[AIB]AIB Notizie 9-10/2003
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La sezione Education and Training

Anna Maria Tammaro

La Sezione Education and Training (SET), fa parte della Divisione VII Education and Research dell'IFLA e ha come scopo quello di migliorare l'insegnamento della Biblioteconomia e della Scienza dell'informazione e di rafforzare i legami tra formazione di base e formazione continua.
È attualmente composta di 20 membri, oltre membri esterni e corrispondenti che sono invitati a contribuire attivamente alla Sezione con idee ed opinioni. Il Presidente è Terry Weech dell'University of Illinois.
Tra le attività storiche della Sezione, la più nota è quella della pubblicazione della World Guide to Library and Information Studies Education, pubblicata da SAUR e attualmente in fase di aggiornamento, con importanti novità: i dati saranno raccolti via Web e saranno inclusi anche corsi in Gestione dell'informazione, Archivistica, Records management ecc. Un advice group aiuterà il curatore della pubblicazione, Evelyn Daniel, a testare il questionario e a selezionare i Regional editors che contribuiranno alla pubblicazione, prevista nel 2005. Uno dei problemi affrontati riguarda attualmente la terminologia da usare nel questionario per riuscire a ottenere un accordo sulle definizioni malgrado le differenze culturali.
Un'altra importante attività della Sezione, avviata fin dal Convegno di Gerusalemme (1999), ha riguardato la stesura delle Guidelines for professional Library/Information educational programs (Daniel, Lazinger, Harbo), consultabili alla URL: http://ifla.inist.fr/IV/ifla66/papers/060-161e.htm. La scelta di queste linee guida è stata quella di definire brevemente i requisiti che ogni corso deve assicurare agli studenti.
È in corso inoltre la realizzazione della History of the Section che sarà completata nel 2004. La Sezione pubblica inoltre una pubblicazione periodica «Set Bulletin», curata da John Harvey, in cui, oltre a un resoconto delle attività correnti, vengono pubblicati articoli originali di particolare interesse per la specializzazione della Sezione. Tutti gli interessati (non solo i membri della Sezione) sono invitati a mandare notizie e articoli su particolari eventi, come anche traduzioni di articoli e/o articoli originali sui temi della Sezione. Il periodico può essere consultato liberamente alla URL: http://www.ifla.org/VII/s23/seat.htm#3.
Nell'ambito del Convegno di Berlino, la Sezione ha organizzato una Open Session e un Workshop.
In linea con il tema del Convegno IFLA "Access point library: media, information, culture" l'Open Session è stata organizzata insieme alla Sezione AV and Multimedia. Il titolo era "Audiovisual and Multimedia as part of the Curricula in Library Schools and Continuing Education - Visions and Realities." I relatori hanno presentato alcune esperienze, con grandi diversità di obiettivi e contenuti, come il progetto di corso di Belgrado, basato sul saper presentare (presentation skills) e i 50 corsi in linea proposti da CALIS in Svizzera. Tutte le relazioni hanno evidenziato che la padronanza di risorse multimediali è raramente inclusa tra gli obiettivi formativi delle Scuole di biblioteconomia e che la formazione continua è diventata assolutamente necessaria per ridurre il gap esistente tra le possibilità tecnologiche e le competenze dei bibliotecari di saper gestire biblioteche multimediali. Il tema includeva anche l'uso dei prodotti multimediali come supporto alla didattica, ad esempio per realizzare materiale didattico o tutorial per l'autoistruzione. Un esempio veramente interessante è stato dimostrato dall'offerta di corsi in linea per l'aggiornamento dell'OCLC, predisposti sulla base del risultato dell'indagine compiuta nel 2002 e a cui hanno risposto circa 2300 bibliotecari (di cui 13% fuori degli Stati Uniti). Inoltre, si è parlato del problema del controllo bibliografico delle risorse multimediali (come la descrizione, le modalità di accesso, ecc.) anche ai fini della condivisione e del riuso del materiale didattico. La Vicepresidente dell'OCLC, Spies, ha insistito sul fatto che bisogna concentrarsi sul valore, la qualità dei corsi e non sull'infrastruttura tecnologica.
