[AIB]AIB Notizie 01/2004
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Riviste culturali e biblioteche: un'alleanza per la libertà delle idee

Rosario Garra

La nascita del CRIC - Coordinamento riviste italiane di cultura, è stata già segnalata sulle pagine di «AIB notizie» in occasione del suo Congresso inaugurale. Quindi non si insisterà più di tanto sugli obiettivi generali dell'associazione, se non per ricordare il rapporto che fin dall'inizio è stato stabilito tra Riviste culturali e mondo delle biblioteche, che abbiamo sintetizzato nello slogan "idee in cerca di lettori".

Il CRIC ha preso le mosse dalla tavola rotonda "Le riviste culturali oggi" promossa a Bibliocom 2002 dal BAICR ConsorzioCultura e dall'AICI, nel corso della quale è stata lanciata l'idea di creare un coordinamento di riviste italiane. La Conferenza inaugurale della nuova associazione si è tenuta a Roma il 18 giugno scorso, raccogliendo l'adesione di molte testate e avviando la discussione con i rappresentanti delle istituzioni e del mondo professionale che hanno partecipato alla Conferenza - tra i quali Igino Poggiali, allora alla guida dell'AIB, e presidente dell'Istituzione Biblioteche di Roma. Alla Convention era stato invitato anche il direttore generale dei beni librari del Ministero per i beni culturali, istituzione dalla quale attendiamo un rilancio della promozione del sistema delle biblioteche e della lettura in Italia, e un segnale forte d'attenzione nei confronti delle riviste di cultura nell'ambito delle politiche per il settore dell'editoria.
A proposito dell'alleanza tra editoria di cultura e biblioteche, ricordo un libro che ha fatto molto discutere, intitolato Editoria senza editori, pubblicato da Bollati Boringhieri nel 2000. L'autore André Schiffrin - fondatore della casa editrice americana Pantheon Book - testimonia in questo libro che un fattore non secondario per l'affermazione delle concentrazioni editoriali e di una supremazia del mercantilismo nell'editoria, è stato in Gran Bretagna come negli Stati Uniti, nell'epoca Thatcher e Reagan, la drastica riduzione dei fondi destinati alle biblioteche, che in precedenza erano stati sufficienti a coprire buona parte dei costi editoriali relativi a opere letterarie e di saggistica. Oggi in Italia attraversiamo una fase di tagli alla spesa in tutti i settori della cultura e della ricerca, in presenza di una concentrazione di quasi il 70% del fatturato dell'editoria in capo ai primi cinque gruppi editoriali, una situazione che rende marginali nel mercato le altre iniziative editoriali minori, a prescindere dalla loro qualità culturale, e mette a rischio la sopravvivenza delle riviste culturali.
Ma veniamo al workshop "Le riviste culturali in biblioteca" promosso dal CRIC e dall'AIB il 29 ottobre 2003, nell'ultima edizione di Bibliocom. L'incontro ha permesso un confronto tra esperienze professionali diverse, quelle delle riviste e delle biblioteche, che però sono entrambe strettamente collegate alla diffusione delle informazioni e delle idee. Sono stati esaminati aspetti in grado di valorizzare il ruolo delle riviste culturali all'interno dei momenti più qualificanti del servizio bibliotecario e di studiare interventi di cooperazione che possano essere realizzati nel breve e medio termine. Sono intervenuti rappresentanti delle riviste culturali e delle diverse tipologie di biblioteche, e i responsabili delle due associazioni, tra cui Graziano Ruffini - del nuovo Comitato esecutivo nazionale AIB. Dal concorso di idee per realizzare una cooperazione più stretta tra professionisti che operano con ruoli diversi nel campo dell'informazione e della mediazione culturale sono emerse le proposte qui riportate:
- creazione o ampliamento delle collezioni bibliotecarie, attraverso le testate periodiche caratterizzate dall'approfondimento interdisciplinare di idee e temi, in rapporto alla formazione di un'utenza dai bisogni sempre più articolati e qualificati;
- organizzazione di servizi che favoriscano l'approccio degli utenti "alla soglia", attraverso la creazione di spazi e scaffali tematici delle riviste culturali, alternativi alla divisione per disciplina, introducendo un pacchetto di "CRIC" come punto d'informazione e di consultazione correntemente aggiornato (proposta del Consorzio bibliotecario dei Castelli Romani),
- creazione nelle principali aree metropolitane italiane di "vetrine delle riviste", con funzione di centri d'informazione sulle iniziative editoriali, le novità, i nuovi numeri, gli eventi, e che siano luoghi di consultazione, prestito, vendita e abbonamento, in sinergia con le biblioteche operanti nel territorio;
