[AIB]AIB Notizie 03/2004
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Il fondo valdostano, custode della cultura locale

Omar Borettaz

Come la struttura architettonica che la ospita, articolata in una parte moderna molto appariscente, le cui pareti a specchio riflettono le vette che circondano la conca aostana, e in una più antica, ricavata in un edificio seicentesco a sua volta costruito sulla romana Porta Decumana, la Biblioteca regionale di Aosta possiede due anime, corrispondenti a due ruoli precisi nell'ambito della cultura valdostana: quello di biblioteca pubblica dai grandi numeri, frequentata giornalmente da un migliaio di utenti di ogni età e categoria, e quello di centro di documentazione bibliografica sulla regione, per lo più meta di ricercatori e di studenti universitari impegnati nell'elaborazione delle tesi di laurea.
Il compito di acquisire e conservare nel tempo le opere sulla Valle d'Aosta è affidato alla sezione denominata Fondo valdostano, cui spetta inoltre la conservazione dei libri antichi e rari. Per analogia di argomenti con la storia e la cultura locali, il Fondo svolge opera di acquisizione e conservazione anche relativamente alle pubblicazioni su Casa Savoia e sulla storia dell'alpinismo, nonché a quelle di soggetto non locale realizzate da autori valdostani.
Per quanto piccola e scarsamente popolata, la Valle d'Aosta ha prodotto nel passato un gran numero di opere, in ambito storico, scientifico e letterario, soprattutto a partire dalla metà dell'Ottocento. La cultura locale aveva allora ricevuto un notevole impulso dall'uscita del primo giornale valdostano («Feuille d'annonces d'Aoste», 1841), dalla fondazione dell'Académie Saint-Anselme (1855) e della Société de la flore vald˘taine (1858), nonché dall'editoria - spesso di pregio - legata al mondo degli alpinisti e dei viaggiatori stranieri.
Il Fondo valdostano conta attualmente poco meno di 9000 titoli, distribuiti nei vari campi della cultura. Tra questi, circa 1000 sono tesi di laurea, il cui deposito presso la Biblioteca è incentivato dall'erogazione di una borsa di studio da parte dell'amministrazione regionale.
Una particolare cura è destinata alla conservazione dei giornali, importanti fonti per lo studio della storia contemporanea, nei quali si è trasferito a partire dal 1841 il dibattito politico locale e grazie ai quali è possibile ricostruire le tappe delle profonde trasformazioni che hanno segnato la Valle d'Aosta nell'ultimo secolo e mezzo. Nelle circa 50 testate uscite fino all'immediato secondo dopoguerra tutte le idee e le categorie di persone finivano per riconoscersi. Nel rispetto delle reciproche posizioni, i giornali erano spesso la sede di accese discussioni, come al tempo del «Mont-Blanc» (1894-1940), espressione della sinistra anticlericale a lungo retto dalla battagliera Joséphine Duc-Teppex, e del «Duché d'Aoste» (1894-1926), cattolico-conservatore. Da fronti opposti, entrambi questi fogli operavano per migliorare la situazione sociale dei valdostani: il primo spingendo a guardare avanti, verso orizzonti di progresso economico e politico; il secondo invitando a tenere saldi i legami con la tradizione, ma anche a modernizzare l'agricoltura mediante la creazione di cooperative e a proteggere con assicurazioni le case rurali contro i frequenti devastanti incendi.
Per salvaguardare tale importante documentazione, l'amministrazione regionale ha investito nel 2003 importanti risorse, per il completamento della microfilmatura per tutti i giornali usciti fino alla fine del 2000 e dotando la biblioteca di apparecchiature per l'acquisizione digitale di tutti quelli pubblicati a partire dal 2001. La microfilmatura, affidata a un service esterno, si sta avviando alla conclusione. La digitalizzazione, operata da personale interno, è attualmente in corso sul materiale corrente, mentre si sta provvedendo alla graduale scansione del materiale relativo agli anni 2001-2002. Si conta di poter giungere alla consultazione di tutti i giornali valdostani su supporto diverso da quello cartaceo entro la fine del 2005.
Per la sua natura di centro di documentazione, il Fondo valdostano è chiamato a gestire e a rendere consultabile una gran quantità di altro materiale, dalla tipologia estremamente eterogenea: un fondo di videocassette sulla Valle, interamente catalogato; un prestigioso fondo di incisioni originali, composto da circa 150 carte storiche riguardanti gli Stati sabaudi e da un centinaio di stampe, fra le quali un'importante serie relativa al passaggio di Napoleone attraverso il Gran San Bernardo (1800); un fondo di disegni originali, comprendenti anche inediti progetti legati alla prima industrializzazione della regione; un fondo di manoscritti, d'interesse eminentemente locale; un fondo di documenti vari, pervenuti alla biblioteca attraverso l'acquisizione di fondi librari, o rinvenuti occasionalmente nei libri, o ancora acquisiti in quanto relativi a personaggi od opere di cultura valdostana; infine, un fondo di cartoline e fotografie d'epoca, giunte attraverso le stesse vie.
Si tratta di collezioni di aggiornamento né costante né regolare, ma legato piuttosto al rinvenimento occasionale di documentazione interessante sul mercato antiquario o presso privati.
Un lavoro pressoché quotidiano di ricerca e sistemazione è invece richiesto dalla raccolta del materiale minore, favorita dalla collaborazione delle biblioteche del Sistema bibliotecario regionale. L'ingentissima mole di documenti relativi all'intero territorio della Valle (manifesti, locandine, dépliant, inviti e programmi di manifestazioni, opuscoli promozionali, gadget ecc.) è attualmente distribuita in dossier organizzati per comuni e comunità montane. L'inventariazione del materiale, per ora limitata ai manifesti, sarà estesa quanto prima, in forme certamente più sommarie, all'intero fondo.
Depositario di tanta ricchezza culturale, il personale del Fondo valdostano è consapevole dell'importanza del ruolo svolto dalla sezione: raccogliere e conservare quanto più possibile le opere prodotte nel passato e nel presente e le testimonianze delle attività culturali svolte sul territorio, nell'intento di trasmetterle, nelle migliori condizioni, agli utenti di domani.

o.borettaz@regione.vda.it


BORETTAZ, Omar. Il fondo valdostano, custode della cultura locale «AIB Notizie», 16 (2004), n. 3, p. V-VI.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-04-13 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0403borettaz.htm

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