[AIB]AIB Notizie 5/2003
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La biblioteca ritrovata: “San Pietro a Majella” e i suoi secolari tesori musicali

Antonio Caroccia

Una grande giornata, non solo per Napoli, ma per tutta l’Italia, quella del 28 novembre 2002: l’inaugurazione della Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli, ampliata e restaurata. E non è una esagerazione parlare di “tempio della cultura musicale”, se si ha presente cosa ha rappresentato per generazioni di musicisti, musicologi, studiosi e studenti questa Biblioteca. La sua attività, fin dalla fondazione avvenuta nel 1791, accompagna la memoria musicale italiana ed europea. Finalmente, dopo quasi due anni di chiusura, la biblioteca riapre i suoi locali agli utenti nella sua nuova veste: quella di biblioteca musicale tout court.
Il progetto voluto nel 1997 dal maestro Roberto De Simone, allora direttore del Conservatorio, appoggiato dal Presidente del Consiglio di Amministrazione Avv. Pugliese, sostituito nel 1998 da Pasquale del Vecchio, è decollato solo nel 2000: oggi iniziamo a raccogliere i frutti di una illuminata intuizione e volontà di restituire al pubblico una struttura tanto radicata nella storia e negli affetti dei napoletani.
Il patrimonio della Biblioteca, ricco di partiture e spartiti musicali, manoscritti ed edizioni a stampa, di una preziosissima raccolta di libretti d’opera, di monografie e di periodici, è di altissimo interesse per lo studio della musica italiana ed europea del Sei-Ottocento; in particolare i manoscritti musicali della gloriosa “scuola napoletana” vanto e lustro dell’Europa intera. Anche il giovane Mozart in alcune sue opere rielaborò quanto aveva assimilato dai compositori “napoletani” dell’epoca. Nel corso del tempo la Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli si è arricchita con importanti e numerose donazioni, come: le donazioni di partiture musicali di Maria Carolina d’Asburgo, di Gioacchino Murat, di Francesco Florimo, con depositi effettuati dagli impresari teatrali e dagli editori musicali nel corso del Sette-Ottocento, in ottemperanza al Regio Decreto del 1795 (riconfermato con i successivi del 1811, 1829 e 1851); con acquisti. Oltre al materiale librario la biblioteca possiede un importante fondo di figurini e il preziosissimo fondo di lettere manoscritte, come quelle di Bellini, Donizetti, Rossini, Verdi per citare solo alcuni dei massimi compositori melodrammatici italiani; o lettere e biglietti da visita di importanti personaggi della cultura e della politica del nostro Paese, come Croce, Garibaldi e Mazzini. Sicuramente il fondo più consistente della Biblioteca si deve a Francesco Florimo (San Giorgio Morgeto [RC] 1800- Napoli 1888), bibliotecario dal 1826 sino alla morte e instancabile raccoglitore di autografi, edizioni musicali, lettere ecc. che egli stesso donò alla Biblioteca.
Con il suo patrimonio di inestimabile valore, la Biblioteca del Conservatorio “San Pietro a Majella” si colloca tra le più importanti biblioteche musicali del mondo.
Il recupero di questo patrimonio e dei locali, indispensabile nonché urgente viste le condizioni in cui versavano, è stato reso possibile dalla Direttiva del maggio 1998 del Ministero della pubblica istruzione, che ha finanziato con sei miliardi delle vecchie lire il riordino e il rilancio della biblioteca e da un progetto della Soprintendenza ai beni architettonici che ha provveduto al restauro delle sale.
Il progetto è decollato nel luglio 2000 con i primi contratti a 7 catalogatori esperti in SBN-musica a cui si sono affiancati in corso d’opera altri 28 catalogatori, coordinati dal gruppo di lavoro composto da Agostina Zecca Laterza, Francesco Melisi, Tiziana Grande e Mauro Amato, per la produzione complessiva di: 9.421 record per i libretti d’opera (a stampa e manoscritti), di 24.439 manoscritti musicali (autografi e copie), 13.527 edizioni musicali, 3576 monografie; 60 periodici e 5436 lettere, confluiti nella base dati nazionale SBN. In tale programma è confluito poi il progetto europeo legato alla valorizzazione del centro storico di Napoli che ha visto la digitalizzazione di autografi sei-ottocenteschi per la produzione di circa 3800 CD-ROM, il restauro di 200 quadri, di 80 strumenti musicali storici e la revisione e messinscena di opere di compositori napoletani utilizzando le fonti autografe della biblioteca.
Oggi, con 5 catalogatori esperti prosegue il riordino e la catalogazione della biblioteca, nonché l’opera di reference che questi giovani quotidianamente forniscono e garantiscono agli studenti e agli studiosi nei giorni dal lunedì al giovedì dalle 9,30 alle 13,30, al fine di consentire una normale apertura della biblioteca.
Il paese ha finalmente ritrovato una delle sue biblioteche musicali più antiche, con le sale storiche restaurate e i nuovi arredi del secondo piano che si armonizzano nei colori alla preesistenze storiche e se ne distaccano solo per design e funzionalità delle soluzioni tecniche. Mentre, una rete informatica Intranet fornisce agli utenti la possibilità di consultare il catalogo della biblioteca, attraverso la base dati SBN e un database gestionale delle lettere, nonché la possibilità di consultare attraverso postazioni multimediali gli innumerevoli CD-ROM prodotti.

a.caroccia@tiscali.it


Carta d’identità

200.000 unità bibliografiche circa
50.000 manoscritti musicali
10.000 libretti d’opera
100.000 edizioni musicali
20.000 monografie
1000 periodici
10000 lettere
3832 CD-ROM
100 CD-musicali
15 postazioni personal computer multimediali
Posti a sedere: 30
Consultazione repertori bibliografici con accesso a scaffale aperto
Informazioni e ricerche bibliografiche
Catalogo elettronico attraverso la consultazione dell’OPAC
Catalogo cartaceo per autori.


CAROCCIA, Antonio. La biblioteca ritrovata: “San Pietro a Majella” e i suoi secolari tesori musicali. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 5, p. 27.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-05-25 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-05caroccia.htm

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