[AIB]AIB Notizie 01/2004
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La biblioteca “Don Bosco” della Pontificia Università Salesiana di Roma

Tiziana Busti

Nell’ambito degli incontri di aggiornamento professionale promossi dall’AIB Sezione Lazio e dedicati ai sistemi bibliotecari d’ateneo è stata recentemente effettuata una visita alla nuova Biblioteca dell’Università Pontificia Salesiana che, presentata il 16 marzo 2002, è regolarmente aperta dallo scorso autunno.

Questa struttura ha sede a Roma nel quartiere Nuovo Salario e fu intitolata a don Bosco, fondatore della Congregazione salesiana, in occasione del centenario della morte nel 1988. Proprio a quegli anni, infatti, risale il progetto della biblioteca attuale, un edificio di sei piani che, escluso quello interrato, supera gli 8000 metri quadrati: l’esigenza di una biblioteca di tali dimensioni era sentita già da molto tempo in seguito all’enorme sviluppo conosciuto dalle Facoltà.
L’Università, frequentata da circa 1600 studenti tra laici e religiosi, provenienti da più di 90 paesi dei cinque continenti, è organizzata attorno a sei facoltà: Teologia, Filosofia, Diritto canonico, Lettere cristiane e classiche, Scienze dell’educazione e Scienze della comunicazione sociale (FsCS). Quest’ultima, nata come ISCOS, è divenuta facoltà nel 1998, ciò ha comportato l’acquisizione di nuovi libri e sussidi specializzati funzionali a un tipo di didattica basata su risorse informative di supporto diverso.
Il rapporto di collaborazione tra la Biblioteca “Don Bosco” e la FsCS, che mira anche a realizzare un progetto nell’ambito multimediale per facilitare l’accesso alle risorse audiovisive e sonore, è una chiara espressione del carattere e delle finalità della biblioteca, del suo voler essere “biblioteca universitaria”, come tale primariamente rivolta ai propri docenti e studenti, e della sua apertura totale alle novità tecnologiche introdotte in campo bibliotecario. A sottolineare ulteriormente questi due aspetti sta l’entrata della biblioteca, costituita da un corridoio a vetri sopraelevato che collega la nuova struttura con il palazzo delle aule e le singole facoltà, affermando così un maggior legame della biblioteca con il circostante mondo accademico. Inoltre, questa entrata al secondo piano, concepita negli anni Novanta, veniva a creare una struttura edilizia, divisa in due, tale da rendere possibile, in futuro, la gestione delle enormi potenzialità offerte da Internet.
Anche all’interno della biblioteca è evidente questa volontà di essere sempre al passo con i tempi seguendo l’evoluzione culturale dell’Istituto bibliotecario: attraverso l’adozione delle pareti mobili e quindi la flessibilità dello spazio, è in grado di adattarsi a ogni nuova esigenza creando agevolmente degli ambienti per poterla soddisfare.
La biblioteca si sviluppa su cinque piani di cui il terzo e il quarto sono ancora da arredare e saranno destinati alle biblioteche dei seminari e alla ricerca di gruppo. Al quarto piano è inoltre prevista una sala di rappresentanza accademica, un’altra sala multimediale e una per opere pregiate. Al momento sono accessibili il primo e il secondo piano in cui è collocato, a scaffale aperto, il patrimonio bibliografico che ricopre le discipline oggetto di insegnamento presso l’ateneo. In particolare, al secondo piano, si trova l’intero settore delle pubblicazioni periodiche mentre al primo c’è un’apposita sala per la consultazione dei CD-ROM. Alle due sale di lettura con i posti a sedere, per ora circa 80, tutti dotati di lampada individuale e presa per il PC, si aggiungono la sala studio e la sala deposito per andare incontro al pubblico generale che, pur non facendo strettamente parte dell’utenza universitaria, può comunque usufruire di certi servizi nei limiti e alle condizioni previsti dal regolamento. Non mancano, infine, i locali dedicati alle conferenze e alle mostre.
Una struttura, quindi, gradevole e funzionale, curata sotto tutti i profili, rispettosa dell’utente che ospita e delle raccolte che custodisce, ben accessoriata di impianti di illuminazione, condizionamento, controllo e sicurezza.
Nel trasferimento dei fondi librari nei nuovi locali si è seguito il criterio di porre a scaffale aperto i libri che hanno un maggior numero di richieste (minimo 5 l’anno) ed è stata data la precedenza a quelli di Scienze della comunicazione sociale e di psicologia, settore quest’ultimo, molto cospicuo e vario, costituito da monografie e periodici, buona parte in lingua straniera con prevalenza dell’inglese essendo molto ben rappresentata la sezione americana, nonché da una eccellente e costosa banca dati, PsycINFO dell’APA. Questa era inizialmente consultabile in rete interna da un numero limitato di postazioni; recentemente, data la sua grande utilità, se ne è estesa la fruizione anche a trenta utenti esterni, esclusivamente ricercatori che collaborano con i professori della UPS, i quali devono, però, essere registrati presso l’APA (http://www.apa.org, l’Associazione americana degli psicologi che ha dato la licenza all’Università) per ottenere la password di accesso alla preziosa banca dati. Tra l’altro, pur essendo unica nel contenere un certo genere di informazioni, non è la sola banca dati su CD ROM posseduta dalla biblioteca: sono infatti disponibili in questo tipo di supporto ALICE, la Patrologia latina e l’«Osservatore romano», pubblicazione periodica di cui l’edizione completa è proprio fornita dalla versione elettronica, che presenta le ultime annate a testo completo.