Il Workshop si è tenuto presso la Humboldt University ed è stato diviso in due parti. Di mattina, nella sessione "Library and Information Science and Education in Germany" è stata descritta la situazione delle Scuole di biblioteconomia di lingua e cultura tedesca dopo la riforma della didattica, avviata in seguito alla Dichiarazione di Bologna. Le relazioni hanno discusso: una rassegna dei cambiamenti in corso nelle Scuole di biblioteconomia tedesche; il modello austriaco per la formazione in biblioteconomia e scienza dell'informazione; i recenti sviluppi della formazione e l'aggiornamento dei bibliotecari in Svizzera.
La prima presentazione delle Scuole di biblioteconomia tedesche è stata fatta da Bernd Lorenz, che ha parlato della Scuola presso la Humbolt University, ancora piuttosto tradizionale e basata sulla metodologia filologica, mentre Vodosek ha illustrato l'innovazione didattica e del curriculum attuata dalla Hochschule der Medien di Stuttgart, che ha avviato un'esperienza di corso basato sull'editoria digitale e la comunicazione con grande successo di iscrizioni. Anche l'esperienza austriaca ha dimostrato che gli studenti sono più interessati all'informazione che alle biblioteche. Tuttavia il grosso cambiamento in Austria è stato determinato dall'emanazione nel 2002 dell'University organisation and Studies Act, che ha cambiato la tradizionale organizzazione della formazione dei bibliotecari, essenzialmente pratica, e ha stabilito che ogni bibliotecario in servizio nelle università deve avere una preparazione di base uniforme e seguire corsi di riqualificazione come Master, per diventare Library Information Expert. In Svizzera, pur se i Cantoni sono molto gelosi della loro autonomia, dopo la Dichiarazione di Bologna, si è riusciti ad avere l'accordo su un curriculum uniforme per i bibliotecari. Il problema diffuso di decidere se i bibliotecari sono tecnici o professionisti, è stato sciolto decidendo un ruolo accademico per la professione. Le relazioni sono state tutte molto interessanti, tuttavia è mancata la discussione.
Di pomeriggio il Workshop era stato organizzato in collaborazione con la Sezione School Library e il titolo era: " Education for school librarianship: issues and trends". Claude Morizio ha coordinato la sessione, i cui lavori sono stati tradotti in tutte le lingue ufficiali dell'IFLA ed accessibili in rete. Il problema al centro della discussione era: quali competenze deve avere il bibliotecario scolastico e come deve essere educato; in altre parole il bibliotecario scolastico deve avere una laurea in biblioteconomia con competenze di didattica o invece essere un docente con competenze di biblioteconomia? Il workshop ha dimostrato che il pericolo è quello di considerare quelle biblioteconomiche competenze solo tecniche, di mero saper fare, senza capire le problematiche teoriche che invece sono coinvolte. Il vero problema tuttavia è stato individuato nelle relazioni critiche di tre gruppi di stakeholders: le autorità politiche ed amministrative nella formazione; le associazioni professionali; i bibliotecari scolastici.
Non è ancora stato ben capito in queste comunità lo stretto nesso tra information literacy (la capacità che tutti devono avere di saper trovare e usare l'informazione) e la qualità della formazione e dell'apprendimento.
Il contributo più interessante e completo è stato quello di Lombello che ha dimostrato che deve cambiare la relazione docente/studente, sulla base dell'approccio costruttivista alla formazione. Vanno infatti chiariti i ruoli di docente, intermediario e facilitatore, applicando i criteri della psicologia cognitiva (Salomon) e dell'approccio costruttivista (Brent, Wilson) al metodo educativo. In particolare, per la relatrice, il bibliotecario scolastico deve sommare competenze di biblioteconomia, di didattica e di gestione.
