaborazione non solo con i bibliotecari e le biblioteche ma con tutti i soggetti che a diverso titolo partecipano alla diffusione del libro e alla promozione della lettura.
Si tratta di abbandonare l’idea di un’associazione che per conto proprio organizza iniziative e attività optando piuttosto a favore di un più stretto coinvolgimento delle biblioteche e dei bibliotecari che lì operano nella proposta e nell’organizzazione di incontri e di momenti di riflessione e di studio: sono i bibliotecari e le istituzioni bibliotecarie che si devono assumere direttamente il compito di portare al centro della loro iniziativa non solo le necessità di aggiornamento ma più in generale le tematiche che a loro appartengono.
Insomma, bisogna riportare l’Associazione al suo luogo di origine: le biblioteche e i bibliotecari.

PINTORE, Eugenio. Introduzione Speciale Piemonte. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 4, p. I-II.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-05-01 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-04pintore.htm

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