[AIB]AIB Notizie 02/2004
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Kansai-Kan: la biblioteca di vetro e tecnologia

Marisol Occioni

Inaugurata nel 2002, è la più recente delle tre principali biblioteche nelle quali si suddivide la Biblioteca nazionale della Dieta (il Parlamento giapponese): dopo la Biblioteca centrale di Tokyo e la Biblioteca internazionale di letteratura infantile, è ora la volta della Biblioteca di Kansai-kan.
Se ne esaminano gli aspetti architettonici e organizzativi-gestionali.


http://www.ndl.go.jp/en/service/kansai

La Biblioteca nazionale della Dieta sorge nel febbraio del 1948 sul modello della Biblioteca del Congresso di Washington con l’obiettivo di raccogliere le pubblicazioni nazionali (deposito legale), una selezione di opere straniere, compilare la bibliografia nazionale, cooperare con altre biblioteche nazionali ed estere e offrire una serie di servizi sia al grande pubblico sia ai membri del Parlamento giapponese (per gli aspetti legislativi, giuridici e governativi).
Visto il rapido incremento del patrimonio bibliografico (la Biblioteca della Dieta è la più grande del Giappone coi suoi 12 milioni di volumi racchiusi in circa 148.000 mq), la direzione, già negli anni Ottanta, prevedendo di giungere nel 2002 a una situazione di saturazione, si pone a progettare una soluzione sufficientemente lungimirante per custodire il materiale bibliografico prima di giungere a un punto di collasso. Inoltre, la futura biblioteca si sarebbe fatta carico del document supply service, di tutti i servizi bibliotecari su supporto elettronico, del servizio di reference per la sezione asiatica e della cooperazione interbibliotecaria.
Nel 1995 viene indetto un concorso internazionale che vede vincitore l’architetto Fumio Toki dello studio Daiichi Kobo Associati di Tokyo, primo in una gara con 493 partecipanti dei quali 219 di 42 paesi del mondo. Toki ha compiuto i suoi studi presso l’Istituto universitario di architettura di Venezia e non è nuovo alla progettazione di biblioteche: sue sono le realizzazioni della Biblioteca municipale centrale di Tokyo e di quella di Maebashi.
L’obiettivo assegnato a Toki è la progettazione di un edificio grande, funzionale e duraturo, atto cioè a raccogliere i circa 6.000.000 di volumi della nuova biblioteca, nonché la creazione di spazi adatti a erogare servizi all’altezza di una biblioteca importante come quella nazionale.
Se un problema, come si è accennato, è la capienza, altri due fattori di uguale importanza debbono essere tenuti in considerazione nell’identificazione di un luogo idoneo per la realizzazione del nuovo complesso architettonico: lo storico problema giapponese dell’esiguità degli spazi e le esigenze dettate dal rapido sviluppo delle tecnologie informatiche. La biblioteca, come già previsto, avrà una forte connotazione di centro documentario elettronico soprattutto per il materiale di area asiatica.
La risposta di Toki è Kansai: località a 500 chilometri dalla capitale, nella campagna di Kyoto, sede della Città della scienza, ampia area urbanizzata che ospita università ed enti privati dediti alla ricerca. La nuova biblioteca è destinata a diventare un ulteriore centro di studio e investigazione che ben si innesta in un tessuto già funzionante e strutturato.
Dal punto di vista urbanistico, l’impatto ambientale di Kansai-Kan è giudicato non eccessivo nei confronti del paesaggio campestre, anche se gli indicatori dimensionali della biblioteca sono i seguenti:
- superficie complessiva, comprensiva della biblioteca e delle strutture adiacenti: 58.815.64 mq
- area edificata: 10.445.78 mq
- area pavimentata : 58.768,68 mq

