[AIB]AIB Notizie 6/2003
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Due poli SBN in Abruzzo: verso un sistema bibliotecario regionale?

Patrizia Fanfani, Elpidia Marimpietri

Il 1992 è stato per le biblioteche del Polo aquilano SBN un anno di grandi cambiamenti nella gestione del materiale librario, soprattutto per il patrimonio universitario fino ad allora “custodito” gelosamente, a disposizione di una stretta cerchia di utenti.
Sembra lontano anni luce, e dal punto di vista dei sistemi di automazione nelle biblioteche lo è, il Convegno promosso dalla Commissione scientifica delle Biblioteche dell’ateneo aquilano nel giugno del 1992, dal titolo “Le biblioteche universitarie: una esperienza nel mezzogiorno”.
In quella occasione veniva “ufficializzata” l’adesione al Servizio bibliotecario nazionale del polo aquilano formato da tutte le biblioteche universitarie dell’Ateneo e dalla Biblioteca provinciale “Salvatore Tommasi”.
Iniziava così una fattiva e interessante collaborazione tra la Provincia e l’università in sintonia con l’ICCU e la Regione Abruzzo.
La Regione Abruzzo si mostrò sin dal principio molto attenta alla iniziativa dell’università aquilana e dell’amministrazione provinciale tesa a inserire le proprie istituzioni bibliotecarie nel Sistema bibliotecario nazionale tanto che nel 1991 fu uno dei partner della convenzione stipulata per l’attivazione di un primo polo regionale all’Aquila, cui dovevano seguirne altri. Nel 1998 nella revisione della l.r. del settore inserì nel dettato della legge 77 l’istituzione di un sistema informativo regionale proprio su standard SBN.
Apparve subito evidente che SBN offriva un eccezionale strumento di cooperazione a livello nazionale nell’uniformazione di alcuni servizi come la costruzione automatizzata di cataloghi, il servizio di prestito interbibliotecario, l’informazione bibliografica con un conseguente scambio di esperienze tra bibliotecari di enti diversi e costante aggiornamento professionale.
Il polo aquilano entrava nel Sistema bibliotecario nazionale come polo vuoto, impegnandosi al rispetto delle normative, in particolare delle funzioni protette di “catalogazione partecipata” e “prestito interbibliotecario”.
Dopo circa dieci anni l’archivio del Polo conta 120.000 notizie, 47.500 stringhe di soggetto e 21.260 autori.
Sin dall’inizio si decise di recuperare il pregresso non da scheda ma revisionando il materiale. Alcune biblioteche del Polo approfittarono inoltre di questo momento per ricollocare i documenti a scaffale aperto utilizzando il sistema di Classificazione Dewey.
Dal gennaio 2001, sicuramente in ritardo rispetto alle aspettative iniziali, è diventato operativo in Abruzzo un secondo polo SBN costituito dalla Biblioteca provinciale M. Delfico di Teramo, da tre biblioteche dell’Ateneo teramano, dalla Biblioteca dell’Osservatorio astronomico “V. Cerulli” di Teramo e dalla Biblioteca dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise; ad esso si è collegata recentemente anche la Biblioteca provinciale “G. D’Annunzio” di Pescara.
I tempi sembrano finalmente maturi per il coinvolgimento di altre biblioteche del territorio abruzzesi per la realizzazione del Sistema informativo regionale previsto dalla citata l.r. 77/98.
Una ulteriore accelerazione al progetto potrebbe venire dall’utilizzo dei cosidetti fondi UMTS, da parte delle amministrazioni che sono state coinvolte dalla Regione Abruzzo, Soprintendenza ai beni librari per il potenziamento della rete regionale SBN, e conseguente realizzazione di un polo regionale SBN con il recupero di tutto il posseduto sul territorio coinvolgendo anche biblioteche civiche comunali e di istituzioni pubbliche e private, che porterebbe alla creazione di una rete distribuita capillarmente nella regione.
Si auspica inoltre che la creazione, in tempi brevi, di un OPAC regionale, collegato anche con gli altri OPAC regionali già esistenti, e con aggiornamento del posseduto in tempo reale, consentirà a qualsiasi studioso sul territorio abruzzese di reperire facilmente informazioni bibliografiche e relative localizzazioni, con grandi vantaggi per tutti: le biblioteche più piccole potranno ottimizzare al meglio la loro politica degli acquisti e mettere a disposizione della propria utenza terminali per la consultazione di un catalogo collettivo regionale e nazionale. Per i servizi più specialistici potranno usufruire delle professionalità presenti nelle biblioteche provinciali che fungeranno per il sistema da centro rete.
Le biblioteche universitarie, con le loro raccolte estremamente specialistiche, si apriranno al territorio per un ruolo trainante nella ricerca e lo sviluppo tecnologico.
Le biblioteche provinciali e comunali potranno fornire servizi e materiale più vasti al mondo della scuola e ai singoli cittadini collaborando in modo proficuo con le altre realtà territoriali.


FANFANI, Patrizia, MARIMPIETRI, Elpidia. Due poli SBN in Abruzzo: verso un sistema bibliotecario regionale?. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 6, p. V
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-06-26 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-06fanfani.htm

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