[AIB]AIB Notizie 05/2004
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Google sconfiggerà le biblioteche?

Vittorio Ponzani

Si è molto dibattuto, nella letteratura professionale di questi ultimi anni, del concetto di "disintermediazione", cioè di quel processo per cui nel mondo dell'informazione elettronica l'utente finale tende a trovare da solo le informazioni che gli servono (e a giudicarle soddisfacenti), senza bisogno dell'intermediazione di un bibliotecario o di un esperto dell'informazione.
L'accesso diretto e rapido all'informazione su Internet appare per molti versi una conquista per l'utente, sia in direzione di una maggiore autonomia e indipendenza nella ricerca, sia perché permette di evitare l'intermediazione professionale del bibliotecario, che potrebbe essere considerata una "perdita di tempo", oltre che una possibile fonte di condizionamento nell'impostazione e nello svolgimento della ricerca.
In questo contesto i motori di ricerca svolgono un ruolo fondamentale: è sufficiente infatti inserire una qualsiasi parola nella maschera di ricerca e nel giro di pochi secondi si ottengono migliaia di risposte tra cui scegliere, e tutte (o quasi) portano a un full-text (poche le fonti secondarie, pochissime - con questo tipo di ricerca - le pagine ad accesso limitato o a pagamento). Cosa si può volere di più?
Ma a questo punto esiste ancora un ruolo per le biblioteche? A partire da un articolo pubblicato sul «Corriere della sera», dall'esplicito sottotitolo Come le biblioteche elettroniche prendono il posto di quelle tradizionali, in AIB-CUR si è parlato del rischio che l'uso di Google (considerato come esempio di efficace motore di ricerca e più in generale come paradigma della possibilità di ricercare facilmente e con successo l'informazione in rete) possa in qualche modo mettere in discussione o sminuire il ruolo delle biblioteche tradizionali, anche a partire da un dato significativo riportato dall'articolo in questione, secondo il quale negli Stati Uniti gli utenti delle biblioteche pubbliche sono diminuiti del 20%, mentre aumenta il numero dei navigatori della rete.
In verità dal dibattito in lista è emerso proprio il contrario, e cioè che con l'avvento e lo sviluppo delle nuove tecnologie le biblioteche tradizionali si sono trasformate (e ancora di più si trasformeranno) per migliorare i propri servizi agli utenti, e sono state protagoniste dei progetti più avanzati della rete (basta ricordare che il progetto del Servizio bibliotecario nazionale ha inizio nel 1982, per essere definitivamente operativo nel 1992), fungendo da volano dello sviluppo del mondo dell'informazione.
Bisogna inoltre ricordare che le biblioteche hanno sempre superato indenni le grandi trasformazioni tecnologiche della storia (dall'invenzione della stampa alla diffusione dei periodici, fino all'invenzione della radio e degli altri mass-media), non sono scomparse ma anzi hanno assunto un ruolo sempre più determinante nella società.
Google può anche offrire migliaia di pagine Web e una grande quantità di informazioni su un determinato argomento, ma forse per passare da quella che un messaggio in AIB-CUR definisce «l'apparente illusione di conoscere» alla vera conoscenza è necessario un progetto organico di offerta, gestione e conservazione di documenti, analogici e digitali, che da sempre le biblioteche hanno realizzato.
Nessun declino della biblioteca, quindi, ma l'invito ad affrontare il problema non secondo una sterile contrapposizione tra biblioteca e rete e tra conoscenza e informazione, ma puntando invece alla selezione e all'integrazione delle risorse informative di qualità al fine di soddisfare al meglio le esigenze dell'utente.

ponzani@aib.it


PONZANI, Vittorio. Google sconfiggerà le biblioteche? «AIB Notizie», 16 (2004), n. 5, p. 6.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-06-27 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0405ponzani.htm

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