[AIB]AIB Notizie 5/2003
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Elezioni, cultura, democrazia: appunti di un bibliotecario

Giuseppe Basile

«AIB notizie» pubblica un contributo di Giuseppe Basile, Vice direttore della Biblioteca comunale "Amatulli" di Noci (Ba) e componente del CER-Puglia. L’articolo è apparso, in una versione lievemente modificata sulle pagine locali de «La repubblica» di Bari dell’11 maggio scorso con il titolo redazionale Le elezioni amministrative, una lezione di trasparenza.

I Nocesi, come molti Italiani, a giorni saranno chiamati alle urne per eleggere il Sindaco e i Consiglieri comunali.
Quintali di carta e fiumi di inchiostro si consumano nella redazione di programmi e propositi che, come l’esperienza insegna, resteranno quasi interamente sulla carta.
Nel turbinìo di idee, di considerazioni, di riflessioni, nei quali sovente prevale la disillusione e il pessimismo, riaffiorano alla mia memoria, forse rigurgito della speranza, o molto più probabilmente ricordi sopiti di un bibliotecario, concetti e persone.
Mi tornano in mente, tra gli altri, nomi come Brodskij e Marotta. Mi affretto a verificare, a riappropriarmi di idee che evidentemente ho ritenuto significative e fondamentali. Sì, ecco, avevo ragione! Tra le mie carte rintraccio quello che cercavo. Rileggo un articolo dal titolo Chi non legge pagherà , apparso su «La repubblica» del 9 dicembre 1987, nel quale sono riportati alcuni passi del discorso che il poeta russo Josif Brodskij (1940-1996) pronuncia mentre ritira il Premio Nobel per la letteratura. Brodskij, tra l’altro, dice: «Non propongo di sostituire una biblioteca allo Stato (anche se quest’idea mi è venuta più di una volta); ma sono convinto che se scegliessimo i nostri governanti sulla base delle loro letture piuttosto che sui loro programmi, sulla terra ci sarebbero molto meno guai».
Gerardo Marotta, il carismatico presidente dell’Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli, durante una conversazione, organizzata dal Centro culturale “Albanese”, tenuta a Noci il 17 dicembre 2000, si è invece così espresso: «Signori io vorrei semplicemente chiedere il vostro impegno perché vi liberiate dalla miseria del privato, vi liberiate dal ridicolo del privato, queste non sono parole mie, sono parole di Giuseppe Albanese, sono parole di Mario Pagano, sono parole di Eleonora Fonseca Pimentel [martiri della Repubblica napoletana del 1799]: solo è degno di essere uomo e di chiamarsi uomo colui che pone prima gli interessi generali, prima il bene comune e poi il bene della propria famiglia».
Quasi tessere di uno stesso puzzle mi tornano in mente le parole d’esordio del Manifesto Unesco sulle biblioteche pubbliche: «La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità di cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. La biblioteca pubblica è il centro informativo locale che rende prontamente disponibile per i suoi utenti ogni genere di conoscenza e informazione».
Insieme al Manifesto Unesco conservo il Manifesto IFLA per Internet: «Il libero accesso all’informazione è essenziale per la libertà, l’uguaglianza, la comprensione mondiale e la pace. La Federazione internazionale delle associazioni e delle istituzioni bibliotecarie (IFLA) afferma che […] grazie a Internet, rete globale, dai villaggi più piccoli e remoti alle metropoli, nel mondo intero, le persone e le comunità possono avere uguale accesso all’informazione ai fini dello sviluppo personale, dell’istruzione, dello stimolo e arricchimento culturale, dell’attività economica e della partecipazione informata alla democrazia».
Involontariamente mi ritrovo tra le mani, schede sparse di un catalogo in via di impostazione, idee guida per ogni agire umano, specialmente se pubblico. Considerazioni in libertà, confuse, scaturite d’impulso, ma da portare all’attenzione di quanti hanno deciso di sobbarcarsi l’oneroso compito di guidare una comunità, sia essa grande o piccola.
Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo, esso deve assicurare una partecipazione consapevole dei cittadini. Trasparenza, legittimità e imparzialità devono contrassegnare la sua azione.
All’improvviso, nel groviglio di sensazioni e di pensieri, forse affiorano dei princìpi, dei fari che possono guidare l’agire dei candidati e la matita degli elettori. Forse non tutto è perduto; forse si possono sottrarre le comunità – sono ancora parole di Marotta – dal privato, dai piccoli interessi, dalle mani di «genti meccaniche e di piccol affare» di manzoniana memoria.
Forse…

gius.basile@tin.it


BASILE, Giuseppe. Elezioni, cultura, democrazia: appunti di un bibliotecario. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 5, p. 14.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-05-25 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-05basile.htm

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