[AIB]AIB Notizie 5/2003
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Librai e bibliotecari anche in periferia: incontro con Igino Poggiali

A cura di Giuliana Zagra

Igino Poggiali, nella doppia veste di presidente (uscente) dell’AIB e di presidente dell’Istituzione Biblioteche di Roma ci illustra un’originale iniziativa del Comune di Roma per promuovere la lettura nei quartieri disagiati della città.

Di recente è stato stipulato un accordo tra il Comune di Roma e l’Associazione librai Italiani (ALI) che favorisce al contempo la promozione alla lettura e l’iniziativa imprenditoriale privata. Il Comune infatti finanzierà progetti per l’apertura di librerie nei quartieri periferici di Roma e attraverso un bando di concorso, che scade il 28 giugno, assegnerà finanziamenti a fondo perduto, pari a 50 mila euro per librerie aperte in aree disagiate e 25 mila euro per “bookshop” interni ad alcune biblioteche periferiche. Tra i soggetti coinvolti nel progetto, unico nel suo genere per la Capitale, un ruolo centrale spetta alle Biblioteche di Roma. Come è nata questa iniziativa e in che consiste più precisamente?

Il Sindaco di Roma Walter Veltroni e l’Assessore alle politiche delle periferie, Luigi Nieri, hanno ritenuto di sperimentare le misure della legge Bersani, che sostiene già la nascita di piccole imprese per la riqualificazione delle aree meno favorite del Paese, su una sfida che proprio come AIB abbiamo lanciato da anni: se l’accesso al libro fosse più capillare gli italiani leggerebbero in biblioteca e comprerebbero libri e documenti in libreria come gli altri popoli europei.
A Roma i librai e i bibliotecari collaborano da tempo e sempre più strettamente in uno spirito di cooperazione che coinvolge tutti gli interessati al mondo del libro e cioè gli scrittori, gli editori, i lettori, il mondo della scuola, amministratori pubblici e una parte dei media. Abbiamo capito che nessuna categoria e nessun soggetto può risolvere da solo il problema della lettura e che lo sforzo di ciascuno dà risultati che sono molto più rilevanti della somma dei risultati che ciascuno raggiungerebbe per suo conto.
È in questo orizzonte di convergenza di interessi che si può scommettere sul successo dell’operazione. In passato qualche ardimentoso libraio ha tentato di spingersi oltre le mura aureliane ma pochi sono sopravvissuti. Da soli dovevano affrontare tutto il peggio delle condizioni possibili: la scarsa abitudine della popolazione all’acquisto di libri, la mancanza di attività pubblica di promozione della lettura, le peggiori condizioni contrattuali rispetto agli editori, l’assenza di incentivi per l’avvio, di formazione ecc.
Nel nostro caso invece si è cercato di creare un terreno molto fertile e protetto per la nascita e lo sviluppo dell’impresa, che resta comunque iniziativa privata. In questo contesto le Biblioteche di Roma saranno al fianco dei nuovi librai non solo nei tre casi in cui le librerie troveranno posto dentro le nostre sedi ma anche rispetto alle altre. Senza confondere i ruoli e rispettando la loro autonomia siamo pronti a progettare insieme a loro alcune funzioni di supporto, il collegamento alla nostra rete sia sul piano della condivisione di cataloghi che di servizi di trasporto dei documenti, l’eventuale svolgimento di alcune funzioni di nostro interesse rispetto al pubblico residente nei dintorni di quelle strutture. Insomma stiamo pensando ad una specie di franchising molto evolutivo e flessibile. Ciascuna libreria dovrà essere percepita come punto di contatto ad una rete di librerie che in più collabora molto strettamente innanzitutto con le Biblioteche dell’istituzione più vicine e in generale con tutte quelle della città che vorranno cooperare. Naturalmente l’ALI farà a sua volta la sua parte nel sostenere il decollo delle imprese e dei loro negozi con tutta l’esperienza, i supporti formativi e le risorse di cui dispone.

In effetti i dati dell’ALI confermano che oggi le librerie, soprattutto quelle piccole, non hanno vita facile, e che la loro vita media è di circa quattro anni. Non pensi che sarà comunque difficile ancorare questa iniziativa a un territorio complesso come la periferia romana che spesso viene descritta come un vero deserto culturale?

