[AIB]AIB Notizie 08/2004
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La Biblioteca Reale di Svezia

Silvia Girometti

Moltissime informazioni sono contenute sul sito Web, consultabile anche in inglese, tedesco, francese, finlandese, spagnolo e russo.
http://www.kb.se/kbstart.htm

La Bibliotheca Regia Holmiensis, in svedese Kungliga Biblioteket, vanta una lunga storia, che la vede depositaria legale del materiale pubblicato su tutto il territorio nazionale fin dal 1661. In quell’anno, infatti, un editto della Cancelleria regia obbligò tutte le stamperie del regno a inviare alla biblioteca e agli archivi del re due copie di ogni pubblicazione prima della distribuzione: decreto motivato più dal desiderio di controllare i contenuti, che da quello di preservare le stampe per i posteri. Nel 1707 il numero delle copie richieste divenne di sei, che la biblioteca doveva a propria volta inviare alle maggiori università svedesi attraverso il Riksarkivet, l’ufficio bibliografico nazionale. Nel tempo vennero emanati vari decreti sul deposito legale, che dal 1993 riguarda anche i documenti elettronici.
Come descritto in dettaglio sul sito Web, l’editto del 1661 conferì il ruolo di biblioteca nazionale alla Biblioteca reale, ruolo in realtà assunto pienamente soltanto due secoli più tardi, quando venne trasferita nella nuova sede in Humlegarden; pur facendo parte fino al 1877 della Cancelleria reale non era mai stata la biblioteca privata del re: aperta ai visitatori autorizzati a partire dal 1713, grazie all’introduzione del servizio di prestito nel 1863 divenne biblioteca pubblica. Le varie vicissitudini e trasformazioni della sede della biblioteca sono indicate sul sito; sempre su Internet si trovano notizie relative all’accrescimento graduale del patrimonio, legato all’evoluzione della politica delle acquisizioni nel tempo e in base alle inclinazioni dei “bibliotecari nazionali” che si succedettero dal momento in cui sorse questa figura professionale, affiancata solo agli inizi del Novecento da personale regolarmente reclutato.
La formazione del patrimonio era cominciata fin dal 1520 con le acquisizioni effettuate per ordine diretto dei monarchi della dinastia Vasa, acquisizioni talvolta frutto di bottini di guerra; in alcuni casi vi era stata anche la dispersione del patrimonio, sempre a opera dei regnanti, per favorire i rapporti diplomatici o per compensare il lavoro dei bibliotecari: ad esempio, nel 1650 la regina Kristina aveva affidato il ruolo di bibliotecari ad alcuni accademici stranieri, uno dei quali, l’olandese Isaac Vossius, utilizzatore di un tipo di collocazione che tuttora contraddistingue le collezioni appartenute alla regina stessa, portò con sé numerosi testi e manoscritti attualmente custoditi presso l’Università di Leida. Altri libri e manoscritti vennero irrimediabilmente perduti a causa di uno spaventoso incendio nel 1697. Successivamente, tuttavia, il patrimonio librario della biblioteca riprese a crescere tramite donazioni o per acquisto diretto, quando i fondi lo consentivano, e l’aumento dei volumi nel tempo fu tale da costringere a vari traslochi e alla costruzione di nuovi edifici appositamente studiati da architetti all’avanguardia. L’ultimo ampliamento risale al 1997, quando la biblioteca è stata nuovamente inaugurata insieme agli stabili annessi, per offrire all’utenza lunghi orari di apertura, un ristorante, un auditorium, ed esposizioni visitabili gratuitamente.
Le prime linee guida ufficiali che attestano la mission della Biblioteca reale risalgono al 1813 e stabiliscono che la biblioteca debba custodire tutte le opere concernenti specialmente la letteratura svedese, in particolare quei libri rari e di pregio che i singoli individui non sarebbero in grado di possedere. Il recupero di alcune di tali opere fu una delle sfide portate avanti dalla biblioteca nel corso del XIX secolo. Sempre nell’Ottocento vi fu l’introduzione di un nuovo catalogo, innovativo rispetto al passato, che segnò un notevole passo avanti nelle registrazioni bibliografiche, grazie anche all’assiduo lavoro del bibliotecario Gustaf E. Klemming, che, come molti suoi predecessori e successori, legò il proprio nome alla storia della Biblioteca reale.
