[AIB]AIB Notizie 6/2003
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Attese deluse: cronaca di un impegno trentennale

Terzio Di Carlo

È trascorso un trentennio da quando la sezione regionale abruzzese AIB, sulla base dei principi elaborati dall’AIB e approvati al Congresso di Perugia del 1971, predispose uno schema di legge regionale in materia di biblioteche. L’iniziativa non trovò alcun riscontro presso l’Assessorato regionale competente, forse perché nei quattro anni di governo regionale, dal ’72 al ’76, si alternarono ben quattro legislature, ciascuna preceduta da un lungo periodo di crisi.
Il primo giugno del 1977, la Regione Abruzzo, recependo molte delle indicazioni dell’AIB, promulgò la legge n. 22 Norme in materia di biblioteche di Enti locali e di interesse locale. L’Associazione nel prendere atto dell’evento non poté fare a meno di segnalare subito le lacune più vistose e gravi: la mancata individuazione degli ambiti territoriali dei sistemi bibliotecari locali, l’esiguità delle risorse finanziarie messe in campo per il perseguimento delle finalità della normativa.
Nella giornata di studio organizzata a Chieti, nell’aprile del 1983, l’Associazione presentò un documento in cui era individuato e definito il Sistema bibliotecario regionale in coerenza con il Sistema bibliotecario nazionale.
Nella premessa di quel documento si legge: «Il Sistema Bibliotecario Regionale, inteso come insieme articolato di tutte le strutture bibliotecarie e documentarie esistenti sul territorio (biblioteche di ente locale, universitarie, scolastiche, ecclesiastiche, di fondazione e di istituzione, ecc.) non potrà essere più una enunciazione esclusivamente formale o di principio, ma una realtà viva ed operante, necessaria e irrinunciabile».
A quella giornata seguì un convegno interregionale (Castel di Sangro, 27-28 ottobre 1983) sul tema "Sistema Bibliotecario Regionale: finalità, ruolo degli enti locali, organizzazione e funzionamento". L’obiettivo era quello di impegnare proprio gli amministratori degli enti locali a dare una risposta “politica” ai problemi oggetto dell’incontro. Il Ministero per i beni culturali concesse il patrocinio all’iniziativa e il Direttore generale Francesco Sisinni partecipò alla giornata inaugurale. Per la Regione Abruzzo partecipò ai lavori l’Assessore alla promozione culturale Ugo Crescenzi che manifestò l’impegno per il «rilancio del settore della pubblica lettura». Oltre agli amministratori e agli operatori culturali della Regione Abruzzo, furono presenti le delegazioni di altre nove Regioni del centro-meridione. La scommessa degli organizzatori fu quella di inviare, attraverso l’approvazione di un documento conclusivo, un segnale forte per «il cambiamento nella politica culturale regionale».
Nel 1984 la Regione Abruzzo approvò uno studio di fattibilità di un sistema bibliografico e di documentazione automatizzato. Alla redazione del documento progettuale, oltre ai bibliotecari delle quattro provinciali, partecipò attivamente un rappresentante della sezione AIB. Il progetto è restato chiuso nei cassetti della Regione.
Nel predisporre il consuntivo delle attività svolte nel triennio 1982-1984 l’Associazione dovette constatare con amarezza che nulla era cambiato. Il notiziario della sezione «Biblioteche d’Abruzzo», uscito a febbraio del 1985, si aprì con un editoriale dal titolo emblematico: Regione: un interlocutore fantasma.
Nel mese di febbraio del 1986 una delegazione dell’AIB fu ricevuta dal nuovo assessore regionale, Giuseppe Benedetto, che, nel dichiararsi ben conscio della situazione estremamente difficile, precisò: «la Regione Abruzzo impegna nel proprio bilancio per la cultura una cifra pari allo 0,6%, mentre le altre Regioni impegnano somme che vanno mediamente dal 6 all’8% dei propri bilanci. Il dato abruzzese è davvero mortificante, e non ritengo facile poter modificare nel breve tempo questa situazione, anche perché ho l’impressione di essere solo». Tale dichiarazione, pur partendo da una posizione pessimistica, dimostrava che il responsabile del settore aveva colto pienamente il punto nodale del mancato decollo della cultura e del servizio bibliotecario in Abruzzo: senza adeguate risorse finanziarie non è possibile "promuovere" nulla. L’incontro si chiuse con un rinnovato impegno dell’Associazione: predisporre una propria proposta per una nuova legge regionale sul servizio bibliotecario.
A distanza di pochi mesi l’Associazione organizzava una giornata di studio a Pescara (6 giugno 1986) sul tema: "Per una nuova legge regionale sulle biblioteche". Il documento finale che fu redatto evidenziò i limiti della legge n. 22/77, sottolineando l’esigenza di un necessario adeguamento rispetto alla mutata situazione e tenuto conto che, nel decennio trascorso dall’applicazione della legge, delle circa duecento biblioteche presenti sul territorio regionale solo il 10% era in grado di fornire un servizio appena sufficiente. Le carenze di spazio, attrezzature, personale, finanziamenti erano i principali motivi che avevano impedito la funzionalità del servizio bibliotecario. Il progettato Sistema bibliotecario regionale avrebbe dovuto risolvere proprio questi problemi attraverso nuove risorse e un graduale processo di informatizzazione dei servizi.