A questo materiale bibliografico, immagazzinato su dischi ottici, va aggiunto quello che viaggia online e più precisamente la ricca e interessante collezione dei periodici raggiungibile da tre siti: dell’UPS, di URBE e dell’ACNP.
I modi di acquisizione di questo materiale sono quelli tradizionali: acquisto, dono, scambio, quest’ultimo, attuato con diverse biblioteche alle quali vengono offerte le due riviste proprie dell’ateneo: «Orientamenti pedagogici» e «Salesianum».
Dei 5000 periodici, tutti già inseriti nel sistema informatico della biblioteca, diversamente dalle monografie il cui recupero è ancora in corso, 1609 sono correnti, i restanti comprendono quelli di cui si è interrotto l’abbonamento e quelli che non vengono più pubblicati, i cosiddetti “estinti”.
Si tratta di riviste che, come tutto il patrimonio della biblioteca, riflettono il tipo di studi svolti presso l’ateneo. Pur tuttavia esse sono risultate di grande interesse non solo per la ristretta cerchia dei frequentatori di questa università: attraverso Internet, hanno conquistato un pubblico così vasto da dover mettere in atto il servizio di document delivery per riuscire a far fronte alle innumerevoli richieste di riproduzione dei documenti, servizio, non rivolto però, ai privati, che possono ricorrervi solo tramite università, biblioteche o enti. Alla conoscenza a distanza di queste riviste, ha notevolmente contribuito l’ACNP “Archivio collettivo nazionale delle pubblicazioni periodiche”, il cui catalogo contiene le descrizioni bibliografiche dei periodici posseduti dalle biblioteche dislocate su tutto il territorio nazionale.
Il CIB, Centro interbibliotecario dell’Università di Bologna, dal 1988 ha reso disponibile questo archivio sul proprio sistema. Il sito del CIB (http://www.cib.unibo.it), alla voce “Catalogo italiano dei periodici” da cui si parte per fare la ricerca, nel fornire i risultati dell’interrogazione presenta l’elenco delle biblioteche che possiedono il documento richiesto e per ciascuna dà informazioni di vario genere che illustrano il posseduto della biblioteca e i servizi attraverso cui poterne usufruire: dalla semplice consultazione in loco, al prestito, alla possibilità di fare fotocopie, servizio previsto, nel rispetto delle norme vigenti, anche per gli utenti esterni qualora vengano esclusi dal prestito, che, nel caso della Don Bosco, è riservato agli studenti e ai professori dell’università. Il CIB organizza in tutta Italia corsi per la schedatura delle riviste e l’inserimento dei relativi dati nell’ACNP. La biblioteca Don Bosco, che dopo due anni di lavoro è riuscita a inserire tutti i propri periodici all’interno di questa base di dati specializzata, potrà in futuro ottenere in cambio la possibilità di visualizzare l’archivio degli “spogli”, cioè degli articoli contenuti nelle riviste.
Un’altra strada che si può percorrere per giungere al repertorio dei periodici della Don Bosco è rappresentata dal sito di URBE (http://www.urbe.it), da cui, tra l’altro, si possono trarre notizie utili su questa rete di biblioteche di cui fa parte anche quella Salesiana. Questa associazione ecclesiastica e culturale, Unione romana biblioteche ecclesiastiche, fu ufficialmente costituita nel 1991 tra sei istituzioni accademiche che avevano adottato (la prima fu proprio la Salesiana nel 1988), o stavano per introdurre, l’automazione nelle loro biblioteche. Successivamente, nel 1994, il numero delle biblioteche aderente a URBE si è elevato a 14; tutte, tranne due, condividono un catalogo collettivo gestito dal programma Aleph; presto questo sistema sarà sostituito da Amicus che verrà accettato anche dalla Pontificia Università Gregoriana e dall’Ateneo Regina Apostolorum. Uno dei fondatori di URBE, Don Giuseppe Tabarelli, in qualità di direttore dell’Università Salesiana, allo scopo di dare una perfetta uniformità al catalogo della biblioteca, intraprese un capillare e rigoroso lavoro di recupero del pregresso, correggendo puntualmente, con i libri alla mano, le precedenti schede del catalogo cartaceo.