Il progetto di Toki è un edificio grandioso e maestoso come un antico tempio, organizzato in spazi razionali e funzionali tali da infondere sensazioni di consistenza e solidità. D’altro lato, eleganza e leggerezza di stucchi, vetro, acqua, pietra, acciaio, granito, legno naturale e manto erboso presentano una perfetta sintesi dell’architettura giapponese, dai suoi templi millenari alle leggere e piccole costruzioni adibite a uso civile.
I lucernari consentono un passaggio filtrato della luce naturale: la luminosità che ne deriva è come opacizzata dall’impiego dei curtain wall (questi ultimi per la prima volta sperimentati in Giappone), ossia strati di vetro traslucido decorato (al cui interno passano condotti d’aria) che conferiscono agli ambienti un clima di intimità. Il curtain wall ha il duplice pregio di evitare il surriscaldamento dei pannelli grazie all’aerazione che passa attraverso ai suoi “camini” e inoltre riscalda d’inverno poiché mantiene il calore prodotto all’interno.
L’acqua scorre su una parete esterna in granito di 230 metri; il verde è rappresentato dal roof-garden alberato sul quale si affaccia la caffetteria, dal giardino sovrastante la sala di lettura sotterranea, dalla corte con arbusti e alberi (disegnata per ricreare la foresta di Keihanna Hill) sulla quale si protendono le sale di lettura e gli studioli e dal manto erboso che ricopre un lato dei lucernari.
La “biblioteca di vetro” si sviluppa su otto piani, quattro sotterranei e quattro in superficie.
I locali sotterranei sono così articolati:

1. piano
Uffici
Sala studio
Sala lettura
Auditorium
Corte alberata

2. piano
Deposito
Uffici

3. piano
Deposito
Deposito automatico-compacts
(controllato da computer)
Grande lucernario

4. piano
Deposito
Deposito automatico-compacts
(controllato da computer)
Grande lucernario

I piani in superficie sono composti da:
1. piano
Ingresso
Atrio
Sala per seminari