I programmi futuri del SET prevedono di fornire il massimo supporto al programma di attività del nuovo Presidente IFLA, Kay Raseroka, centrato sulla life long literacy. Un'interessante brain-storming session è stata svolta con la partecipazione di alcuni rappresentanti di ciascuna sezione, per definire le attività che ciascuno poteva fare per contribuire al programma presidenziale. Dopo una discussione animata, che ha reso evidente la reale portata del digital divide tra gli stati del mondo e le diverse interpretazioni di information literacy, alcune delle idee che la Sezione vuole perseguire in relazione al tema sono: provvedere a una revisione delle Guidelines for professional Library/Information educational programs; includere il tema dell'information literacy nelle future conferenze previste dalla Sessione, a Buenos Aires l'anno prossimo ed a Oslo nel 2005; rivedere il Piano Strategico, in accordo alla politica presidenziale; considerare le molteplici forme di literacy, ad esempio Indigenous literacy, basata sulla cultura orale, e la loro rilevanza per la sezione; includere alcuni aspetti del tema nella introduzione alla World guide.
È stata proposta dal SET per approvazione del finanziamento da parte dell'IFLA un'indagine sui modelli di accreditamento della qualità della formazione per la biblioteconomia e la scienza dell'informazione nel mondo. I partecipanti alla Sezione hanno infatti convenuto che, di fronte all'internazionalizzazione della formazione superiore, ed anche come conseguenza della decisione GATS/WTO (1999) di estendere anche al settore educazione le regole di mercato, i sistemi di accreditamento devono essere combinati con le problematiche dell'internazionalizzazione. I dati che verranno raccolti per l'analisi riguardano: cosa viene considerato come elemento di qualità per l'accreditamento, come la qualità viene valutata e soprattutto, chi valuta e accredita la qualità dei corsi per la biblioteconomia e la scienza dell'informazione. Si intende utilizzare il sistema di Regional Editors realizzato per la compilazione della World guide per la raccolta dei dati e si prevede che i risultati dell'indagine saranno presentati a Oslo.
Un'altra iniziativa della Sezione, decisa a Berlino, è stata quella di avviare una gruppo di discussione con la Sezione E-learning a Buenos Aires nel 2004. Inoltre la Sezione organizzerà a Buenos Aires una Open Session sul dialogo internazionale delle scuole di biblioteconomia (cioè, perché non c'è?).
Il Convegno di Berlino è stato la prima mia partecipazione a un Convegno IFLA e l'esperienza che ho riportato è stata molto ricca e positiva. Ricca perché non mi ero mai trovata a discutere in ambiti internazionali extraeuropei. Ad esempio, avendo presentato e discusso la proposta di indagine sugli indicatori di qualità dei corsi in biblioteconomia e scienze dell'informazione, prima brevemente descritta, la discussione che ne è seguita mi ha fatto capire i diversi punti di vista di americani, cinesi, indiani, africani, europei per i due problemi collegati di certificazione ed accreditamento. Positiva perché infine la proposta presentata è stata accettata da tutti i membri della Sezione e sottoposta al gruppo di governo dell'IFLA per essere finanziata. Al di la di questo risultato, sono tornata arricchita di una maggiore conoscenza dei problemi della formazione e con tanti amici in più con cui comunicare e condividere problemi ed esperienze. Infine, devo dire che mi è piaciuta molto la nuova Presidente, Kay Raseroka, con il suo stile modesto ma con la sua forte determinazione di usare il suo mandato per risultati evidenti sull'information literacy, la nuova missione di alfabetizzazione all'uso dell'informazione che i bibliotecari potrebbero assumersi per far avanzare la democrazia e la cultura in tutte le nazioni.
Bisogna tuttavia anche aggiungere che l'organizzazione di una struttura cosi complessa a livello mondiale, obbliga ad alcune rigidità di funzionamento, che si potrebbero definire quanto meno burocratiche. A questo proposito, mi sembra esemplare l'uso che l'IFLA fa del Web per migliorare la comunicazione interna oltre che, in nuce, gestire la sua enorme massa di conoscenza.

annamaria.tammaro@unipr.it


TAMMARO, Anna Maria. La sezione education and training. «AIB Notizie», 15 (2003), n. 9/10, p. 19-20.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2003-10-27 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n15/03-09tammaro.htm

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