Il terzo sito in cui, ovviamente, i periodici della biblioteca centrale si possono consultare è quello dell’UPS (http://www.unisal.it); un sito che, oltre a consentire l’interrogazione del catalogo, presenta, tra i vari link, quello alla banca dati bibliografica dell’Osservatorio della gioventù coordinato dal professor Renato Mion. Nel 1985, anno internazionale della gioventù, furono avviati, in seno alla Facoltà di Scienze dell’educazione, il Centro di documentazione sulla condizione giovanile in Italia e nel mondo, e la relativa banca dati che dal 1999 è in linea con aggiornamenti prima semestrali e da quest’anno continui. Si tratta di una vasta raccolta di record bibliografici relativi a periodici, libri, ma soprattutto articoli, di carattere psico-pedagogico, italiani e stranieri. Una fonte molto proficua da cui ha attinto è senz’altro rappresentata dalla biblioteca centrale dell’università stessa con le 1500 riviste scientifiche, specializzate nelle tematiche giovanili.
All’interno del sito dell’Osservatorio (http://giovani.ups.urbe.it/FSE/) si trova inoltre l’elenco delle parole-chiave attraverso cui può avvenire la ricerca, che si può fare anche nei consueti modi: autore, titolo, soggetto. Una risorsa informativa così specifica costituisce indubbiamente un punto di riferimento importante per tutti coloro che operano nel settore giovanile, offrendo loro un’ampia documentazione per un’approfondita ricerca sul campo.
Fiore all’occhiello della biblioteca, quello per cui si offre come unico esempio a Roma, è il nuovo deposito robotizzato, che sostituisce il vecchio magazzino, e che ribadisce ancora una volta il carattere “moderno” della Don Bosco, a cui sono improntate tutte le sue scelte, dalla gestione informatizzata di procedure e servizi, al patrimonio costituito da materiale tradizionale come da documenti registrati sui più attuali supporti (ottico, elettronico ecc.): “modernità” che però non significa solo accogliere le novità del momento ma guardare oltre, proiettarsi verso il futuro e prepararsi sin da ora a quello che avverrà.
La dirompente forza di Internet che ha rivoluzionato il mondo, ha trasformato profondamente anche le biblioteche e continua a operare in esse numerosi cambiamenti.
Il concetto di biblioteca come contenitore di “libri” è superato, va semmai inteso come contenitore e laboratorio di “saperi”, indipendentemente dalla forma in cui questi vengono diffusi. Saperi che, non necessariamente, devono fisicamente risiedere nella biblioteca, ma che la biblioteca deve mettere comunque, con rapidità, a disposizione dell’utente nel momento in cui si rivolge ad essa per soddisfare le sue esigenze informative; una biblioteca che come moltissimi studiosi preannunciano, diventerà sempre meno materiale e sempre più virtuale.
Se è questa la strada su cui le biblioteche si stanno muovendo, la Don Bosco segue la stessa direzione e persegue gli stessi obiettivi, immagazzinando il suo sapere in tutti gli strumenti offerti oggi dalla tecnologia, l’elettronica e le telecomunicazioni.
Il silos robotizzato, incamerando una grande quantità di libri, quelli che vengono meno utilizzati, risponde proprio all’esigenza di liberare gli spazi dal materiale cartaceo, garantendogli nel contempo una migliore protezione da luce, polvere e parassiti. Il silos contiene 2552 cassetti con un carico da 50 a 250 volumi per cassetto. Il caricamento del silos è ancora in corso, per cui solo 1750 cassetti sono stati riempiti, principalmente con riviste, tesi, miscellanee, collane. È previsto anche un secondo silos, attiguo, per completare lo svuotamento del vecchio magazzino. L’ubicazione, insolita per un deposito, all’interno della biblioteca, ha il vantaggio di ridurre i tempi di attesa del materiale richiesto e di alleggerire e sveltire il lavoro del personale addetto. Il silos serve tre piani: al primo e al secondo sono presenti delle “finestre” attraverso cui, in futuro, avverrà il prelievo di una parte del materiale direttamente dalle sale di consultazione; ora questo viene effettuato dal basso, mediante carrelli, servizio che, nel tempo, sarà comunque mantenuto per richieste che contemplino riviste intere cioè complete di tutte le annate.
Quella del silos, sistema a ricerca elettronica onnidirezionale, è un’innovazione assoluta per le biblioteche, idea, tratta dagli archivi e prima ancora dai magazzini industriali, che ha subito gli inevitabili adattamenti al nuovo tipo di ambiente, e di cui, a Roma e in Italia, ci sono pochi esempi.
Possiamo quindi concludere con l’affermazione che la biblioteca centrale Don Bosco è certamente all’avanguardia e un modello da cui trarre ispirazione, e con l’invito a visitarla presto ma rispettandone il... religioso silenzio.


BUSTI, Tiziana. La biblioteca “Don Bosco” della Pontificia Università Salesiana di Roma. «AIB Notizie», 16 (2004), n. 1, p. 16-17.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-02-11 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0401busti.htm

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