[AIB]AIB Notizie 02/2004
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Il "manuale per la qualità dei siti web pubblici
culturali" del progetto Minerva

Maurizio Vittoria

Nella Conferenza europea di Minerva svoltasi a Parma il 20-21 novembre 2003 è stato presentato ufficialmente il Manuale per la qualità dei siti Web pubblici culturali. Criteri, linee guida e raccomandazioni.

Il Progetto Minerva (http://www.minervaeurope.org/), rete di Ministeri degli Stati membri voluta dalla Commissione europea, ha l’impegno di cercare le strade per armonizzare le attività di digitalizzazione dei contenuti scientifici e culturali. E tra queste non potevano certo mancare le attività in Internet.
Sviluppato e redatto a livello multinazionale dal Minerva Working Group 5, il Manuale è rivolto alle istituzioni culturali europee, con particolare riferimento ai piccoli istituti; ha una struttura logica, che si lascia ben consultare nelle sue 196 pagine.
È leggibile e scaricabile all’indirizzo: http://www.minervaeurope.org/publications/qualitycriteria.htm
Il testo dell’ultima versione è in inglese, ma a marzo verrà prodotta e distribuita, anche a stampa, l’edizione in italiano che sarà presentata in una serie di seminari destinati a istituzioni e aziende (http://www.minervaeurope.org/structure/workinggroups/userneeds/events/semwp5.htm).
Trattando una materia in veloce evoluzione, presumibilmente vi saranno, nel tempo, altre edizioni più avanzate. Non c’è stata infatti la presunzione di creare un "punto fermo", ma delle solide basi di un "work in progress" collettivo a livello europeo.
Durante la lettura si potrà pensare che molti degli enunciati siano delle affermazioni ovvie, ma questo succede sempre quando si parla di qualità: è ovvio che una pagina Web sia leggibile, come è ovvio l’esistenza del numero telefonico di un ente all’interno del suo sito o come è ovvio che la cultura sia davvero per tutti. Ma purtroppo non sempre è così, specialmente nelle interfacce Web di biblioteche, archivi e musei.
Il Manuale è organizzato in quattro sezioni, che comprendono: le definizioni generali, i principi e raccomandazioni; l’introduzione alla qualità, con pratiche indicazioni per le applicazioni Web; i criteri di qualità specifici per ogni singola categoria culturale nel Web; le appendici, con i risultati degli altri Gruppi di lavoro di Minerva, il Catalogo de pattern, indicazioni sulle varie normative europee in materia di qualità, documenti e guide internazionali, bibliografie e risorse internazionali su accessibilità e usabilità.
Per iniziare vengono identificati i Soggetti Culturali Pubblici, a seconda delle loro identità principali, e circoscritti in otto categorie del patrimonio culturale-scientifico: Archivi, Biblioteche, Patrimonio culturale diffuso sul territorio, Musei, Uffici di gestione e tutela, Centri di ricerca e formazione, Eventi espositivi temporanei, Progetti culturali.
Vengono enunciati poi i principi fondamentali, tra cui la riconoscibilità e la visibilità, il coordinamento fra i canali di comunicazione, la progettazione, il rispetto della privacy, la conservazione a lungo termine dei materiali pubblicati.
Il secondo capitolo entra nel cuore della materia, con esaustive spiegazioni di cosa sia l’accessibilità e l’usabilità nel Web, cioè la relazione con l’utenza e le sue esigenze. Vengono qui richiamate le Linee guida del W3C WAI, ormai universalmente riconosciute come fondamentali in materia di accessibilità. Nell’Appendice n. 4 si può trovare, tra l’altro, un documento del WAI (Lista di controllo) su come valutare il grado di conformità alle Linee guida stesse.
Ci si addentra poi agevolmente nell’argomento usabilità, con l’enunciazione delle sue caratteristiche.
E si arriva subito al pratico: per tener conto delle esigenze di accessibilità e usabilità viene proposto l’uso di "pattern" come soluzioni pronte per vari problemi di progettazione.
I pattern sono una sorta di "ricette rapide" che non si addentrano nelle specificità tecniche (che esulerebbero dallo scopo del Manuale) ma che indicano, per ogni problema ricorrente in uno specifico contesto, una soluzione, consolidata da studi ed esperienze in merito. Viene riportato come esempio (molto chiaro), in che modo impostare una Newsletter di un sito.
Nell’Appendice n. 2 c’è un corposo Catalogo dei pattern che ben si presta alla loro applicazione. I pattern sono molti e spaziano nella quasi totalità dei problemi che si incontrano quando si progetta o si rivede un sito Web anche senza esserne esperti; i pattern infatti possono essere un ottimo linguaggio comune per comunicare con i tecnici. Prendendone uno a caso si trova, tra tanti, il pattern che suggerisce come impostare una Home Page che contenga le giuste informazioni per poter navigare nel sito Web, senza essere troppo ridondante.
Il terzo capitolo del Manuale affronta i criteri di qualità; sono stati individuati 12 criteri generali, ritenuti basilari:
1) rappresentare l’identitàdell’Entità culturale;
2) rendere trasparente l’attività dell’Entità culturale;
3) rendere trasparente la missione dell’Entità culturale;
4) svolgere un ruolo efficace nei network di settore;
5) presentare norme e standard di settore;
6) diffondere contenuti culturali;
7) sostenere il turismo culturale;
8) offrire servizi didattici;
9) offrire servizi per la ricerca scientifica;
10) offrire servizi ai professionisti del settore;
11) offrire servizi per le prenotazioni e gli acquisti;
12) promuovere comunità telematiche di settore.

Naturalmente ogni criterio potrà interessare tutte o soltanto alcune delle categorie sopraelencate, a seconda dell’ambito in cui operano. Per questo, per ognuna delle otto categorie viene esaminato, nel dettaglio, ogni criterio e la forma della sua applicazione.
Ad esempio, l’obiettivo n. 7 (Sostenere il turismo culturale) è di centrale importanza presso i Musei, mentre sarà meno rilevante per i Centri di ricerca e formazione.
La Sezione delle Appendici completa il Manuale in modo efficace per approfondirne la materia.
Con questo utile e importante strumento si potrà così raggiungere un migliore equilibrio tra i servizi erogati e l’interazione con gli utenti. Perché importante? Almeno per tre buoni motivi:
1) in ogni paese membro il Manuale verrà tradotto nella lingua locale e messo in pratica;
2) il flusso delle informazioni culturali nel Web europeo verrà razionalizzato secondo gli stessi principi;
3) finalmente si vedranno dei siti Web culturali creati pensando più ai contenuti e alla loro fruibilità che agli "effetti speciali".
Ritengo che il Manuale sia un valido strumento di "riabilitazione" anche professionale: l’attenzione agli standard internazionali e l’approccio a soluzioni consolidate di usabilità riporta il Web pubblico a quella professionalità che, dal periodo della "adolescenza di Internet" ad oggi, era stato molto trascurato.
Ora si ha un mezzo in più per far sì che la cultura e l’informazione siano veramente alla portata di tutti e, in Italia in special modo, servirà a tutti noi, da subito, vista l’approvazione (il 17 dicembre 2003) della legge che impone l’accessibilità nei siti Web pubblici.

vittoria@marciana.venezia.sbn.it


VITTORIA, Maurizio. Il "manuale per la qualità dei siti web pubblici culturali" del progetto minerva «AIB Notizie», 16 (2004), n. 2, p. 11-12.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-03-06 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0402vittoria.htm

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