La cosiddetta “periferia romana” è in realtà molto cambiata e molto più ricca di cultura e di voglia di crescere e di migliorare l’ambiente e il paesaggio di quanto ci si ostini a non vedere. La creazione di Municipi ha accelerato ulteriormente il processo di acquisizione di identità e la voglia di pensarsi come città, come spazio pubblico, come aggregazione dotata di storia e capace di proiettarsi in un futuro che è suo, distinto da quello della borgata limitrofa, tutti comunque uniti dal forte senso di appartenenza alla città di Roma. Le biblioteche realizzate in quelle aree sono amatissime dai cittadini di ogni età e sono certo che uguale successo avranno le librerie, soprattutto se sapremo giocare bene la sfida di quella “ibridazione” che tanto ci fa discutere nei convegni e che qui richiederà grande fantasia e flessibilità.

In fin dei conti anche nelle periferie più isolate ormai i libri, come qualsiasi altro prodotto di consumo, possono essere acquistati nei supermercati, negli autogrill, oppure dai giornalai… Rispetto a un generico punto vendita, che cosa potranno offrire in più, in termini di servizi, le librerie che nasceranno da questo progetto?

Oltre a quanto già detto sopra e con la premessa che il “business plan” di ciascun negozio dovrà essere definito dagli imprenditori ai quali offriremo tutta la nostra esperienza, mi aspetto che queste librerie siano luoghi di aggregazione confortevoli, anche per una sosta breve o lunga, con la possibilità di un piccolo ristoro, magari inserite in complessi di servizi pubblici e privati che abbiano già notevoli flussi di cittadini ma consentano anche di godere di angoli silenziosi, dove sia possibile accedere al libro e all’informazione in tutte le forme conosciute ora e che la tecnologia ci offrirà in futuro. Non escludo che abbiano anche i giornali se non ve ne è offerta nei pressi. Potrebbe esserci anche una piccola area di scaffali delle Biblioteche di Roma con libri e documenti multimediali da prendere a prestito e insieme le informazioni per partecipare alle varie attività promosse. Dovrebbe essere un luogo nel quale si promuovono consumi evoluti, e ci si liberi dalla dipendenza dall’offerta piatta dei supermercati e delle edicole, in quanto il libraio, come il bibliotecario, è anche un interlocutore, un consigliere, un acceleratore dei percorsi di ricerca, insomma un luogo dove i soldi sono spesi bene a vantaggio della crescita della capacità intellettuale dei frequentatori.

Il progetto mette in evidenza l’enorme sproporzione che c’è a Roma tra l’alta concentrazione di librerie in pochi quartieri, che coincidono grosso modo con il centro della città, e il vuoto delle periferie. Come interpreti questo dato?

Il problema è che in gran parte del paese, mancano sia le biblioteche sia le librerie e lo ha detto anche il Presidente Ciampi ripetutamente nell’ultima settimana. Anche a Roma, se si esce dai Municipi I, II, III, e XVII, cioè quelli del centro storico vi sono pochissime biblioteche e librerie. Sappiamo bene che ciò dipende dalla miopia dell’urbanistica del dopoguerra che mescolata alla rapacità della speculazione e condita con l’insipienza o la connivenza di certa classe politica ha dato vita a enormi conurbazioni senza alcun tipo di servizio e tanto meno di servizio culturale, a Roma come in gran parte del Paese. In compenso però Roma ha certamente la più importante concentrazione al mondo di biblioteche di grande valore storico e documentario. L’Istituzione si è data il compito di far percepire questo tesoro di opportunità anche nei punti più lontani dal centro. E i cittadini sono molto interessati a entrare nel gioco. Con le librerie che si apriranno grazie al progetto del Comune e alla logica della rete ci saranno molti più punti di contatto con l’insieme delle risorse disponibili in città.

L’iniziativa prevede l’apertura di tre bookshoop interni alle biblioteche del Sistema romano: Corviale, Ostia e Montespaccato. Si prevede un’estensione anche alle altre biblioteche di Roma?

Per il momento partiamo da questo esperimento, poi vedremo come correggere gli inevitabili errori e ingenuità.

Che deve fare e a chi si deve rivolgere il cittadino interessato a concorrere a questa iniziativa? Ci sono dei limiti d’età?

No, non vi sono limiti di età e tutte le istruzioni, compreso il bando integrale sono reperibili sul sito http://www.bibliotechediroma.it.


Librai e bibliotecari anche in periferia: incontro con Igino Poggiali, a cura di Giuliana Zagra. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 5, p. 8.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-05-25 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-05poggiali.htm

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