2. piano
Uffici
Atrio

3. piano
Uffici
Atrio

4. piano
Caffetteria
Roof-garden

Il collegamento tra i piani è assicurato dalle ampie scale e dagli ascensori.
L’edificio è concepito in moduli estremamente razionalizzati: gli spazi sono regolari e ampi, due sono i locali dedicati alle lettura e allo studio (l’altezza del soffitto è 6 metri), al primo piano del sotterraneo.
La scelta di situare i locali destinati allo studio e alla ricerca nei piani sotterranei è motivata dal fatto che lì le scaffalature godono di un migliore monitoraggio di luminosità, temperatura e umidità.
Nei sotterranei è conservata inoltre la preziosa sezione del fondo documentario asiatico (Asian Resource Information Center): circa 30.000 volumi in tutte le lingue dell’area asiatica, materiali di reference in giapponese, giornali e periodici.
Nell’edificio sono collocati 880 armadietti per custodire quanto non è consentito portare in biblioteca; una borsa di plastica viene fornita per gli effetti personali. I lettori accedono alla biblioteca dopo la registrazione dei propri dati al computer che rilascia una tessera magnetica multi funzione. La card consente e controlla l’entrata, serve come documento d’identificazione per eventuali controlli interni e viene utilizzata inoltre per accedere a tutti i servizi bibliotecari.
Kansai è stata concepita per essere un complesso privo di barriere per facilitare l’accesso ai portatori di handicap ai quali offre l’ingresso coi cani guida personali, spazi macchina riservati, sedie a rotelle nell’atrio principale, supporti per chi è affetto da sordità, porte automatiche, ascensori, nonché ha disponibilità di manualistica in Braille.
In realtà la realizzazione della nuova biblioteca ha consentito una riorganizzazione interna dell’intera Biblioteca nazionale della Dieta che ora consiste in una biblioteca centrale suddivisa in due centri (Tokyo e Kansai-kan), due biblioteche satelliti (la Biblioteca internazionale di letteratura infantile e la Tokyo Bunko – specializzata in orientalistica – e 27 ulteriori biblioteche affiliate presenti nelle varie agenzie governative.
L’assetto organizzativo di Kansai-kan è strutturato in tre dipartimenti: la divisione amministrativa, il Collections Department (servizi al pubblico in-house e non, il fondo asiatico, l’acquisto e la catalogazione del patrimonio), il dipartimento progetti (centro di progetti per la cooperazione tra biblioteche, sviluppo delle risorse digitali per la biblioteca elettronica).
La decentralizzazione della biblioteca a Kansai è stata voluta anche per dirottare l’impatto dei lettori sulla Biblioteca di Tokyo, caratterizzando il nuovo centro con servizi bibliotecari per utenti remoti, sia giapponesi che esteri.
A questo proposito è stato attivato il Document and Information Supply Service che eroga servizi grazie alle potenzialità della biblioteca digitale e dell’Asian Resource Information Center.
Il DSS offre basi di dati bibliografiche delle proprie collezioni via Web:
– la bibliografia nazionale giapponese dopo il 1948;
– i libri occidentali catalogati dopo il 1986;
– NDL-OPAC: l’intero catalogo dei libri giapponesi (circa 2,7 milioni di documenti giapponesi pubblicati dal periodo Meiji, 1868, ad oggi) e occidentali (230.000 volumi dal 1986 ad oggi), 190.000 tesi di laurea giapponesi conservate tra Tokyo e Kansai;
– NDL-OPAC di materiali in lingua asiatica (cinese e coreano dopo il 1986);
– l’indice dei periodici giapponesi successivi al 1948 (circa 5,5 milioni);
– cataloghi di pubblicazioni seriali sia giapponesi che straniere.
L’interrogazione di NDL-OPAC consente inoltre la richiesta di fotocopie, la riserva anticipata di libri previa registrazione e l’ILL via Web.
Vari sono i progetti in corso (e che riguardano comunque tutti i testi di area asiatica), ai quali la biblioteca sta lavorando con la Information-technology Promotion Agency (IPA), organizzazione affiliata al Ministero per il commercio internazionale e l’industria (MITI):
– l’offerta di documenti in formato digitale, ma già pubblicati su supporto cartaceo. Dal 2001 la Biblioteca nazionale si è impegnata nella digitalizzazione di 168.000 libri pubblicati durante il periodo Meiji (1868-1912) da microfilm, con l’obiettivo di renderne disponibile il contenuto in Internet. Da ottobre 2002 ne sono consultabili 30.000 relativi a scienze umane e sociali come pure una base di dati con immagini da libri giapponesi antichi (epoca Edo), entrambi consultabili nel sito della biblioteca (www.ndl.go.jp/en/data/endl.html). Inoltre sono stati digitalizzati testi di economia, periodici giapponesi, relazioni di membri della Dieta, alcune pubblicazioni moderne. Si tratta di un’applicazione dell’Information Technology a collezioni conservate a Kansai;
– la disponibilità di materiali nati digitali tramite accordi con gli editori. Allo stato attuale sono in corso le trattative tra le parti per giungere a un accordo relativo al copyright. I documenti già disponibili sono accademici o relativi all’amministrazione statale;
– WARP (Web Archiving Project): sistema di raccolta, archiviazione, preservazione e offerta di risorse informatiche (siti, periodici) online;
– Dnavi (Database Navigation Service): gateway per la navigazione tra basi di dati in Internet.
L’Asian Resource Information Center è di importanza strategica per Kansai-kan poiché conserva 50.000 documenti di natura politica, culturale, economica e sociale dei paesi asiatici nelle varie lingue.
Gli scopi del centro sono:
– mantenere e incrementare il fondo con materiali sull’Asia sia interni che stranieri;
– sviluppare la base di dati bibliografica;
– offrire informazione qualificata;
– essere il punto di riferimento in Giappone per i servizi di informazione asiatici;
– promuovere attività internazionali di cooperazione sull’informazione in Asia.
Il Centro ha a disposizione una propria sala di lettura provvista di libri a scaffale aperto, repertori, bibliografie, manuali, riviste accademiche, giornali, documentazione governativa sia su carta sia su microfiche o in formato elettronico.
Ruolo di Kansai-kan è mantenere e sviluppare rapporti di cooperazione tra biblioteche e istituzioni grazie anche alle sue risorse documentarie e informatiche. A questo proposito la biblioteca conserva e mette a disposizione i documenti che le giungono per deposito legale o che le altre biblioteche, per questioni di spazio, non possono conservare. Altresì Kansai lavora alla redazione di un catalogo unico (oltre alla già citata Bibliografia nazionale) delle biblioteche pubbliche giapponesi e ha attivato servizi in rete che consentono lo scambio di informazioni/documenti senza barriere.
In cooperazione con istituti e centri di ricerca e formazione presenti anche nella Città della scienza, Kansai-kan lavora al fine di elaborare procedure di conservazione dei documenti. A questo scopo utilizza la tecnologia per proseguire nella realizzazione di una biblioteca informatizzata e si propone con programmi di training per i bibliotecari sia giapponesi sia stranieri. Sono previste anche esperienze di scambi internazionali.

occioni@unive.it


OCCIONI, Marisol. Kansai-Kan: la biblioteca di vetro e tecnologia «AIB Notizie», 16 (2004), n. 2, p. 8-10.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-03-06 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0402occioni.htm

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