Ancora in tema di cataloghi, la storia della Biblioteca reale di Stoccolma è legata naturalmente al Sistema bibliografico nazionale; nel 1958 venne iniziata la compilazione di un catalogo centralizzato di pubblicazioni svedesi, portata avanti dal 1975 attraverso un sistema computerizzato; attualmente il database denominato LIBRIS raccoglie oltre quattro milioni di notizie relative al posseduto nazionale ed estero di circa duecento biblioteche universitarie e pubbliche svedesi a partire dal 1866. LIBRIS è consultabile tramite Web e contiene anche informazioni relative a spogli, spartiti, carte geografiche e risorse elettroniche, ma non consente di verificare la disponibilità di un’opera, al contrario di quanto avviene attraverso il catalogo REGINA, catalogo della Biblioteca reale cui LIBRIS si affianca. Entrambi i cataloghi sono consultabili sia in svedese sia in inglese.
In REGINA sono riversati due milioni di titoli che, se ammessi al prestito, si possono prenotare direttamente dall’OPAC, fino a un massimo di sette alla volta e previa registrazione. REGINA comprende circa un terzo del posseduto della Biblioteca reale: oltre a completarsi con le notizie descritte in LIBRIS, soprattutto quelle relative agli spogli, il catalogo viene integrato dagli schedari cartacei, in particolare per le opere appartenenti alle collezioni più antiche.
Il passaggio al digitale per la diffusione della conoscenza ha prodotto molti cambiamenti nell’organizzazione della biblioteca, anche se la sua mission non ha subito grosse modifiche: custode della produzione svedese, ha una serie di linee guida per le acquisizioni straniere, quali sono descritte anche sul sito Web.
La Biblioteca reale, attraverso le figure del Bibliotecario nazionale e del responsabile del servizio informazioni, presta molta attenzione alla diffusione corretta e capillare dell’informazione, la cui gestione efficiente viene considerata uno strumento fondamentale per l’applicazione delle direttive funzionali della biblioteca stessa. In tal senso è importante che l’information policy sia condivisa dall’intera organizzazione, all’interno della quale ciascuno diviene responsabile dell’applicazione delle linee guida e del conseguimento dei risultati in esse prefissati. L’information policy prevede una formazione accurata e un costante aggiornamento delle risorse e dei sistemi informativi; la conoscenza della biblioteca viene considerata un modo per rafforzare i legami con i visitatori e con gli utenti, rendendo questi ultimi maggiormente consapevoli e quindi autonomi nella definizione e soddisfazione delle proprie esigenze. L’information policy rientra in una politica più generale che pone l’informazione al centro delle funzioni principali della biblioteca; in tale contesto rientra anche il PR & information, funzione gestionale che fa capo all’amministrazione e che è responsabile della circolazione delle informazioni sia verso l’esterno, sia verso l’interno, sia nei confronti dei media. La referente di tale organo è Catharina Melldahl, cui va in particolare il mio più sincero ringraziamento per la gentile e solerte collaborazione.
L’accento sulla facilità di reperimento di informazioni efficaci è posto infine anche da BIBSAM, l’organismo della Biblioteca reale preposto per il coordinamento e lo sviluppo nazionali, rivolto in particolare all’educazione superiore, alla ricerca, e all’interazione di queste ultime con i recenti sviluppi dell’ICT. Nell’ambito della politica delle acquisizioni, BIBSAM si occupa della sottoscrizione a livello nazionale di contratti di licenza per banche dati e periodici elettronici utili per la ricerca universitaria: trattative centralizzate consentono infatti condizioni migliori rispetto a singoli contratti locali. Fra le molteplici attività, BIBSAM promuove anche il coordinamento e lo sviluppo tecnico delle pubblicazioni elettroniche a opera delle università svedesi, si occupa della formazione e dell’aggiornamento dei bibliotecari, segue da vicino l’evoluzione delle biblioteche, sostiene il libero accesso dell’informazione nel rispetto della vigente legislazione sul diritto d’autore e cura i rapporti con l’estero.

girometti@cirfid.unibo.it


GIROMETTI, Silvia. La Biblioteca Reale di Svezia. «AIB Notizie», 16 (2004), n. 8, p. 13-14.
Copyright AIB, ultimo aggiornamento 2004-11-07 a cura di Franco Nasella
URL: http://www.aib.it/aib/editoria/n16/0408girometti.htm

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