[AIB]AIB Notizie 6/2003
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L'ABCD della professione, ovvero archivisti, bibliotecari, conservatori e documentalisti

Dario D'Alessandro

Tra gli atteggiamenti meno coerenti additabili ad una persona intelligente, di buona cultura, preparata, osservante delle leggi e timorata di Dio, è certamente quello di fingere di non accorgersi di quanto sta accadendogli intorno e di comportarsi come se nulla accadesse. Questo atteggiamento si ritrova in tutte le professioni e quella del bibliotecario non ne è esente.
Anche tra i bibliotecari vi è chi non vuol ancora intendere, ad esempio, che una delle principali prerogative della biblioteca pubblica moderna consiste nel fornire un servizio equo e personalizzato a ciascun utente, come pure che la catalogazione oggi assume una nuova dimensione in una biblioteca che si propone come mediatore attivo di conoscenze. Tutto ciò porta ad avvicinare il bibliotecario ad altri mestieri fino a ieri considerati cugini che si sono trasformati in fratelli, non per un miracolo della genetica quanto semmai per un naturale processo evolutivo.
È quanto sta avvenendo tra i bibliotecari e gli archivisti - e con essi i documentalisti ed i conservatori museali - accomunati in un ruolo che è, nel contempo, quello dei professionisti dell'informazione e dei custodi di beni culturali che costituiscono la memoria storica della collettività.
Ciò che ha sempre distinto (ma non solo) le rispettive attività sono soprattutto le tecniche di trattamento e di descrizione dei documenti, aspetto del lavoro quotidiano che ha assorbito, fino all'avvento dell'informatizzazione generalizzata, la maggior parte delle risorse di ogni singola professionalità.
Ma la sempre maggiore apertura delle porte d'accesso degli archivi, delle biblioteche, dei centri di documentazione e dei musei, lo spostamento dell'attenzione sulle necessità e sulle richieste dell'utenza, la condivisione delle informazioni sulle risorse rappresentano oggi un patrimonio di esperienze, di atteggiamenti scientifici e culturali comuni a professioni che non solo hanno una matrice comune, ma che spesso si incontrano in quei territori border line sempre più frequenti e sempre meno inquadrabili nelle regole canoniche dell'archivistica e della biblioteconomia.
Tutto ciò non può essere solo il tema di un'attenta riflessione, ma dovrà tradursi in azioni concrete con le quali, superate antiche divisioni e arroccamenti su posizioni obsolete, il nuovo direttivo dell'AIB, cui vanno i migliori auguri di buon lavoro, dovrà confrontarsi al più presto proseguendo un dialogo in parte già avviato. Questi temi, che prevedono una nuova filosofia associativa, sono infatti già stati affrontati e discussi sia alla Conferenza di primavera dell'AIB ad Anagni il 3 maggio 2003, sia alla Conferenza annuale dell'ANAI tenutasi a Torino il 28 maggio scorso.
È giunto quindi il momento di costruire una casa comune: non importa la formula associativa che verrà usata quanto piuttosto lo spirito con cui essa si costruirà. Una grande casa che dia a tutti maggiore visibilità all'esterno, rafforzi tutti nei rapporti con le amministrazioni e qualifichi tutti come professionisti dell'informazione e della cultura. Ciò senza togliere alcunché alle reciproche peculiarità.

biblioteca@provincia.pescara.it


D'ALESSANDRO, Dario. L'ABCD della professione, ovvero archivisti, bibliotecari, conservatori e documentalisti. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 6, p. 3.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-06-26 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-06dalessandro.htm

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