- offerte promozionali alle biblioteche di pacchetti di abbonamento collettivo o multiplo alle riviste aderenti al CRIC, attraverso la condivisione di indirizzari relativi alle varie tipologie di biblioteche (comunali, provinciali, universitarie, statali, scolastiche, religiose, aziendali);
- collaborazione con consorzi universitari e sistemi bibliotecari regionali e di enti locali, o singole biblioteche, per la realizzazione di incontri pubblici e convegni su grandi tematiche culturali o professionali di comune interesse.
- apertura di finestre informative dedicate al CRIC e alle riviste culturali all'interno di siti, newsletter e degli altri strumenti d'informazione appartenenti a sistemi e consorzi bibliotecari del territorio;
- realizzazione di un'indagine sulla presenza delle riviste culturali nelle biblioteche italiane, a cura dell'AIB e del CRIC, con il duplice scopo di effettuare un censimento delle riviste culturali e una ricognizione quantitativa e qualitativa del loro uso nelle biblioteche.
C'è un altro aspetto che riguarda il rapporto tra le riviste e le biblioteche che merita di essere approfondito ed è quello della nuova disciplina sulle fotocopie, introdotta nella normativa sul diritto d'autore dalla legge n. 248/2000 e poi confermata dal decreto legislativo n. 68/2003. Come sappiamo, tali disposizioni riguardano non soltanto i compensi relativi alla riproduzione per uso personale di libri ma anche di fascicoli di periodici, i quali sono comunemente, almeno per la maggior parte delle biblioteche, soprattutto riviste scientifiche e culturali. I compensi per diritti d'autore sono pagati forfetariamente dalle biblioteche alle associazioni degli autori e degli editori. A chi vanno questi compensi che, per quanto ridotti, gravano sulle risorse già scarse per gli acquisti e gli abbonamenti? Non ai giornalisti e ai collaboratori autori degli articoli, e non ai direttori autori dell'opera collettiva, che spesso sono essi stessi gli editori della testata. Questi avrebbero diritto dunque almeno a esprimere il loro parere su come sono utilizzate e distribuite le royalties sulle fotocopie delle riviste. Personalmente sono perplesso di fronte a campagne intese a intimorire coloro che fanno ricorso alle fotocopie con slogan del tipo "Complimenti! Oggi hai ucciso un libro". Immagino che le fotocopie non siano realizzate nelle scuole e nelle biblioteche, allo scopo di avvolgere il pesce e che dunque coloro che le utilizzano siano le stesse persone che i libri e le riviste li acquistano, li leggono, li studiano e qualche volta li scrivono. Se i lettori oggi in Italia sono una specie così rara come si dice, perché offenderli? È giusto chiedersi se tutti gli autori e gli editori hanno questo tipo di approccio al problema. A mio parere altre soluzioni, nelle quali possono convergere gli interessi della produzione e del consumo della cultura possono essere esaminate e proposte. Ne è esempio quello che accade in Francia, dove le redevances per le riproduzioni di opere protette sono investite per realizzare iniziative di promozione della lettura di interesse pubblico, ideate dal Centre du livre. La scommessa mi sembra la stessa ovunque e in ogni caso: estendere e favorire l'accesso libero alle idee e alle conoscenze anziché condizionarlo con nuovi vincoli e lasciarlo alla mercé dei media più forti.

Campagna di promozione delle riviste di cultura

L'offerta di un pacchetto CRIC - abbonamento collettivo a tutte le riviste che aderiranno alla campagna - sarà rivolta alle biblioteche di ogni tipologia e nell'ambito di progetti di promozione organizzati dal CRIC nei confronti di scuole e altre istituzioni. Lo scopo principale è quello di creare in tutte le biblioteche "scaffali" dedicati alle riviste culturali interdisciplinari, attraverso l'incentivo di un forte sconto sull'acquisto.
Il CRIC raccoglierà le cedole di abbonamento collettivo e multiplo e trasmetterà gli ordini ai responsabili delle riviste, che cureranno la spedizione in abbonamento delle riviste secondo le procedure ordinarie, per l'intero anno. L'invio di eventuali arretrati consentirà ai sottoscrittori di acquisire le annate complete delle varie testate.

Per informazioni scrivere al CRIC - Coordinamento riviste italiane di cultura
via della Dogana Vecchia 5 - 00186 Roma
rivisteculturali@libero.it


GARRA, Rosario. Riviste culturali e biblioteche: un'alleanza per la libertà delle idee «AIB Notizie», 16 (2004), n. 1, p. 9-10.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-02-11 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0401garra.htm

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