Nel 1989, di fronte all’inerzia della Regione, la sezione AIB, dalle pagine del suo notiziario, lanciò una nuova sfida con la proposta agli enti locali di farsi promotori e attori della costituzione dei sistemi bibliotecari locali. L’idea ispiratrice della proposta era: il futuro delle biblioteche deve ripartire dall’iniziativa degli enti locali. Del resto, le prime sperimentazioni che in Abruzzo si collocano tra la fine degli anni Sessanta e gli inizi degli anni Settanta (Sistema bibliotecario provinciale di Chieti, intercomunale dell’Alto Sangro e dell’Altopiano delle Rocche) si realizzarono proprio in virtù dell’iniziativa degli enti locali che sollecitarono l’intervento straordinario dello Stato e riuscirono a drenare notevoli risorse per impiantare un servizio bibliotecario pubblico per tutta la popolazione interessata. Si trattò di una sperimentazione indubbiamente con molti limiti che potevano essere corretti se ci fosse stata maggiore attenzione e sostegno da parte della Regione e degli enti gestori.
A dicembre del 1990, a pochi mesi dell’approvazione della legge di riforma sulle autonomie locali n. 142/90, che apriva nuovi scenari e nuove prospettive, l’AIB, in collaborazione con l’Assessorato alla cultura della Regione Abruzzo, UPI e ANCI, organizzava a L’Aquila un convegno nazionale sul tema: "Le biblioteche pubbliche nella nuova statualità locale". L’ampio e articolato documento conclusivo, entrato a far parte della letteratura professionale dei bibliotecari italiani per spessore culturale e contenuti innovativi, ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per la realizzazione di un servizio bibliotecario pubblico.
A coclusione della Conferenza regionale sulla cultura, svoltasi a Sulmona a giugno del 1991, l’assessore regionale del settore, Franco La Civita, incaricò la sezione abruzzese AIB di predisporre un articolato quale base di discussione per il varo della nuova legge regionale.
L’Associazione, a distanza di poco più di sei mesi, onorò l’incarico ricevuto consegnando all’assessore La Civita una bozza di articolato per la nuova legge regionale (febbraio 1992). Il Titolo IV della bozza di legge riguardava interamente l’organizzazione e il funzionamento del sistema bibliotecario regionale. La proposta venne presentata “aperta” a ogni possibile integrazione. Su un punto, però, l’AIB espresse una posizione univoca: finanziamenti adeguati. Si sottolineò che sarebbe stato del tutto inutile "varare" una normativa rinnovata per le biblioteche, se tutta l’operazione restava vincolata all’elargizione di poche centinaia di milioni. Se il progetto voleva essere credibile, doveva avere un respiro pluriennale, con stanziamenti di risorse adeguate e vincolate agli specifici obiettivi. Nello stesso periodo, la novità più significativa fu rappresentata dalla stipula della convenzione per l’attivazione del "Polo sperimentale" di SBN tra quattro istituzioni: Istituto centrale per il catalogo unico, Regione Abruzzo, Università dell’Aquila, Provincia dell’Aquila, una felice conclusione di due lunghi anni di preparazione. Il primo Polo SBN costituito a L’Aquila, con la partecipazione della Biblioteca provinciale "Salvatore Tommasi", le biblioteche delle Facoltà di Lettere, Ingegneria, Medicina, Scienze della formazione, Scienze matematiche, fisiche e naturali ed Economia e commercio, è stato un evento importante per la costruzione del SBR: la prospettiva a breve tempo era la diffusione sul territorio regionale dell’importante risultato della rete bibliotecaria aquilana. Una prospettiva che purtroppo in questi ultimi dieci anni è restata sulla “carta”, anche se non è mancato qualche segnale di avvio nelle restanti province abruzzesi.
In occasione di un convegno di studi svoltosi nel capoluogo regionale, l’Assessore alla promozione culturale della Regione La Barba annunciava iniziative e finanziamenti per un "salto di qualità" nel settore bibliotecario. L’impegno finanziario promesso nel bilancio 1998 era di 1600 milioni. Dopo gli "spiccioli" degli ultimi anni, la cifra sembrò un sicuro sintomo di cambiamento di tendenza. La promessa comunque non fu mantenuta perché la somma stanziata nel bilancio regionale dello stesso anno risultò di un solo miliardo, per di più non interamente destinato alle biblioteche. La sorpresa dell’anno si verificò a settembre dello stesso anno con il varo della nuova legge regionale sulle biblioteche, la n. 77/98. Un testo normativo che l’Associazione condivise solo in parte, in quanto la stesura finale introdusse una serie di lacci e laccioli formali e temporali che rappresentavano un sicuro elemento di complicazione per la gestione dei programmi annuali e pluriennali. Ciò nonostante l’AIB, in più sedi, ha sempre pubblicamente preso posizione in difesa della normativa, dichiarando la propria soddisfazione per il risultato complessivo, soprattutto in ordine all’organizzazione del Sistema bibliotecario regionale, senza trascurare che la legge 77/98 è l’unica in Italia che ha sancito un intervento di sostegno alle iniziative dell’AIB.


DI CARLO, Terzio. Attese deluse: cronaca di un impegno trentennale. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 6, p. II-III.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-06-26 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-06dicarlo.htm

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