[AIB]AIB Notizie 5/2003
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Ancora sulla formazione dei bibliotecari

Vittorio Ponzani

L’attenzione con cui i bibliotecari italiani guardano al tema della formazione, anche in relazione a un maggiore riconoscimento della professione bibliotecaria, è dimostrata dall’appassionato dibattito che si è svolto recentemente in AIB-CUR, di cui si è scritto sul numero 3/2003 di «AIB notizie» e a cui si rimanda per una prima indagine dei temi trattati.
Si torna qui a parlarne perché lo scambio di messaggi, invece di scemare inevitabilmente dopo qualche giorno, ha proseguito serrato per un periodo eccezionalmente lungo (13 settimane, tra febbraio e maggio 2003), coinvolgendo un numero di partecipanti abbastanza elevato (quasi 60 iscritti alla lista), che si sono scambiati su questo argomento circa 120 messaggi.
Il dibattito è stato generalmente interessante, anche se con punte di polemica che probabilmente ne hanno impedito uno sviluppo ancora maggiore e hanno limitato la partecipazione di altri bibliotecari, che spesso non intervengono per evitare il rischio di essere coinvolti in “risse” telematiche.
La discussione ha avuto origine dalla contrapposizione tra chi ritiene che la formazione bibliotecaria in Italia oggi sia troppo legata alla tradizione umanistica e troppo poco aperta alle novità dell’information technology e chi invece difende la qualità (certo sempre migliorabile) dei corsi universitari italiani che, nella maggioranza dei casi, si dimostrano in grado di ben preparare i giovani alla professione, fornendo loro gli strumenti e i metodi da applicare nel contesto lavorativo in cui si troveranno a operare.
A questo proposito appare interessante la testimonianza di una giovane bibliotecaria toscana che riporta la sua duplice esperienza, da una parte di laureata in materie biblioteconomiche presso l’Università di Pisa, dall’altra di bibliotecaria “di ruolo” in una biblioteca universitaria. La maggior parte dei giovani studenti dell’ateneo pisano – ricorda la collega – ha ricevuto dopo la laurea (e spesso anche prima) proposte di lavoro di vario genere presso biblioteche pubbliche o private, e molti di loro, dopo aver vinto un concorso, lavorano “di ruolo” presso quelle stesse strutture. Questi eccellenti risultati hanno certamente una stretta relazione con le competenze ottenute da quei giovani nel corso degli studi universitari che, oltre alle capacità tecniche indispensabili, hanno dato loro una forma mentis in grado di affrontare il mondo del lavoro.
La bibliotecaria sottolinea come, per la sua esperienza professionale, sia davvero poco produttivo guardare “solo” alle esperienze straniere come esempi di efficienza e modernità, dimenticando invece quanti progetti importanti e innovativi vengono realizzati nel nostro paese, in particolare nell’ambito delle biblioteche universitarie.
A questo proposito, un altro messaggio mette in discussione il mito della formazione e della biblioteconomia anglosassone e americana, ricordando il degrado delle università statunitensi di ambito LIS, troppo attente all’insegnamento dell’informatica e troppo poco al più generale livello del sapere presente nei loro corsi di laurea. A riprova del basso livello culturale che talvolta emerge da realtà che troppo spesso prendiamo acriticamente come modello, vengono citati per esempio i grossolani errori presenti in un documento fondamentale come FRBR (Functional requirements for bibliographic records), in particolare nelle definizioni di foliation e fingerprint.
Viene inoltre ricordato, senza per questo mettere in discussione la grande tradizione bibliotecaria degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, che l’unico paese in cui negli anni Novanta le biblioteche pubbliche hanno fatto gravi passi indietro è proprio la Gran Bretagna (si veda il sito http://www.libecon.org).
Alcuni partecipanti al dibattito sottolineano poi il ruolo che l’AIB dovrebbe avere in questo ambito così cruciale: oltre all’organizzazione diretta di corsi di aggiornamento professionale, l’Associazione dovrebbe impegnarsi nel fornire informazioni ai bibliotecari italiani circa l’offerta formativa presente in Italia ed elaborare i criteri di valutazione per la certificazione dei corsi esistenti.
In realtà esistono già alcuni importanti strumenti repertoriali molto utili, anche se caratterizzati da alcuni limiti di copertura, sempre chiaramente segnalati dai curatori. Tali limiti sono spesso dovuti alla difficoltà di venire a conoscenza delle offerte formative, soprattutto in ambito privato. È molto difficile per esempio censire i soggetti che offrono attività di formazione in ambito bibliotecario riconosciuti dalle Regioni, dato che si tratta di aziende spesso prive di un sito Web e comunque difficilmente recuperabili persino nel siti delle Regioni, dove sono mescolati alle migliaia di offerte di formazione relativa ad altri ambiti.
Sul sito dell’AIB è disponibile il repertorio “AIB-WEB Formazione” (http://www.aib.it/aib/form/form.htm3), curato da Elisabetta Di Benedetto e Gabriele Gatti, che riporta l’offerta formativa del settore pubblico per le professioni in ambito LIS (bibliotecario, documentalista, archivista ecc.). Questo repertorio include solamente la formazione professionale proposta dal settore pubblico, prendendo però in considerazione anche i corsi organizzati da università private o da enti privati in collaborazione con istituzioni pubbliche o accademiche.
Per quanto riguarda la formazione offerta dai privati, viene segnalato l’“Annuario dei prodotti e dei servizi”, una sezione dell’Agenda del bibliotecario, da qualche anno disponibile anche in AIB-WEB (http://www.aib.it/aib/com/aps/aps.htm3). Si tratta di un repertorio che non è e non intende essere esaustivo, dato che raccoglie i nominativi delle aziende che ne fanno richiesta (gratuitamente) alla redazione dell’Agenda, ma che tuttavia rappresenta uno strumento utile per un primo orientamento nel variegato e frammentato mondo della formazione privata.
È infine possibile trovare informazioni su iniziative di formazione anche in “AIB-CUR AGENDA” (http://www.aib.it/aib/aibcur/age/ax.htm), un elenco cronologico di convegni, seminari, corsi, presentazioni ecc., a cura di Eugenio Gatto, ricavato dalle segnalazioni comparse in AIB-CUR.

ponzani@aib.it

L'archivio storico di tutti i contributi inviati in AIB-CUR è consultabile, da parte degli iscritti alla lista, a partire dall'indirizzo http://www.aib.it/aib/aibcur/aibcur.htm3


PONZANI, Vittorio. Ancora sulla formazione dei bibliotecari. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 5, p. 6.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-05-25 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-05ponzani.htm

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